Guerra dei dazi, verso un rally azionario
È probabile che a dicembre la tregua commerciale offra supporto ai settori maggiormente interessati dai dazi doganali, e ai mercati europei il cui comparto manifatturiero è altamente esposto all’Asia
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“Sono molteplici i temi che gli operatori di mercato devono monitorare in questa fase con non poche contrapposizioni di giudizio. Ai rischi sul rialzo dei tassi Usa si affianca infatti la possibile escalation della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina oltre alle incertezze politiche sempre più evidenti in Europa (Brexit e Italexit) e tutto questo non può far altro che tenere alto il livello di attenzione”. Lo spiega Alessandro Allegri, ad di Ambrosetti Asset Management SIM, nel suo commento sulla situazione dei mercati nel mese di dicembre.
“L’incertezza di breve resta ma – argomenta l’esperto – a supporto di uno scenario più positivo, continuano in ogni caso ad arrivare dati sulla congiuntura economica allineati con le risultanti precedenti, cioè con le stesse evidenze che hanno sostenuto la crescita prima del 2018. In tal senso, Pil, utili aziendali, livelli occupazionali non esprimono segnali significativi riguardo all’arrivo di una possibile recessione globale”.
Per l”economista “correzioni come quelle verificatesi nelle scorse settimane sui mercati non dovrebbero quindi degenerare in una più ampia fase negativa. Lo scenario centrale per i mercati finanziari resta ancorato sull’ipotesi di dinamiche macroeconomiche di crescita mondiale ancora positiva accompagnate da inflazione in risalita ma su livelli di controllo e politiche monetarie in fase di graduale normalizzazione”.
“Manteniamo, per la fine dell’anno, l’esposizione sui mercati azionari con attese di riallineamento delle quotazioni nelle settimane entranti mentre si presenta più incerta la dinamica obbligazionari”, conclude Allegri.
