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Per i gestori di fondi non c’è un rischio sistemico sull’immobiliare cinese. Prima o poi Pechino interverrà, intanto meglio preparasi per un periodo di volatilità
Non accenna a placarsi il terremoto immobiliare in Cina, dove il nuovo allarme suonato da Fantasia Holdings ha alzato ulteriormente il livello di allerta dei mercati. Mentre Evergrande, il secondo sviluppatore immobiliare del Dragone, manca ormai un appuntamento dopo l’altro con i suoi creditori, anche l’altra società del settore ha iniziato a non ripagare i propri debiti, non rimborsando bond per 205,7 milioni di euro. E in molti ora si stanno chiedendo se non sia partito il temuto effetto domino capace di innescare una pericolosa crisi sistemica.
D’altra parte, a differenza di China Evergrande, Fantasia Holdings è stata ampiamente considerata come dotata della liquidità necessaria per far fronte alle proprie obbligazioni finanziarie. Per questo due settimane fa il mancato pagamento da parte dell’azienda è stato uno shock per molti. Come se non bastasse, la notizia è stata poi seguita questa settimana dalle richieste di altri tre player cinesi di ritardare i pagamenti degli interessi imminenti o di ristrutturare i loro piani di rimborso.
I gestori però restano cauti e continuano a considerare lo stress sul mercato immobiliare cinese temporaneo. È quanto emerge da un report di Morningstar che ha chiesto ad alcuni asset manager un aggiornamento della loro view alla luce delle novità su Fantasia e dell’alta volatilità che ne è seguita.
L’outlook però non è cambiato e i gestori di portafoglio continuano a considerare temporaneo lo stress sul mercato immobiliare cinese. Per la maggior parte di loro l’insolvenza di Fantasia è infatti un evento isolato piuttosto che una manifestazione del rischio sistemico. Per questo la previsione è che l’attuale tensione nel settore sia destinata ad allentarsi. La maggior parte resta convinta infatti che prima o poi Pechino interverrà per fornire liquidità e nel frattempo si sta preparando per un periodo di volatilità di breve termine.
“Gli investitori devono sforzarsi di mantenere la calma – scrivono gli esperti Morningstar -. Con l’evolversi della situazione, continueremo a monitorare l’esposizione al settore immobiliare cinese all’interno del nostro gruppo di fondi con rating”.
“Nonostante i problemi nel breve termine, l’esposizione alle obbligazioni dei mercati emergenti può determinare un vantaggio in termini di diversificazione, se viene riservata una porzione contenuta di un portafoglio diversificato in un’ottica di lungo periodo, vale a dire un ciclo di mercato completo di almeno cinque anni”, assicurano.
Ecco i fondi obbligazionari domiciliati in Europa con la più alta esposizione a Fantasia (escluse le strategie obbligazionarie asiatiche)

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