Fed, fari puntati sulla prima riunione del Fomc
Gli esperti non si aspettano novità sui tassi ma attendono indicazioni sulle prossime mosse dalla conferenza stampa di Powell
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La Fed lascia i tassi invariati e non cambia direzione alla propria politica, ma i mercati hanno letto le indicazioni sull’impegno per una maggiore inflazione come un segnale di possibili tagli dei tassi nel 2020. Come atteso dal mercato, il Federal Open Market Committee (Fomc) della banca centrale statunitense ha dichiarato il mantenimento dei tassi nel range tra 1,5% e 1,75%.
Nella dichiarazione ufficiale diffusa dopo il meeting, in cui la decisione di non modificare i tassi è stata presa all’unanimità, si sottolinea un impegno maggiore verso l’innalzamento di un’inflazione ritenuta troppo debole. “Vogliamo sottolineare che il nostro impegno sull’inflazione al 2% non rappresenta un tetto, ma che si riferisce a un’inflazione che si aggira simmetricamente intorno a quel livello, e che non siamo soddisfatti con un’inflazione sotto il 2%”, ha detto il presidente della Fed, Jerome Powell, in conferenza stampa. Altre indicazioni di Powell hanno riguardato l’economia americana (che cresce a ritmo moderato) e quella globale, su cui c’è un discreto ottimismo nonostante le preoccupazioni per il Coronavirus, e il fatto che il miglioramento del mercato del lavoro prosegue, mentre investimenti ed esportazioni sono deboli. Ma al di là delle indicazioni di rito di carattere macro, il mercato non ha rimarcato sensazionali novità rispetto a quanto già sentito in occasione delle riunioni precedenti.
“Come ampiamente previsto, la prima riunione del FOMC del nuovo decennio si è rivelata un non-evento con i principali tassi di politica monetaria rimasti fermi e le dichiarazioni della Fed sostanzialmente invariate”, ha commentato Lee Ferridge, responsabile multi-asset strategy per le Americhe di State Street Global Markets. Tuttavia, qualcosa di nuovo c’è. “La Fed, ha aumentato il tasso IOER (Interest on excess reserves, cioè il tasso per i reverse repo, ndr) di 5 punti base, facendo seguito al calo del tasso effettivo registrato nelle ultime settimane”, osserva Ferridge.
Ma per l’esperto questa decisione, dovrebbe essere vista come una mossa tecnica e andrebbe interpretata come una semplice messa a punto (e non come un inasprimento della politica monetaria). “La posizione della Fed rimane attendista e apparentemente molto lontana sia da un aumento che da una riduzione dei tassi, anche se la barra per un’ ulteriore allentamento è molto più bassa di quella per un innalzamento”. Lo stesso Powell ha spiegato che si è trattato solo di aggiustamenti tecnici, che non cambiano l’orientamento generale della politica monetaria. Le operazioni di repo sono state estese almeno fino ad aprile, anche se si prevede una fine graduale ma la Fed intravvede che verranno diminuite gradualmente.
L’interesse maggiore secondo Ferridge riguarda il programma di liquidità, “anche se sul punto la Fed ha rinviato qualsiasi decisione importante a riunioni successive”. È probabile, prosegue, che tutto ciò anrà un impatto limitato sul mercato, anche perché per ora l’attenzione del mercato è concentrata sull’avanzata del Coronavirus e sul suo impatto sulla crescita e sui prezzi degli asset. “Prevediamo che i rendimenti rimarranno sotto pressione se il virus continuerà a diffondersi, mentre è probabile che il dollaro americano trarrà nuovamente beneficio dal suo status di bene rifugio”, conclude Ferridge.
