Assogestioni, vola la raccolta nel terzo trimestre
Flussi positivi per 9 miliardi e mezzo e nuovo record per le masse gestite a 2.284 miliardi. Ancora profondo rosso per i Pir, in attesa delle modifiche normative
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AGGIORNAMENTO ore 18:30 – È stata posticipata alle 19 la ripresa dei lavori in commissione Finanze alla Camera sugli emendamenti al dl Fisco, inizialmente prevista per le 18. Sono al vaglio le proposte emendative di Governo e relatori (la presidente M5s della stessa commissione Carla Ruocco e Gian Mario Fragomeli, Pd). Questi ultimi hanno messo a punto una bozza di pacchetto di emendamenti, a cui si è aggiunto un ulteriore insieme di proposte da parte della presidente Ruocco. (fonte: Public Policy)
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Un vincolo unico del 5% del patrimonio da investire in pmi. Prende forma la modifica dei Piani individuali di risparmio, cui la legge di Bilancio dovrebbe dare avvio.
Stando a quando riferisce MF-Milano Finanza, infatti, l’emendamento depositato in commissione Finanze alla Camera che dovrebbe essere votato lunedì in serata, promosso dal primo firmatario Sestino Giacomoni – vice presidente della Commissione Finanze in quota Forza Italia e consulente finanziario di Banca Mediolanum, che già a fine ottobre aveva promosso in Commissione Finanze un ddl per modificare la normativa sui Pir – è stato riformulato con l’ok di maggioranza e governo e recepisce le richieste avanzate in questi mesi dagli operatori.
L’emendamento prevede appunto l’addio ai due vincoli di almeno il 3,5% degli investimenti da destinare a società quotate sull’Aim e del 3,5% in venture capital. Al loro posto l’obbligo di una riserva del 5% del valore complessivo dello strumento in società di medio-piccola capitalizzazione “diverse da quelle inserite nell’indice Ftse Mib e Ftse Mid della Borsa Italiana o in indici equivalenti in altri mercati regolamentati”.
L’emendamento prevede inoltre l’abolizione del limite, già in vigore per le persone fisiche, di detenere un solo Pir per le casse di previdenza e i fondi pensione dal 1 gennaio 2020. Il solo vincolo che resterà in vigore per casse e fondi di previdenza sarà quello di investimenti in Pir per un massimo del 10% dei propri patrimoni.
Secondo Luigi de Bellis, co-responsabile ufficio studi Equita, la proposta, se confermata, sarebbe molto positiva per il rilancio dei Pir. “Il limite del 5% avrebbe il vantaggio di generare maggiori flussi e migliorare la liquidità soprattutto con riferimento alle piccole imprese, così come l’eliminazione del vincolo di un solo Pir per i fondi pensione e casse di previdenza potrebbe portare ad un aumento degli investimenti in pmi anche da parte di questi investitori”, sostiene l’esperto.
L’emendamento al dl Fiscale collegato alla manovra prevede infatti anche che il limite alla detenzione di un solo Pir scatterà solamente per le persone fisiche: unico vincolo sarà quello di investimenti in Pir per un massimo del 10% dei propri patrimoni.
De Bellis d’altra parte, citando i dati di Assogestioni, sottolinea come i Pir abbiano registrato deflussi per 104 milioni anche ad ottobre, portando la raccolta a segnare un risultato negativo per 821 milioni (-361 milioni nel secondo trimestre e -354 milioni nel terzo). “L’andamento della raccolta da inizio anno mostra come le modifiche apportate allo strumento con la legge di Bilancio 2019 hanno portato ad un forte calo di interesse verso lo strumento dei Pir rispetto ai 2 anni precedenti (10,9 miliardi di raccolta netta nel 2017 e 4 miliardi nel 2018)”, conclude de Bellis.
