Private banking a vele spiegate. Aipb: +3,9% masse gestite nei primi 9 mesi del 2017
20 aprile 2018
di LA REDAZIONE
3 min
“Il 2017 è stato un anno positivo e di crescita sia per il private banking che per l’Associazione. Per la nostra industria i primi 9 mesi hanno fatto registrare un complessivo +3,9% nelle masse in gestione, vicino alla soglia degli 800 miliardi – più di un terzo del Pil italiano”.
Sono i numeri che ha presentato Fabio Innocenzi, presidente dell’Associazione italiana private banking (Aipb) e responsabile per l’Italia del wealth management di UBS Europe SE in occasione dell’assemblea annuale di Aipb che ha approvato il bilancio 2017 e il bilancio preventivo 2018.
L’analisi dell’andamento del settore presentata mostra che nei primi nove mesi dello scorso anno la quota di mercato delle strutture di private banking rispetto al totale delle attività finanziarie delle famiglie è salita di un punto percentuale, attestandosi intorno al 23%.
Fabio Innocenzi, presidente Aipb – Associazione italiana private banking
Alla crescita delle masse gestite hanno contribuito in modo equilibrato sia la raccolta netta (+1,9%) che la performance positiva dei mercati (+1,9%), superando ampiamente i risultati registrati a fine 2016.
“Il settore è in piena evoluzione”, ha commentato Innocenzi, “e sono certo che trarrà beneficio dall’applicazione della nuova normativa MIFID 2, che stimola gli operatori a un costante miglioramento nella qualità e nella trasparenza dei servizi offerti al cliente finale”.
“Siamo anche consapevoli”, ha proseguito il presidente dell’Aipb, “di poter ricoprire un ruolo per la crescita del paese perché una corretta gestione del risparmio delle famiglie private può rappresentare una leva importante per il finanziamento dell’economia reale, nuovo ossigeno per lo sviluppo delle nostre eccellenze imprenditoriali”.
Come cambia il portafoglio dei private banker italiani
Alla crescita degli asset in gestione del mercato del private banking nella prima parte del 2017 hanno contribuito positivamente tutti i prodotti eccetto la raccolta diretta, ma il contributo più rilevante continua a essere quello dei prodotti di risparmio gestito e del comparto assicurativo.
Nei primi nove mesi del 2017, il comparto gestito ha fatto registrare un +6.9%, confermando il trend di ricomposizione dei portafogli della clientela dalla raccolta amministrata verso la raccolta gestita, che porta al settore più alta redditività.
Gli asset totali gestiti delle strutture di private banking sono dunque composti per il 43% da strumenti di risparmio gestito, in aumento di un punto percentuale rispetto al 2016 a svantaggio della raccolta diretta pari al 14% del totale. La raccolta amministrata è pari al 26% e quella assicurativa al 17%, stabili rispetto al 2016.
Il confronto con il mercato del risparmio italiano, con riferimento alle sole famiglie, evidenzia, come atteso, importanti differenze nella composizione degli asset in gestione: la quota di raccolta diretta rimane molto consistente, mentre è contenuto il peso dei prodotti di raccolta amministrata.
Aipb aggiorna la governance
L’assemblea di Aipb ha anche ratificato la cooptazione di cinque nuovi membri nel consiglio di amministrazione: Stefano Grassi di Banca Intermobiliare, Fabrizio Greco di Bper, Federico Taddei di Ersel Sim, Angelo Viganò di Mediobanca Private Banking e Federico Vitto di Mps.
Nel corso dell’ultimo anno, il perimetro associativo di AIPB si è allargato con l’ingresso di 16 nuovi soci, tra cui Banca Patrimoni Sella, Cordusio SIM, Edmond de Rothschild, Allianz Bank FA, Banca Finnat Euramerica.
In occasione del tredicesimo Forum del private banking, il presidente dell’associazione di settore ha lanciato un tavolo di confronto per coinvolgere produttori, emittenti e regolatore favorendo una migliore conoscenza della clientela private.
Il settore sta vivendo un cambiamento strategico. Le pressioni regolamentari, il calo della marginalità di prodotto e la concorrenza di nuovi attori colpiscono un po’ tutti i player
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