Innocenzi (Aipb): “Mettere al centro il cliente con educazione finanziaria e consulenza evoluta”
9 novembre 2017
di Eugenio Montesano
3,30 min
In occasione del tredicesimo Forum del private banking, il presidente dell’associazione di settore ha lanciato un tavolo di confronto per coinvolgere produttori, emittenti e regolatore favorendo una migliore conoscenza della clientela private.
Fabio Innocenzi, presidente dell’Associazione Italiana Private Banking (Aipb)
“Perché si affermi sempre più con successo un modello di consulenza evoluta, riteniamo importante che l’interlocutore, ovvero il cliente, sia provvisto delle necessarie conoscenze finanziarie che gli consentano di apprezzare il valore aggiunto del servizio offerto”. Così Fabio Innocenzi, presidente dell’Associazione Italiana Private Banking (Aipb), nel suo intervento di apertura della tredicesima edizione del Private Banking Forum, in cui è stata presentata la versione integrale del report «Il Private Banking nel Mondo», prima edizione dell’osservatorio internazionale sull’industria globale del private banking realizzato da AIPB in collaborazione con The Boston Consulting Group.
Innocenzi si è soffermato sulla centralità della figura dei private banker che affiancano il cliente con un servizio di consulenza evoluta, sottolineandone il ruolo di artefici della crescita del servizio di consulenza per la clientela di alta fascia, o high net worth. “Il private banker contribuisce alla creazione di una cultura finanziaria più solida nella clientela, accompagnandola in scelte consapevoli e coerenti con i propri obiettivi di vita”, ha affermato il presidente dell’Aipb ribadendo in tal senso la necessità di innalzare il livello dell’alfabetizzazione finanziaria dei cittadini, un impegno volto alla formazione di una clientela responsabile in quanto consapevole.
“È quindi nostra intenzione rendere più evidente il ruolo che già svolgiamo, nel quotidiano, in piena sintonia con quanto anche il legislatore sta promuovendo con il Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria”.
“Il Private Banking nel mondo”, working paper a cura di Aipb e The Boston Consulting Group
Il momento è propizio Nel corso del suo intervento Innocenzi ha tracciato un quadro generale sull’industria del private banking e sul ruolo che questa può svolgere per la crescita di un paese in cui si sta assistendo a un miglioramento del quadro macroeconomico, con un Pil in crescita dello 0,9% nel 2016 secondo dati Bankitalia, e in miglioramento dell’1,4% per il 2017 e dell’1,2% per l’anno successivo (stime Prometeia). “Il clima di fiducia delle imprese e delle famiglie torna a salire grazie a valutazioni più favorevoli sulla situazione economica generale e personale, sostenendo un riavvio degli investimenti” ha affermato Innocenzi.
Sul meccanismo di trasmissione degli investimenti finanziari all’economia il presidente Aipb ha constatato che il finanziamento alle piccole e medie imprese “continua a rappresentare un tema prioritario, anche se si colgono per esempio segnali di maggior interesse delle piccole e medie imprese alla quotazione, il che significa che queste aziende iniziano a valorizzare la finanza come leva strategica per lo sviluppo”.
Un ruolo chiave in questo senso lo stanno giocando i Pir, “che hanno generato un forte interesse nei confronti delle Pmi quotate”, nonché l’alto grado di interesse registrato quest’anno dagli investitori esteri nelle offerte pubbliche iniziali di società italiane, rinforzato dalla presenza di una buon numero di aziende “che stanno preparandosi per la quotazione sia sull’Aim che sul mercato principale”.
Il ruolo del private banking Dopo aver tratteggiato lo scenario finanziario italiano a poche settimane dalla fine di un anno tendenzialmente positivo, Innocenzi ha riflettuto sul ruolo dell’industria del private banking in Italia, che all’interno del sistema bancario “mostra di contribuire in modo significativo alla generazione di ricavi ricorrenti, accompagnati da un basso assorbimento di capitale”.
Il presidente dell’Aipb ha anticipato alcuni dei numeri frutto del lavoro di ricerca confluito nel report «Il Private Banking nel Mondo», prima edizione dell’osservatorio internazionale sull’industria globale del private banking realizzato da AIPB in collaborazione con The Boston Consulting Group, presentato in occasione del convegno.
I dati evidenziano come nel 2016, a fronte di ricavi complessivi dal risparmio gestito pari a 8,9 miliardi di euro, il private banking abbia contribuito con 3,7 miliardi. Questa componente rappresenta il 70% dei ricavi totali dell’industria private e solo il 12% dei ricavi del sistema bancario italiano. Lo spazio per crescere di certo non manca.
“Il Private Banking nel mondo”, working paper a cura di Aipb e The Boston Consulting Group
“Il private banking gestisce a oggi circa 800 miliardi di euro su 4.000 miliardi, pari a un quarto del totale della ricchezza finanziaria del paese”, ha precisato Innocenzi, sottolineando come la ricchezza della clientela private – che si contraddistingue per una maggiore capacità di investimento in asset meno liquidi e più rischiosi rispetto alla clientela retail – sia impiegata in portafogli “che non hanno esigenze di immediata liquidabilità, quindi adatti per investimenti di medio e lungo periodo ideali per finanziare i progetti di sviluppo delle imprese”.
Risparmio e investimenti, sfruttare le sinergie operative Per favorire lo sviluppo dell’economia attivando il circolo virtuoso tra il risparmio e il finanziamento delle Pmi, Innocenzi ha spiegato di ritenere necessario l’allargamento della gamma di strumenti a disposizione, osservando come a tal fine “si stiano già fortemente impegnando il legislatore e il regolatore assieme a Borsa italiana, agli asset manager e a Assogestioni”.
Innocenzi ha confermato che Aipb vuole fare la sua parte. Il presidente dell’associazione ha annunciato l’apertura di un tavolo di confronto che riunisca produttori, emittenti e regolatore, con l’obiettivo di favorire “una migliore conoscenza della clientela private” volta allo sviluppo di prodotti, strumenti e soluzioni in grado di soddisfare le esigenze di investimento di questo specifico target di clientela.
L’86% della popolazione percepisce il risparmio come fondamentale per la pianificazione e la tutela del futuro. Ripartono i consumi, ma permangono forti divisioni tra nord e sud. I dati della ricerca Acri/Ipsos per la Giornata mondiale del Risparmio.