L’Ad della prima rete di consulenti in Italia: “Le crisi vengono superate e i mercati tornano a crescere: è in momenti come questi che si vengono a creare delle opportunità di investimento”
Tommaso Corcos, amministratore delegato di Fideuram
L’industria del risparmio gestito, in questo inizio 2020, ha saputo reagire ed affrontare con equilibrio la pandemia.
È il pensiero di Tommaso Corcos, amministratore delegato di Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking, emerso in un’intervista con FocusRisparmio sullo stato di salute del settore dopo la pandemia covid-19.
“Innanzi tutto, dobbiamo considerare che l’emergenza sanitaria ha portato a correzioni dei mercati finanziari rapide ed estese e con uno scarso profilo di liquidità dei mercati. Gli interventi dei policy makers, Governi e Banche Centrali, sono stati rilevanti e tempestivi e ciò è servito a rasserenare gli animi degli investitori e ad attenuare la discesa dei mercati”, precisa Corcos.
I numeri del settore
A marzo, il mese dove le misure di lockdown e la diffusione del virus sono state più aspre, sul settore del risparmio gestito c’è stata tensione ma non vero e proprio panico. Secondo i dati della Mappa mensile sui flussi di raccolta stilata da Assogestioni, i deflussi netti hanno riguardato meno dell’1% del patrimonio totale gestito dall’industria.
Secondo il numero uno di Fideuram le mosse delle autorità governative e di politica monetaria hanno contribuito a lenire il panic-selling. “Le manovre da parte delle Banche Centrali di tutto il mondo, che terranno compressi i rendimenti delle obbligazioni per ancora tanti anni, e la presenza sul mercato di società a valutazioni a livelli più ragionevoli, hanno spinto gli investitori a incrementare il peso azionario e obbligazionario corporate nei portafogli, con un trend che continuerà nel prossimo futuro”, spiega l’Ad di Fideuram Ispb.
Il ruolo di cf, pb e delle reti di consulenza
“Nelle ultime settimane, grazie alla relazione personale costruita nel tempo ed all’uso delle tecnologie che abbiamo sviluppato negli ultimi anni, i nostri private banker sono stati sempre in grado di fornire informazioni e consigli alla nostra clientela, assistendola con costanza nella loro operatività”, sostiene Corcos.
I numeri diffusi dall’Assoreti, l’associazione che riunisce le principali reti di consulenza del Paese, certificano queste evidenze: a marzo i cf hanno raccolto 3,8 miliardi molti dei quali indirizzati su strumenti di risparmio amministrato e liquidità per soddisfare la ricerca di sicurezza dei clienti.
“Le reti bancarie ed i consulenti finanziari della nostra società si sono attivate prontamente sui clienti, ricordando quanto era accaduto all’indomani della crisi finanziaria del 2008/2009, a cominciare dagli errori che vennero commessi vendendo sull’onda dell’emotività e sottolineando quanto rimanga fondamentale non perdere di vista gli obiettivi alla base delle proprie scelte di investimento”, aggiunge l’Ad della prima rete di consulenza italiana.
La ripartenza
La volatilità di questi ultimi due mesi, la forte discesa, ma anche il repentino recupero – infatti – confermano l’importanza di una corretta programmazione finanziaria e patrimoniale, che rispetti il profilo di rischio di ciascun cliente. “Alla fine, le crisi vengono superate – chiosa Corcos -, l’economia ed i mercati tornano a stabilizzarsi e riprendono a crescere: spesso è proprio in momenti come questi che si vengono a creare delle opportunità di investimento”.
Il presidente delle reti di cf rivendica il valore aggiunto della professione e l’attività di protezione del risparmio. “Chi è efficiente avrà spazio per operare e per crescere”, assicura l'esperto