Azionario, fuga dall’Europa
Secondo State Street, l’economia Ue è troppo debole e la Bce non può fare granché. Meglio l’equity Usa e emergente
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Con il coronavirus che continua a diffondersi in tutto il mondo, dobbiamo aspettarci che il peggio debba ancora venire. Ma tra poco, sui mercati, potrebbe essere il momento giusto per tonare ad assumere rischi, rimanendo ovviamente molto prudenti. A sostenerlo è Mark Dowding, cio di BlueBay, secondo cui c’è una sensazione sempre più diffusa che le misure di contenimento siano destinate a fallire, anche se contenere il virus continua ad essere necessario per rallentare gli effetti della malattia ed aiutare a limitare l’impatto sui sistemi sanitari già sotto forte stress. “Posticipare il picco al prossimo inverno dovrebbe aiutare a fornire del tempo per sviluppare i vaccini e per pianificare e prepararsi meglio. In questo contesto, le decisioni di sospendere l’attività economica sono comprensibili, ma si può anche immaginare quanto gli asset finanziari saranno vulnerabili a causa di ciò”, osserva.
E, appunto, la situazione peggiorerà prima di migliorare. Nel corso delle prossime settimane, sembra molto probabile che il flusso di notizie sul virus peggiorerà. I tassi di infezione probabilmente accelereranno in Europa, negli Usa e in tutto il mondo in via di sviluppo. “Ulteriori restrizioni ai viaggi, cancellazioni di eventi, distanziamento sociale e lavoro da casa potrebbero diventare la quotidianità per un certo periodo e sembra improbabile che la vita in molti Paesi tornerà alla normalità prima della fine del secondo trimestre – afferma Dowding -. In Asia, dove i tassi di infezione sono crollati, è probabile che ci saranno nuovi focolai, a meno che le frontiere non resteranno chiuse e, in questo contesto, c’è la sensazione che l’offerta di asset ‘safe-haven’ scarseggi”.
Detto ciò, tuttavia, per l’esperto si dovrebbe sottolineare che il coronavirus, per quanto spiacevole, non rappresenta uno scenario da Armageddon. “I tassi di mortalità sono bassi e la maggior parte dei contagiati mostra sintomi molto lievi. Ciò è ancor più vero se si considerano coloro che sono in età lavorativa. Infatti, l’impatto è di gran lunga maggiore sulle persone più anziane e fragili, che solitamente non fanno parte della popolazione attiva – argomenta -. In questo contesto, crediamo che la storia finirà per considerare la pandemia di Covid-19 come una brutta malattia simile a un’influenza, ma non come le altre pandemie storiche, ad esempio l’influenza spagnola, che hanno decimato indiscriminatamente vecchi e giovani”.
Basandosi su questo ragionamento, Dowding ritiene dunque che l’isteria legata al Covid-19 non abbia ancora raggiunto i massimi considerando la società nel complesso e che il punto di massimo del panico potrebbe arrivare tra uno o due mesi. “Tuttavia, i mercati finanziari cercheranno sempre di prevedere il futuro – sottolinea – . Per questo, toccheremo il fondo dell’attuale sell-off probabilmente nel giro delle prossime due settimane. Nel fare questa affermazione, vorremmo sottolineare che alcuni dei recenti movimenti dei prezzi ci ricordano le terribili giornate che abbiamo vissuto nel 2008”, con i dovuti distinguo.
Guardando avanti, a detta dell’esperto, sembra che quanto più la situazione si aggraverà nel breve termine, tanto più estrema sarà la risposta in termini di politiche monetarie e fiscali: considerando che queste politiche hanno effetti ‘a scoppio ritardato’, è molto probabile che la spinta vera e propria di queste misure si manifesterà proprio nel momento del rimbalzo dell’attività economica, con la domanda ‘repressa’ durante la crisi che produrrà una ripresa molto rapida nella seconda metà dell’anno, dopo la contrazione economica del primo semestre.
“In linea con questa view, rimaniamo cauti riguardo all’assunzione di rischi per il momento, ma restiamo convinti che nelle prossime due settimane possa già arrivare il momento di aumentare l’esposizione, se si è disposti ad investire con un orizzonte temporale di 12-18 mesi. Da un certo punto di vista, è strano pensare di poter essere più sicuri di come sarà la situazione tra 12 mesi piuttosto che tra 12 giorni – afferma quindi Dowding -. Tuttavia, nel breve termine, la velocità del calo dei mercati implica che non vi è stata una finestra temporale molto lunga perché avvenisse un trasferimento del rischio. Molti asset si trovano ancora nelle mani sbagliate e dovranno essere obbligatoriamente venduti per far fronte ai possibili riscatti”.
“Per di più – aggiunge -, ci troviamo di fronte a una situazione mai vista prima in cui le banche e i gestori, compresa BlueBay Am, stanno mettendo in atto misure per dividere i team e consentire il lavoro da remoto. Ciò significa che la liquidità continuerà ad essere un problema e, in questo contesto, alcune vendite saranno effettuate a livelli distressed. Questi sono i momenti in cui è meglio trovarsi nella posizione di chi compra piuttosto che di chi vende”.
Insomma, l’importante è mantenere la calma e la giusta prospettiva. “Le valutazioni, che fino a qualche settimana fa sembravano costose, ora appaiono convenienti in assenza di una recessione prolungata e default diffusi – prosegue -. L’avversione al rischio non è mai permanente o duratura, e gli indicatori come il Vix non rimarranno sui livelli attuali oltre 60 molto a lungo. Man mano che i mercati si stabilizzeranno, si vedranno molte opportunità. Crediamo che la pazienza continui ad essere l’ordine del giorno per ora”.
Nel contesto di volatilità a cui stiamo assistendo, Dowding dà per certo che ci saranno situazioni dove alcuni investitori si renderanno conto di non avere liquidità sufficiente nei propri portafogli e quindi saranno vulnerabili ai riscatti sui fondi giornalieri, anche se questi, come BlueBay Am, stanno utilizzando meccanismi quali gli swing dei prezzi al fine di proteggere i detentori di lungo periodo dagli investitori che vogliono riscattare nel corso dell’attuale periodo.
“Quando i mercati stornano, ci sembra che abbia senso aumentare l’esposizione al rischio tramite strumenti liquidi. La liquidità ha un prezzo e crediamo che adottare una posizione in cui apprezziamo la liquidità dei fondi che gestiamo dovrebbe posizionarci bene per trarre vantaggio nei prossimi giorni”, conclude. Perché “il momento di picco del panico è vicino e quando ci colpirà, allora quello sarà il momento di andare nella direzione opposta”.
