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L’Authority ha proposto alcune modifiche per meglio integrare i criteri di sostenibilità nel merito di credito. Passi avanti anche sui green bond, con proposte sugli standard tecnici relativi ai revisori esterni. Infine, si registra finalmente l’accordo in Consiglio sulla Csddd
Pieno fermento nel cantiere normativo sulla regolamentazione relativa ai rating di sostenibilità, sui quali l’Esma (la Consob europea) ha lanciato una consultazione aperta fino a giugno 2024. Oggetto dell’iniziativa è la proposta di modifica del Regolamento sulle agenzie di rating del credito (Crar) e del Regolamento delegato sull’integrazione dei fattori Esg nelle metodologie di rating del credito. La pubblicazione delle proposte e della consultazione risponde a una specifica richiesta di consulenza inviata all’Esma dalla Commissione europea lo scorso giugno, che mire ad allineare il quadro regolatorio con gli sforzi fatti per progredire nella costruzione di un sistema di norme coerente per la finanza sostenibile.
L’obiettivo delle proposte, specifica l’Authority, è quello di garantire una migliore incorporazione dei fattori ESG nelle metodologie di rating del credito e nella successiva disclosure, garantendo allo stesso tempo una maggiore trasparenza e, di conseguenza, una maggiore fiducia nel processo di assegnazione della classe di merito.
Il Regolamento Crar non fa riferimento esplicito all’integrazione dei fattori Esg nelle metodologie di valutazione del credito o alla successiva disclosure, ma l’Esma ritiene che i criteri di sostenibilità siano coperti dai requisiti generali dell’articolo 8(2) e dell’Allegato I del Regolamento, che cita criteri rilevanti per la valutazione della solvibilità. Inoltre, nell’ambito della Sustainable Finance Strategy della Commissione, l’Esma ha già condotto una prima review tematia nel 2022 sull’inclusione dei fattori ESG nelle metodologie del Crar. Dopo che l’autorità avrà mandato il suo parere tecnico alla Commissione, quest’ultima si occuperà inoltre di assicurare che i rischi Esg siano adeguatamente considerati nei rating creditizi.
In dettaglio, le proposte dell’Authority perseguono l’obiettivo di garantire che la rilevanza dei fattori Esg all’interno delle metodologie di rating sia oggetto di una documentazione sistematica, di migliorare le informazioni sulla rilevanza dei fattori Esg nei rating di credito e nelle prospettive di rating, garantire un processo di assegnazione dei rating più solido, trasparente e coerente.
Nel frattempo, si segnalano numerosi passi avanti sulla regolamentazione in tema di finanza sostenibile. L’Esma ha infatti pubblicato nei giorni scorsi anche una consultazione sul Regolamento sui green bond, in particolare sulle bozze degli standard tecnici di regolamentazione di regolamentazione (Rts) relativi alla registrazione e alla vigilanza dei revisori esterni. In particolare, l’Esma punta a standardizzare i requisiti di registrazione e a contribuire allo sviluppo di condizioni di parità, attraverso la riduzione dei costi di ingresso per i richiedenti, attraverso risorse analitiche e di senior management, una gestione sana e prudente, compresa la prevenzione dei conflitti di interesse, la centralità della competenza ed esperienza degli analisti, l’esternalizzazione delle attività di valutazione, dei moduli, dei modelli e delle procedure per la fornitura di informazioni sulla registrazione.
Inoltre, dopo una serie di fumate nere è stato finalmente sbloccato il dossier sulla Csddd, la direttiva sulla due diligence aziendale, che era stato a rischio dopo il mancato raggiungimento di un accordo in Consiglio all’inizio del mese. Due settimane dopo, dopo estenuanti negoziazioni e alcuni compromessi sul testo, gli stati membri hanno raggiunto un accordo sulla proposta di direttiva, che così potrà essere discussa nell’ultima seduta plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo questo mese, prima che l’attività legislativa resti congelata in vista delle prossime elezioni europee.
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