E se i Pir facessero da volano alla ripresa?
Secondo Ir Top Consulting, la terza versione dei Pir porterà nel 2020 230 milioni di euro su Aim. Con effetti benefici a catena sulla crescita delle pmi e del Paese
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Utile netto in crescita dell’11,5% anno su anno a 518,5 milioni, primato in Italia nella raccolta del quarto trimestre con 4,2 miliardi sui fondi aperti e patrimonio gestito al record di 335,5 miliardi (+11% sul confronto annuo).
Sono questi i numeri che Tommaso Corcos lascia in eredità a Saverio Perissinotto, suo successore al timone di Eurizon Sgr, mentre si prepara a guidare Fideuram Ispb, la divisione di wealth management di Intesa Sanpaolo.
In realtà, precisa Corcos a FocusRisparmio, si tratta di un ritorno: “Quello che porterò con me dopo 6 anni in Eurizon è una conoscenza più profonda dei mercati finanziari e dei prodotti”.
Per l’amministratore delegato uscente di Eurizon, infatti, la linea di confine fra le attività di asset management e wealth management è sempre più sfumata: “Gli asset manager hanno un contatto sempre più diretto con la clientela, mentre allo stesso tempo i wealth manager spesso gestiscono direttamente una parte del patrimonio dei propri clienti”, sottolinea Corcos.
Oltre ai numeri passati, il neo ad di Fideuram lascia in eredità anche le stime sul futuro. “L’industria del risparmio gestito crescerà del 2% circa quest’anno, il nostro obiettivo è fare meglio di questa media”, ha specificato Corcos alla stampa.
Ma la presentazione dei risultati dell’esercizio 2019 di Eurizon nella storica sede di Ca’ de Sass è anche occasione per lanciare la nuova Sgr Eurizon Capital Real Asset, nata da una NewCo fra l’omonima Sgr (51%) e la divisione assicurativa del gruppo, Intesa Sanpaolo Vita (49%).
Eurizon Capital Real Asset ha avviato l’operatività lo scorso 31 dicembre 2019 con un patrimonio di 3,4 miliardi di euro (ricevuti in delega da Intesa Sanpaolo Vita). La nuova struttura è partita con 3,4 miliardi di asset gestiti, così suddivisi: il 40% è destinato ad imprese, il 35% in infrastrutture e il restante 25% in real estate: “Questi sono i nostri 3 sottostanti di riferimento: noi andiamo a caccia di fondi per i nostri clienti, non faremo fondi diretti. Al massimo faremo fondi di coinvestimento. E ci teniamo a dire che secondo le nostre stime il 20% degli investimenti tornerà sull’Italia, o perché destinato a fondi italiani o perché a fondi stranieri che operano in Italia”.
“Gli asset alternativi – ha commentato Corcos – stanno continuando a crescere a tassi interessanti e ci aspettiamo possano assumere una quota sempre più importante nel risparmio globale. L’Italia oggi presenta una sottopenetrazione su questa tipologia di investimenti. Per noi è interessante anche nell’ottica della diversificazione dei tradizionali portafogli”.
L’obiettivo dell’iniziativa è quello di formare una cultura dell’illiquidità e del lungo periodo presso i risparmiatori.
