Private equity, le nuove strategie per il post-Covid
Il settore cambia dopo la pandemia e si prepara a lavorare per la ripartenza dell’Italia. Cipolletta: “Lo Stato sostenga il capitale privato senza sovrastarlo”
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Prosegue spedita l’attuazione del nuovo piano industriale 2020-2023 di Fondo Italiano d’Investimento Sgr approvato a fine luglio, che prevede di mobilitare risorse per oltre 3 miliardi di euro attraverso investimenti indiretti e diretti, con l’obiettivo di raggiungere circa 600 imprese. Il board ha infatti dato via libera alla riapertura della sottoscrizione di quote per il Fondo Italiano Consolidamento e Crescita – Ficc e per il Fondo Italiano Tecnologia e Crescita – Fitec, prorogando così il fundraising a fine marzo 2021.
La riapertura partirà dal primo ottobre prossimo con lo scopo di permettere il completamento dell’attività di fundraising dei due fondi.
Nel dettaglio, Ficc è il fondo dedicato a supportare la crescita nazionale e l’espansione internazionale delle imprese operanti nelle filiere strategiche per l’economia italiana, il cui portafoglio conta, ad oggi, partecipazioni in Marval e Fonderie di Montorso, cui si aggiunge l’ingresso nel capitale di Maticmind che, dopo il signing avvenuto lo scorso luglio, è in fase di finalizzazione.
Proprio l’investimento in Maticmind segna l’entrata di Ficc nel settore Ict e cybersecurity e rappresenta, a detta della società, l’esempio tipico di come Fondo Italiano intende procedere sul percorso tracciato dal nuovo piano “FII Forward 2023: la Fase 2 del Fondo Italiano d’Investimento”: fornendo capitale paziente per la crescita ad aziende eccellenti in filiere strategiche per il sistema Paese. Il commitment attuale di Ficc è pari a 380 milioni di euro, con ulteriori 30 milioni di euro in fase di sottoscrizione.
Fitec è invece dedicato a supportare le imprese italiane ad alto contenuto tecnologico nella fase di scale-up, il cui portafoglio conta, ad oggi, partecipazioni in BeMyEye, SECO, Everli ed Healthware. Il commitment attuale del fondo, comprensivo del fondo parallelo dedicato alle imprese del Lazio, è pari a 133 milioni di euro.
Il cda della società partecipata da Cdp Equity, Intesa Sanpaolo, Unicredit, Abi e Confindustria, presieduto da Andrea Montanino e guidato dall’ad Antonio Pace, ha poi approvato anche il nuovo organigramma societario in attuazione del piano industriale con l’obiettivo, si legge in una nota, di “rafforzare l’organizzazione promuovendo una cultura maggiormente collegiale, nella convinzione che l’ambizione di crescita di Fondo Italiano si fondi sulla valorizzazione dei talenti e del capitale umano”.
Tra gli obiettivi individuati, quello di promuovere ulteriormente l’attività di raccolta fondi presso soggetti istituzionali, in ottica di generare un più ampio effetto moltiplicatore rispetto ai capitali messi a disposizione da Cassa depositi e prestiti.
Infine, quanto all’attività di fondo di fondi, sono stati deliberati due nuovi investimenti da parte del FOF Private Equity Italia, fondo di fondi di private equity dedicato ad investimenti nell’economia reale italiana volti al supporto delle piccole e medie imprese. Salgono così a 7 i fondi di private equity per i quali è stato approvato l’investimento da parte del FOF PE Italia, per un toltale di 185 milioni di euro.
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