Martini (Azimut): “Così il virus cambierà l’asset management”
11 maggio 2020
di ALESSIO TRAPPOLINI E ELENA SCUDIERI
4 min
Per il manager la pandemia accelererà la polarizzazione del settore. I clienti? “E’ necessario star loro vicino e guidarli verso soluzioni pensate per valorizzare la situazione”. Ecco quali
Paolo Martini, amministratore delegato di Azimut Holding
Effetti devastanti a parte, il coronavirus sta accelerando il cambiamento dei modelli di business in tutti i settori. E non ne sarà immune neppure l’asset management, dove si intensificherà la polarizzazione con un numero limitato di consulenti che concentra una grande crescita di asset. È la previsione di Paolo Martini, amministratore delegato di Azimut Holding, secondo cui chi non è pronto ad adattarsi resterà fuori dai giochi, mentre dall’altro lato si apriranno nuove importanti opportunità per giovani capaci.
Quello che non cambierà, assicura a FocusRisparmio Martini, sarà la centralità del cliente e il fatto che la qualità più apprezzata nei consulenti è il saper essere vicini, anche in digitale, come ha dimostrato la pandemia. Poi, certo, fondamentali sono le strategie di investimento vincenti, pensate per valorizzare ogni situazione, anche nel pieno della bufera.
Quali sono le qualità del cf che un cliente apprezza di più in fasi come quella che stiamo attraversando?
Tra le qualità sicuramente più apprezzate c’è la vicinanza (unita alla competenza), che anche se non può essere fisica si può manifestare in diversi modi grazie all’utilizzo della tecnologia. Il telefono, le email, i messaggi istantanei, le video call hanno permesso di colmare le distanze consentendo ai consulenti di dialogare costantemente con i loro clienti. Un dialogo fatto di ascolto, di risposte alle domande e preoccupazioni dei clienti e soprattutto di soluzioni per superare le paure del momento e quindi la visione di breve termine seguendo una pianificazione di lungo termine.
Quali sono le leve strategiche e commerciali da attivare per la ripresa?
Comunicare di più e meglio, con il supporto anche del digitale, per aiutare i risparmiatori ad affrontare un contesto nuovo caratterizzato da un’alta incertezza e dal permanere di tassi bassi: è necessario guidarli nell’adottare un orizzonte di lungo termine e nell’ampliare gli approcci includendo nei portafogli anche strumenti che investono in economia reale che permettono di conseguire un rendimento positivo e allo stesso tempo di sostenere le pmi italiane che sono state duramente colpite dalla sospensione delle attività causata dall’emergenza.
I vostri cf quali strategie e quali prodotti stanno sovrappesando nei portafogli dei clienti?
Molti consulenti hanno saputo guidare i loro clienti verso soluzioni pensate per valorizzare la situazione che prevedono ad esempio un incremento graduale nell’equity. È il caso di un nuovo prodotto lanciato nelle settimane scorse che parte da un’esposizione azionaria del 25%, per offrire un ingresso graduale nei mercati azionari fondamentale nei contesti di alta volatilità, e che nell’arco di 12-18 mesi aumenta progressivamente la sua esposizione azionaria fino al 100%. In linea con le considerazioni di cui sopra, vengono inseriti in portafoglio anche i fondi alternativi legati all’economia reale come il fondo di private equity Demos I e il fondo di fondi globale di private equity Global Invest che garantiscono inoltre una decorrelazione dai mercati finanziari. Infine, cresce il mondo assicurativo e previdenziale con la comprensibile esigenza di protezione acuita dal contesto di incertezza e timore per il futuro.
Come (se lo ha fatto) il Covid-19 ha cambiato la filosofia di Azimut nel business? Come vede il settore dell’Am e Wm dopo la pandemia?
Penso che l’emergenza legata al Covid-19 cambierà ogni modello di business in tutti i settori. Nel nostro caso stiamo lavorando per semplificare al massimo i processi restando ancor più focalizzati sul core business che vede nell’integrazione tra gestione e distribuzione e nell’essere azionisti i nostri veri fattori distintivi, nello sviluppo della tecnologia come ponte tra consulente, cliente e società e nell’attenzione ai costi. Ma la nostra filosofia non è cambiata, al centro del nostro lavoro resta il cliente. Questo è quello che ci spinge ad innovare in tutti i campi dell’asset management, come ad esempio nei private markets dove proprio durante l’emergenza abbiamo intensificato le iniziative a favore delle imprese; ad esempio con Azimut Sostieni Italia che raccoglie capitali tramite una raccolta di crowfunding per destinarli ad esercizi commerciali che ora sono in difficoltà ma sono pronti a ripartire appena le condizioni lo permetteranno. In generale mi aspetto che la crisi intensifichi la polarizzazione in atto nel settore ormai da alcuni anni con un numero limitato di consulenti che concentra una grande crescita di asset e alcuni invece che non riusciranno ad adattarsi ad un mondo che sarà profondamente diverso. Vista l’età media dei consulenti finanziari in Italia e che l’industria vive comunque un momento di forte discontinuità ci sono opportunità importanti per giovani capaci che desiderano avvicinarsi a questa professione.
L’Ad della prima rete di consulenti in Italia: “Le crisi vengono superate e i mercati tornano a crescere: è in momenti come questi che si vengono a creare delle opportunità di investimento”