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Nel terzo trimestre sfiorati i 416 miliardi di dollari grazie alle aziende petrolifere che hanno aumentato le distribuzioni del 75%. Janus Henderson: il 2022 si chiuderà meglio delle attese a 1.560 miliardi
Quasi 416 miliardi di dollari. A tanto ammontano i dividendi del terzo trimestre 2022, una cifra record che deve la sua impennata alla crisi energetica che ha fatto schizzare le quote di profitto distribuite agli azionisti dalle società petrolifere. Nel settore, infatti, i dividendi sono saliti del 75%, fino a raggiungere quota 46,4 miliardi di dollari, trainando la crescita del periodo e compensando il calo dei dividendi del settore minerario.
Lo rivela l’ultimo Janus Henderson Global Dividend Index, stando al qual, come si diceva, i dividendi globali hanno toccato quota 415,9 miliardi di dollari, un record per il terzo trimestre, e la crescita sottostante è stata del 10,3%. Il 90% delle società ha aumentato i pagamenti agli azionisti o li ha mantenuti invariati, percentuale leggermente inferiore al 94% registrato nella prima metà dell’anno.
Dividendi, tutto merito del settore petrolifero
Dunque, le tendenze settoriali globali dominano al momento. La crescita del terzo trimestre è stata principalmente trainata dai produttori di petrolio e gas, che hanno incrementato considerevolmente i loro dividendi. In tutto il mondo le compagnie petrolifere hanno incrementato le distribuzioni, in gran parte attraverso dividendi straordinari piuttosto che tramite un aumento dei pagamenti regolari.
A spiccare, quanto a remunerazioni, sono stati in particolare i mercati emergenti, Asia e Nord America, con l’aumento maggiore registrato da Petrobras in Brasile. Senza tale impatto positivo, il dato globale sarebbe rimasto pressoché invariato.
L’impennata nel settore petrolifero ha coinciso con il crollo di quello minerario, con le società che stanno riducendo le remunerazioni rispetto ai recenti massimi storici in risposta al calo dei prezzi delle materie prime, con un impatto particolarmente negativo sull’Australia. Quasi tutti gli altri settori hanno registrato una crescita, in particolare i trasporti (compreso il trasporto marittimo), le banche, i semiconduttori e i prodotti chimici.
Bene Usa e Taiwan, delude la Cina
Dal punto di vista geografico, Taiwan, Stati Uniti, Hong Kong e Canada hanno offerto i maggiori contributi alla crescita. Per questi ultimi tre, i settori dell’energia e dei finanziari sono stati determinanti, mentre a Taiwan sono stati numerosi i settori che hanno contribuito al risultato.
Quanto alla Cina, la stagionalità del terzo trimestre è molto importante per i dividendi. A Pechino la crescita dei dividendi sottostanti è stata inferiore a quella del resto del mondo (+6,7%) e un terzo delle società dell’indice ha ridotto le distribuzioni, con il settore immobiliare che ha rappresentato l’anello più debole.
Dividendi, il 2022 si chiuderà meglio delle attese a 1.560 miliardi
I dati incoraggianti del terzo trimestre hanno indotto Janus Henderson a rivedere al rialzo di 30 miliardi di dollari le previsioni sul dato complessivo per l’intero 2022, soprattutto in seguito all’aumento delle distribuzioni straordinarie una tantum e alla solidità del settore petrolifero e dell’Asia. Ora la stima è di 1.560 miliardi di dollari, in crescita dell’8,3% su base annua. La crescita sottostante dovrebbe essere dell’8,9%, con un aumento di 0,4 punti percentuali rispetto alle aspettative di tre mesi fa e ancora notevolmente superiore al trend di crescita a lungo termine del 5-6%.
“Come i prezzi di altre materie prime, quelli dell’energia sono ciclici e il prezzo del petrolio è già inferiore ai livelli raggiunti all’inizio dell’anno, quindi è improbabile che l’attuale livello eccezionale di distribuzioni rimanga tale”, ha sottolineato Jane Shoemake, client portfolio manager di Global Equity Income, secondo cui nel 2023 il rallentamento della crescita economica globale avrà probabilmente un impatto sugli utili e sulla capacità di alcune società di aumentare le distribuzioni.
“Tuttavia la copertura dei dividendi, ossia il rapporto tra gli utili di una società e i suoi dividendi, è prossima ai massimi storici, poiché la redditività è solida e la pandemia ha indotto molte società a ridurre i dividendi a livelli più sostenibili. Ciò fornirà un certo sostegno anche se gli utili dovessero essere messi sotto pressione nel 2023. È importante notare che i dividendi variano molto meno nel corso del ciclo economico rispetto agli utili, in quanto le società cercano di mantenere un livello di reddito sostenibile per i propri investitori”, ha concluso Shoemake.
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