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I mercati però continuano a scendere. “Queste misure non vanno a risolvere il problema”, spiega un gestore a FR
Esma scende in campo per contrastare il sell off selvaggio che sta penalizzando i listini azionari europei fin dalla scorsa settimana sull’onda dell’epidemia di coronavirus.
L’autorità europea di vigilanza sui mercati finanziari ha disposto che a partire da lunedì 16 marzo 2020 il limite minimo di comunicazione per le società d’investimento che effettuano operazioni di vendita allo scoperto (short selling) sui titoli di società quotate in un mercato regolamentato europeo scenda “temporaneamente” allo 0,1% rispetto al precedente 0,2%.
Si tratta di una misura precauzionale più stringente che aiuta l’autorità a “comprendere meglio l’attività degli operatori di mercato in un periodo di forte volatilità”, scrive Esma in un comunicato.
Per il momento gli effetti tardano a farsi sentire sul mercato: i principali indici azionari del Vecchio continente perdono circa cinque punti percentuali, con Piazza Affari la più colpita. Sul listino milanese circa la metà dei titoli è stata sospesa per eccesso di ribasso nel corso della seduta nonostante i divieti di vendita allo scoperto su alcune azioni emananti da Consob la scorsa settimana.
“Di solito gli short selling bans non funzionano a risolvere il problema”, commenta a FocusRisparmio Alberto Gallo, portfolio manager del fondo Algebris Macro Credit. “In casi come quello che stiamo vedendo sui mercati l’unica soluzione che vedo è uno stimolo fiscale coordinato a livello europeo e mirato verso i settori più in difficolta”, spiega il fund manager.