La crescita degli utili dà fiato ai dividendi. Janus Henderson: “Primo trimestre 2018 da record”
22 maggio 2018
di LA REDAZIONE
3,6 min
La crescita economica continuerà a spingere la crescita degli utili e, con essi, l’aumento dei dividendi.
È il principale vaticinio per l’andamento del mercato azionario che si evince dalla lettura dei dati trimestrali dell’indice Janus Henderson Global Dividend (JHGD), che mostra come gli utili aziendali in crescita nei primi tre mesi dell’anno abbiano determinato un aumento del 10,2% dei dividendi globali su base complessiva attestandosi a 244,7 miliardi di dollari nel 1° trimestre (1Q18).
La crescita complessiva del JHGD nell’1Q18 è stata superiore alle stime, spiegano gli analisti dell’asset manager, “principalmente per via del costante indebolimento del dollaro” che ha determinato che i pagamenti denominati in altre valute fossero convertiti “a tassi di cambio più favorevoli”.
La flessione del dollaro negli ultimi mesi incrementa dunque le stime di crescita complessiva, e Janus Henderson ora si aspetta “dividendi per 1.358 miliardi di dollari – 10 miliardi in più rispetto alle stime iniziali di gennaio, per un aumento in termini complessivi su base annua dell’8,5%”. La società conferma dunque le stime di crescita dei dividendi sottostanti del 6% per quest’anno e una crescita complessiva ancora più alta, all’8,5%, anche grazie all’indebolimento del dollaro.
Tasso di crescita annuo trimestrale – dividendi complessivi globali
Fonte: Janus Henderson Investors (dati al 31 marzo 2018)
Ben Lofthouse, direttore global equity income di Janus Henderson
“Crediamo che nel 2018 gli investitori potranno festeggiare un nuovo anno record per i dividendi globali” ha commentato Ben Lofthouse, direttore global equity income di Janus Henderson. Per il calcolo su base annuale dell’indice l’asset manager analizza dati grezzi forniti da Exchange Data International sui dividendi distribuiti dalle prime 1200 società per capitalizzazione di mercato (al 31/12 prima dell’inizio di ogni anno, ndr). I dividendi sono inseriti nel modello il giorno in cui vengono pagati, calcolati al lordo utilizzando il numero di azioni nel giorno di pagamento e convertiti in dollari al tasso di cambio in vigore.
Canada e USA battono i record storici
Janus Henderson prevede un’espansione in ogni regione del mondo ma nel primo trimestre a livello geografico brilla in particolare il Nord America, che sotto il profilo dell’andamento stagionale delle distribuzioni rappresenta la percentuale maggiore dei pagamenti globali nell’1Q18.
Dividendi per regione – 1° trimestre 2018
Fonte: Janus Henderson Investors (dati al 31 marzo 2018)
“Canada e Stati Uniti hanno battuto ogni primato trimestrale e quasi ogni azienda distribuisce i dividendi trimestralmente”, si legge nel report. “La crescita sottostante negli Stati Uniti è stata del 7,6%. Le distribuzioni complessive hanno battuto il record trimestrale con 113,0 miliardi di dollari”.
Nel complesso, quasi otto società su dieci negli Stati Uniti hanno distribuito un dividendo più alto rispetto all’anno precedente: in particolare si distinguono i settori tecnologico, finanziario e sanitario. La crescita sottostante in Canada è stata del 13,8%, la più rapida tra i paesi sviluppati. Anche il totale (10,1 miliardi di dollari) è un record assoluto: ogni società inserita nell’indice dei dividendi ha incrementato o confermato le distribuzioni.
Andamento indice JHGDI – Nord America
Fonte: Janus Henderson Investors (dati al 31 marzo 2018)
“L’accelerazione della crescita dei dividendi negli Stati Uniti nel 1° trimestre potrebbe essere il segnale che le imprese hanno fiducia nella capacità di restituire parte della liquidità accumulata agli investitori. La recente riforma fiscale per le imprese potrebbe incoraggiare tale tendenza”, spiega Lofthouse interpretando i dati provenienti dal versante americano.
Effetto cambio: dividendi UE +13,7%
“Le distribuzioni di dividendi in Europa sono state relativamente scarse nel 1° trimestre”, osservano gli analisti di Janus Henderson, “influenzate dalle dinamiche stagionali incentrate sulle società petrolifere e sulle aziende farmaceutiche svizzere che crescono più lentamente”. La crescita sottostante è stata del 3,9%, anche se il rafforzamento dei tassi di cambio europei ha innalzato il dato complessivo al 13,7%.
Occhi puntati sul secondo trimestre dunque, che in Europa “è una stagione importante per i dividendi e assisteremo alle distribuzioni in molti più settori, e con un mix più rappresentativo di paesi rispetto al 1° trimestre”, osserva Lofthouse. “La ripresa economica in Europa favorirà probabilmente la crescita dei dividendi nella regione”, prosegue l’analista.
Andamento indice JHGDI – Europa
Fonte: Janus Henderson Investors (dati al 31 marzo 2018)
Bene Giappone ed emergenti, Asia Pacifico in affanno
L’indice testimonia che le distribuzioni di dividendi in Giappone sono salite dell’8,2% su base sottostante, mentre il dato totale ha battuto il record del 1° trimestre. Le distribuzioni nei mercati emergenti sono state favorite dai dividendi straordinari.
Di converso, la regione Asia Pacifico escluso Giappone è stata l’unica regione a non registrare un aumento, “principalmente a causa del crollo dei dividendi straordinari a Hong Kong e dei tagli ai dividendi in Australia”, spiega il report. Le distribuzioni sono scese in termini sottostanti del 3,1%, per quanto, fanno notare gli analisti, “il calo sarà probabilmente temporaneo. La maggior parte delle società a Hong Kong ha confermato o leggermente aumentato le distribuzioni, anche se il dato complessivo ha risentito del brusco calo dei dividendi straordinari, mentre le distribuzioni a Singapore sono invariate in termini sottostanti”.
Secondo Citygroup il 2018 sarà ricordato come l’anno dello sprint dei listini europei. Ma in quali settori e società sono investiti i tre migliori fondi Azionario Europa che battono il benchmark a dodici mesi?
“Il semaforo è ancora verde”, spiega il capo del multi asset globale del gestore londinese, “ma le alte valutazioni pongono un limite di velocità ai ritorni e ci hanno indotto a scalare una marcia nelle nostre strategie”.
“Da anni i rendimenti corretti per il rischio superano quelli delle controparti large cap” spiega Mark Heslop, gestore azionario globale della casa di investimento americana, presentando tre dei titoli su cui sta puntando nel lungo periodo.
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