A febbraio nuovo balzo dei prezzi al 5,8%. de Guindos: la guerra in Ucraina li alimenterà ulteriormente. E Bruxelles lancia l’allarme: dal conflitto impatto negativo sulla ripresa
Il 10 marzo si avvicina e il compito di Christine Lagarde si fa ogni giorno più complicato. Di nuovo, a febbraio, l’inflazione nell’Eurozona ha segnato il record, balzando al 5,8%, mentre la Commissione europea certifica che la ripresa economica è messa seriamente a rischio dalla crisi ucraina. Guerra che ovviamente minaccia anche di far schizzare ulteriormente i prezzi. Un dilemma, sempre lo stesso ma con il quadro peggiorato, che mette la Bce nella difficile posizione di dover decidere come orientale la politica monetaria, stretta tra i mercati che si aspettano una modalità più dovish e il rischio stagflazione che per molti è ormai più che concreto.
L’Inflazione vola, de Guindos: “Sorpresa negativa”
Tonando ai dati, il mese scorso, stando alla stima flash di Eurostat, l’indice dei prezzi è schizzatonuovo record del 5,8%, in aumento dal 5,1% di gennaio. A pesare è soprattutto l’energia (31,7%, rispetto al 28,8% di gennaio), seguita da cibo, alcol e tabacco (4,1%, rispetto al 3,5% di gennaio ), beni industriali non energetici (3,0%, contro il 2,1% di gennaio) e servizi (2,5%, rispetto al 2,3% di gennaio). Per l’Italia, in particolare, la stima è di una crescita al 6,2% dal 5,1% del mese precedente.
Joachim Nagel
A stretto giro sono arrivare poi le previsioni della Bundesbank , secondo cui l’inflazione tedesca potrebbe attestarsi in media sul 5% quest’anno con la guerra in Ucraina che farà aumentare ulteriormente i prezzi dell’energia e che “prevede che anche l’area dell’euro registrerà un tasso elevato di inflazione”. “Dobbiamo mantenere gli occhi puntati sulla normalizzazione della nostra politica monetaria”, ha quindi incalzato il presidente della banca centrale tedesca ed esponente della Bc, Joachim Nagel, chiarendo che comunque “non è ancora possibile attualmente stimare in modo attendibile quali effetti la guerra avrà sugli sviluppi economici in Germania”. La Bundesbank oggi ha pubblicato il rapporto annuale in cui viene sottolineato che nonostante l’elevato tasso di inflazione non ci sono ancora segnali che le aspettative a lungo termine si stiano disancorando.
Luis de Guindos,
Anche il vicepresidente dell’Eurotower, Luis de Guindos, ha sottolineato come l’invasione russa dell’Ucraina alimenterà l’inflazione già alta e il rallentamento dell’attività economica in Europa. Il dato registrato a febbraio nell’area dell’euro è “una sorpresa negativa” con la guerra che fa salire i prezzi di gas e petrolio, ha affermato nel corso di un webinar, aggiungendo di non vedere tensioni di liquidità estreme sui mercati e assicurando che l’esposizione finanziaria alla Russia è piuttosto limitata.
Allarme di Bruxelles per la ripresa
Le sirene di allarme per la crescita Ue, intanto, sono già suonate. E a farle scattare è stata la stessa Commissione Europea. La guerra in Ucraina “ha un impatto negativo sulle prospettive di crescita e inclina ulteriormente i rischi al ribasso – scrive Bruxelles nelle sue linee guida economiche -. Sottolinea inoltre la necessità di un forte coordinamento delle politiche economiche e fiscali e di adattare le politiche di bilancio in risposta a circostanze in rapido mutamento. Le linee guida saranno adeguate agli sviluppi economici secondo necessità”.
“Le sanzioni avranno un costo, oggi difficili da immaginare. La crescita continuerà ma rallenterà, ma si tratta di un prezzo da pagare per difendere la democrazia. Ma i fondamentali dell’economia Ue sono solidi, siamo pronti ad affrontare” eventuali choc anche se resta l’incertezza, ha detto il vice presidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis, elencando, tra i possibili effetti della crisi ucraina, appunto l’impatto su inflazione e energia.
Intanto, i tecnici Ue precisano che nei loro piani di bilancio per il 2023, gli Stati membri dovranno mantenere “politiche di bilancio coerenti e coordinate” e garantire la sostenibilità del debito. Con quelli ad alto indebitamento chiamati a “iniziare una graduale riduzione del debito, realizzando un aggiustamento di bilancio nel 2023, al netto dei contributi della Recovery and Resilience Facility e di altre sovvenzioni dell’Ue”.
A questo proposito, il commissario Ue agli Affari Economici Paolo Gentiloni, ha precisato che Bruxelles valuterà il ritorno al Patto di stabilità in primavera, dopo le nuove previsioni. ”Data l’elevata incertezza, la Commissione non valuterà nuove procedure per deficit eccessivo questa primavera. In autunno torneremo a fare il punto”, ha aggiunto.
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