Cresce la fiducia degli investitori: si punta su Esg e consulenza
A livello globale il 61% vede rosa. Tra gli italiani il 70% guarda con fiducia al mercato azionario e l’81% punta sugli investimenti sostenibili. Aumenta il bisogno di consulenza
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Il Covid-19 non ha fermato e non fermerà gli investitori istituzionali. Nel Vecchio Continente oltre due terzi di loro, il 67%, è infatti riuscito a raggiungere o addirittura a superare gli obiettivi di performance prefissati per gli ultimi 12 mesi, ma soprattutto, nonostante la fiducia nelle aspettative di crescita annuali sia scesa del 10% rispetto al 2019, con il 44% che afferma di essere ottimista in merito al raggiungimento dei propri obiettivi di qui a fine 2021, le previsioni sul lungo periodo sono decisamente rosee.
A certificarlo è Growth Readiness, il consueto sondaggio annuale di State Street Corporation a cui hanno partecipato oltre 600 asset owner istituzionali internazionali, gestori patrimoniali e rappresentanti di imprese assicurative, il 39% con sede in Europa, e da cui emerge che oltre tre quarti degli intervistati (76%) si dicono ottimisti sul raggiungimento degli obiettivi di crescita prefissati per un periodo di cinque anni.
Un dato in aumento del 10% rispetto al 2019, quando il Covid era ancora uno sconosciuto, anche se la maggioranza ritiene che probabilmente le nuove normative o la tassazione derivanti dalla pandemia o dalla recessione, unite alla vulnerabilità finanziaria dei vendor, ostacoleranno lo sviluppo dei loro progetti di espansione. Sorprendentemente, però solo il 34% degli intervistati europei considera le tensioni geopolitiche come una delle principali minacce alla crescita, rispetto al 40% a livello globale.
In questo contesto, gli istituzionali hanno identificato diverse iniziative fondamentali per il raggiungimento degli obiettivi di crescita nel 2021, tra cui l’aumento della produttività/capacità organizzativa (71%), la migrazione di più sistemi tecnologici verso il cloud (68%) e l’incremento degli investimenti in nuove tecnologie anziché conservare i sistemi IT legacy (68%).
“La crisi innescata dal Covid-19 ha introdotto nuove complessità operative per l’industria degli investimenti, che, a sua volta, ha accelerato e intensificato la ricerca di resilienza ed efficienza – osserva spiega Joerg Ambrosius, responsabile dell’area Emea di State Street -. L’aumento della produttività e delle tecnologie sarà una delle principali priorità necessarie per crescere nel corso del 2021. Guardando al futuro, ci aspettiamo anche un aumento dell’attività di M&A per consentire ai gestori di trarre maggiore vantaggio dalle economie di scala e arricchire il set di competenze, permettendo loro di diventare più resistenti in un mercato sempre più competitivo”.
E l’ottimismo dei professionisti degli investimenti è confermato anche dal sondaggio mensile targato Cfa Society Italy e svolto a gennaio su 43 professionisti italiani con certificazione Cfa®. Il Sentiment Index registra infatti un valore pari a 44,2, in recupero rispetto al mese precedente e su livelli massimi dall’estate 2020.
“L’indicatore relativo alla situazione macroeconomica attuale italiana rimane in territorio pesantemente negativo, ma si registra un sensibile incremento relativamente alle aspettative economiche per i prossimi sei mesi – sottolinea Marco Castagna, Cfa consulenza & active advisory di Banca Aletti -, sintomo che probabilmente si prevede una risoluzione all’attuale crisi di governo, e che i rallentamenti nella distribuzione dei vaccini vengono considerati come incidenti di percorso, in realtà preventivabili”.
Meno marcata la negatività sulla situazione attuale in Europa, con aspettative di miglioramento in deciso rialzo, mentre la situazione Usa viene considerata più stabile e con ampie possibilità di miglioramento, segno, sempre a detta di Castagna, che gli intervistati osservano con fiducia la nuova amministrazione e la riforma fiscale in programma. “Nel complesso comunque – osserva -, lo scenario economico condiviso rimane coerente con politiche ultra espansive delle banche centrali ma si registra un’accelerata nelle aspettative di incremento dei tassi di inflazione e dei tassi interesse, a breve e lungo termine, coerentemente con uno scenario di ripresa economica. Si prevede questo trend in tutte le aree geografiche, con però aspettative di crescita decisamente più marcate negli Usa, in cui i 2/3 degli intervistati si attendono un incremento dei tassi di interesse a lungo termine ed i 3/4 prevedono un incremento del tasso di inflazione”.
Meno condivise invece le aspettative sull’andamento dei mercati azionari, dove aumentano notevolmente le previsioni di mercati laterali nei prossimi sei mesi, soprattutto in Italia. Migliore la situazione in Europa e Usa dove, pur aumentando sensibilmente le previsioni di mercati invariati, rimane un saldo positivo, con l’Eurostoxx 50 che va a superare l’indice americano, probabilmente in coerenza con la composizione maggiormente ciclica dell’indice, e grazie a valutazioni a sconto rispetto a quelle dello S&P 500.
“Crescita mondiale in ripresa, politiche monetarie accomodanti e riforme fiscali rimangono elementi di scenario favorevoli all’investimento azionario, nonostante le alte valutazioni ed il posizionamento affollato sulle asset class più rischiose – afferma Castagna -. Poche variazioni in relazione alle aspettative di redditività settoriali delle società Italiane, dove si registra una sostanziale positività su tutti i settori, mediamente in miglioramento rispetto al mese precedente; rimangono ancora indietro i settori bancario e assicurativo, in un contesto di tassi ai minimi, ma si nota un deciso balzo in avanti, grazie al quale anche questi settori abbandonano il saldo negativo e si riportano in territorio positivo, probabilmente grazie a valutazioni maggiormente attraenti”.
Infine, quanto alle valute, è da notare secondo il gestore il cambio di tendenza per cui si prevede che il dollaro Usa tornerà ad apprezzarsi rispetto all’euro, mentre prevale un’aspettativa di cambio stabile tra yen giapponese e euro. Poche variazioni anche relativamente alle aspettative sul prezzo del petrolio, su cui permangono le previsioni di rialzo da qui a sei mesi.
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