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L’Efama esorta le Autorità a “considerare future riforme” del regolamento sui fondi monetari dell’Unione europea
La crisi dello scorso marzo scaturita dalla pandemia Covid19 ha avuto un impatto contenuto sul mercato dei fondi monetari in Europa, che sono riusciti ad uscire quasi senza ferite dalla tempesta che si è scatenata sui mercati finanziari.
Sono le conclusioni cui giunge il rapporto stilato dalla European Fund and Asset Management Association (Efama), la federazione delle associazioni europee del risparmio gestito, dal titolo “European MMFs in the Covid-19 market turmoil: Evidence, experience and tentative considerations around eventual future reforms”.
A tre anni dall’introduzione del regolamento sui fondi monetari dell’Unione europea (Money Market Fund Regulation, Mmfr), spiega lo studio, gli eventi indotti dalla pandemia lo scorso marzo hanno determinato il primo vero stress test per questa categoria di fondi. Ma, osserva Efama, nonostante “la severa crisi di liquidità” che si è verificata sui mercati secondari degli strumenti di breve e brevissimo termine – e i connessi deflussi registrati dalle tre categorie di fondi monetari oggetto dello studio -, “il mercato si è dimostrato resiliente”.
Secondo l’Efama, l’industria dei fondi di breve termine è riuscita a superare la crisi grazie a due fattori. “Primo – scrive l’Associazione europea – i livelli di liquidità (espressi in termini di scadenze settimanali degli asset) ben al di sopra dei loro minimi regolamentari; secondo, grazie ad una migliore comprensione dei requisiti del mercato dei fondi monetari da parte degli investitori”.
L’insieme di questi elementi, suggerisce Efama nel documento, esclude che il settore sia stato “tratto in salvo” dagli interventi straordinari messi a punto dalla Banca centrale europea a partire dal 18 marzo scorso nell’ambito del programma Pepp (Pandemic emergency purchase program).
Al contrario – conclude Efama –, le azioni dell’istituto centrale hanno avuto “un impatto limitato” sui fondi monetari europei, a causa dei “severi requisiti di idoneità del programma che escludeva gli acquisti di carta commerciale finanziaria (ovvero, per definizione, la stragrande maggioranza delle partecipazioni di Mmf per definizione), nonché di attività denominate in valute diverse dall’euro”.
Alla luce di tutto ciò, l’Associazione degli asset manager europei evidenzia alcune possibili aree d’intervento che le Autorità competenti (in particolare Iosco e il Financial Stability Board, Fsb) potrebbero prendere in considerazione in sede di revisione degli standard esistenti.
Tra questi, l’Efama auspica che venga presa in considerazione l’opzione di facilitare ulteriormente la fornitura di liquidità da parte delle banche concessionarie e di altri intermediari finanziari nel mercato secondario, allentando i vincoli di bilancio di queste istituzioni nei momenti di maggiore stress del mercato.
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