2018, l’anno della sostenibilità
Il concetto di Esg sarà sempre più al centro dei megatred che caratterizzano l’orizzonte degli investimento. Lo sanno anche le società di gestione, che lanciano sempre più prodotti etici
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Fino a ora la finanza responsabile è stata considerata una nicchia della finanza tradizionale, meno efficiente ed efficace in termini di rendimento e di rischio. Oggi, la situazione si sta rovesciando: in dieci anni gli asset Sri gestiti in Italia sono quadruplicati, e il regolatore europeo punta sempre più su questi strumenti, come testimonia la sempre crescente attenzione dedicata alla finanza sostenibile da parte della Commissione europea, in ultimo attraverso la promozione di un Action Plan che prevede specifiche azioni per orientare i flussi di capitale verso investimenti che puntano a una crescita sostenibile dell’economia comunitaria. Nello stesso alveo operativo si iscrive la proposta di includere i fattori ambientali, sociali e di governance (Esg) nei mandati delle Esa, le autorità europee di vigilanza (Esma, Eba e Eiopa).
Tematiche che tra due settimane saranno analizzate e dibattute dai rappresentanti delle istituzioni pubbliche italiane e comunitarie, delle principali Sgr italiane ed estere e dai media di settore nel corso di 11 conferenze che costituiscono il percorso tematico del Salone del Risparmio dedicato alla finanza sostenibile: P6 – FINANZA SOSTENIBILE E IMPACT INVESTING.

“Dopo un 2017 molto positivo e che potremmo definire di vero e proprio boom degli investimenti etichettati come sostenibili, con l’inizio del nuovo anno è tempo di fare un bilancio ragionato” spiega Rodolfo Fracassi, direttore e cofondatore di MainStreet Partners. “Se l’economia mondiale sta evolvendo verso una maggiore attenzione all’ambiente e al sociale, possiamo constatare che di pari passo aumenta la propensione degli investitori – istituzionali e privati – a dedicare una parte del proprio portafoglio a investimenti sostenibili”.
Quali sono i numeri dell’industria degli investimenti sostenibili (Sri) a livello globale ed europeo?
A livello globale il 15% dei capitali gestiti al momento è allocato in strategie Esg, il cui ammontare è potenzialmente duplicabile entro il 2025, passando da 11 a 27mila miliardi di dollari. In Europa, secondo il Global Sustainable Investment Review (GSIR), se si sommano investimenti SRI e Esg al 2016 si raggiunge quota 12mila miliardi, con asset in investimenti sostenibili in Europa che hanno raggiunto quota 3mila miliardi nel 2016, mentre gli investimenti a impatto crescono in Europa del 385% in due anni e si attestano ora intorno ai 107 miliardi.
In quali settori e aziende conviene investire oggi, e perché?
Conviene investire puntando sui settori attenti alla sostenibilità e le relative aziende leader perché vantano prospettive di crescita e di produzione di profitti superiori alla media di mercato nel lungo termine, proprio perché non solo seguono ma guidano nel modo corretto l’evoluzione del mondo. Pensiamo al settore dei produttori di cibo biologico: qui parliamo di una crescita annua del comparto dell’8,4% (secondo i dati dell’outlook per il 2017 dell’Organic Trade Association, ndr) su scala globale, contro una crescita del settore food ‘tradizionale’ che si ferma intorno al 3%. Non solo, negli ultimi tre anni il comparto delle energie rinnovabili ha raccolto il doppio degli investimenti rispetto al settore ‘energy’ nel suo complesso, spingendo un’evoluzione tale per cui entro pochi anni le energie pulite saranno prodotte a costi più contenuti di quelle derivate da fonti fossili. Queste percentuali di crescita ci fanno capire che i ‘vincitori’ di domani saranno le aziende attente alla sostenibilità e le performance ottenute da questi comparti supportano la tesi.
Da cosa deriva il trend di crescita degli investimenti Sri?
Sicuramente la scelta di investimenti sostenibili viene direttamente dalla maggiore consapevolezza degli investitori, più inclini verso aziende e settori che rispondono alle esigenze di sostenibilità del pianeta e della società su più fronti – cure innovative, cibo sano, infrastrutture efficienti sul piano energetico, servizi finanziari per le piccole-medie imprese. Tuttavia, dal nostro punto di vista, spesso si tralascia un aspetto fondamentale, ovvero che questi investimenti hanno caratteristiche di rendimento in linea con quelli tradizionali o addirittura superiori se aggiustati per il rischio.
Come sono andati i prodotti Sri-Esg negli ultimi 12 mesi?
Gli indici Esg hanno performato meglio rispetto ai corrispondenti indici tradizionali: in Euro, nel 2017 l’indice MSCI World ha registrato una performance dell’8% a fronte del 9.1% dell’indice MSCI World Socially Responsible (+1.1%). E ancora, l’indice MSCI Emerging Markets ha performato il 20.6% mentre la versione ‘Esg Leaders’ dello stesso indice ha performato 23.6% (+3%) a un anno, e ben +10% a 3 anni, e +12% a 5 anni, mentre l’indice FTSE Environmental Opportunities 100 ha registrato una sovra-performance del 10% a 5 anni rispetto all’MSCI World, dati che potrebbero sorprendere se non si conoscono le potenzialità di questo tipo di investimenti.
