Durante la crisi i fondi con passaporto europeo Ucits hanno fatto fronte regolarmente alle richieste di rimborso. Efama: “Le norme e gli strumenti di gestione del rischio sono efficaci”
Tanguy van de Werve, direttore generale di Efama
I fondi comuni d’investimento con passaporto europeo Ucits superano la crisi da coronavirus – in termini di risposta alle richieste di riscatto degli investitori – meglio che nel corso della precedente crisi finanziaria del 2008.
A dirlo è l’associazione europea degli asset managers, Efama, nel Markets Insights report pubblicato oggi. “Nonostante la più acuta flessione del mercato nella storia moderna, la stragrande maggioranza dei fondi domiciliati in europa è stata in grado di funzionare normalmente, solo pochi hanno dovuto sospendere le negoziazioni per un periodo di tempo limitato. Ciò può essere spiegato da una serie di fattori, in particolare l’esistenza di un solido quadro di gestione del rischio di liquidità dei fondi stessi”, spiega la nota.
“Nonostante gli ingenti deflussi di marzo, nel complesso, l’industria ha messo gli investitori nelle condizioni di richiedere il riscatto dei propri investimenti su base giornaliera”, spiega Tanguy van de Werve, direttore generale di Efama.
Per il manager, ciò dimostra l’efficacia dell’attuale quadro normativo per i fondi domiciliati nell’Unione europea, in particolare in relazione alla gestione del rischio di liquidità. Ma vediamo da vicino i numeri che hanno interessato il settore nei mesi dell’emergenza pandemica.
I numeri del Covid19 sul mercato dei fondi europei
La pandemia di Covid19 ha avuto un impatto significativo sui mercati finanziari globali e conseguentemente a ciò ha provocato deflussi netti significativi dagli organismi collettivi d’investimento come i fondi comuni.
A marzo, il mese più colpito dalla pandemia e dagli effetti economici negativi a essa concatenati, l’industria europea ha registrato riscatti per 313 miliardi di euro.
Una cifra monstre ma che tuttavia, in percentuale delle attività nette, non ha superato i deflussi censiti dai prodotti del risparmio gestito nell’ottobre del 2008 il peggior mese della crisi finanziaria globale che tutti conosciamo.
Efama specifica che i fondi obbligazionari hanno registrato i maggiori deflussi netti (150 miliardi di euro), poiché lo stress del mercato obbligazionario ha coinciso con una maggiore percezione del rischio e una maggiore domanda di liquidità
Più moderati i deflussi su fondi azionari e fondi multi-asset (rispettivamente 60 e 44 miliardi di euro), suggerendo che molti investitori hanno evitato di prelevare denaro da questi fondi date le basse valutazioni.
Infine, i fondi del mercato monetario hanno registrato deflussi netti relativamente forti (43 miliardi), poiché i grandi investitori istituzionali hanno creato riserve di liquidità e i grandi investitori corporate hanno dovuto affrontare gli esborsi di fine trimestre.
L’associazione degli asset manager europei conclude accogliendo con favore l’accelerazione nell’adozione di alcuni tool di gestione della liquidità in molti Stati membri, poiché tali strumenti aumentano la capacità dei gestori di fondi europei di “gestire efficacemente i rimborsi e il rischio di liquidità in futuro”.
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