FocusRisparmio al Salone Sri per la conferenza sulle reti
Appuntamento il 16 novembre a Milano e in streaming. 36 Sgr e oltre 50 relatori per 19 conferenze. Alle 10.30 l'incontro dedicato ai consulenti finanziari
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Non solo prodotti d’investimento sostenibili, ma anche un’organizzazione e una cultura aziendali in linea con i criteri ambientali, sociali e di governance. È quello che si chiede ormai agli asset manager, la cosiddetta Esg Identity appunto, e in base a cui sono state valutate le Sgr operanti in Italia dalla ricerca realizzata da ETicaNews, organizzatrice del salone.SRI e prima “Esg Knowledge Company” italiana.
L’indagine, che verrà presentata ufficialmente il 16 novembre durante la VI edizione del salone.SRI, ha preso in esame 111 case di gestione, che hanno all’interno della propria offerta almeno un fondo o un Etf sostenibile distribuito in Italia, e ne ha passato al setaccio gli elementi distintivi. A partire dalla struttura organizzativa (la governance) per arrivare alla coerenza e consistenza Esg dell’offerta al mercato, passando per le modalità con cui il soggetto pensa (la cultura aziendale Esg) e si impegna sul fronte sostenibile (il suo scopo Esg).
Ebbene, i risultati appaiono incoraggianti, visto che oltre un quarto (il 26%) delle Sgr analizzate si posiziona nel range più elevato e un ulteriore 30% in quello subito successivo.
Nel dettaglio, l’analisi ha riguardato innanzitutto la dimensione della governance delle 111 società considerate sulla base di 4 criteri, per ciascuno dei quali è stato assegnato un punteggio da 0 a 10: stewardship e commitment, ovvero l’esistenza di norme e pratiche di governance e di gestione interne alla società in linea con i principi responsabili combinate con l’impegno e la convinzione nella loro applicazione; team Esg dedicato; engagement, ovvero il dialogo e l’azionariato attivo in chiave Esg degli asset manager verso le società presenti nei loro portafogli; sito web e comunicazione.
Rispetto al criterio Stewardship e commitment, complessivamente le società con punteggio tra 7 e 10 rappresentano il 58% del campione, con un livello di documentazione più che adeguato in termini di policy Esg report sulla sostenibilità. Sul fronte del team Esg, il quadro è estremamente polarizzato: quasi il 35% del campione ha infatti avuto punteggio 0 (in linea con il 2020), mentre il 43% ha ottenuto punteggio 10 (in crescita dal 35% del 2020); complessivamente più della metà delle società ha uno score tra 7 e 10, cosa che indica e dettaglia la presenza di un team Esg dedicato.
Per quanto riguarda l’engagement, complessivamente oltre la metà delle aziende ha un punteggio compreso tra 7 e 10, il che significa che l’attività di engagement è ben rendicontata, sia con report dettagliati sia con piattaforme che consentono la puntuale verifica delle attività di voto. Relativamente alla categoria sito web e comunicazione, infine, il 42% delle società ha una valutazione tra 7 e 10, mostrando ancora margini di miglioramento su questo fronte.
Nella seconda parte dell’indagine è stata invece presa in considerazione l’offerta delle 111 case di gestione. Partendo dai dati disponibili nell’Atlante Sri di ETicaNews (aggiornati a settembre 2021), sono stati analizzati complessivamente 1.030 prodotti, di cui 781 fondi e 249 Etf (per un patrimonio in gestione complessivo pari a 518 miliardi di euro). A ciascuna società è stato assegnato un punteggio da 0 a 10 in considerazione delle strategie adottate per ogni fondo e a seconda della disclosure sulla classificazione Sfdr all’interno dei siti web societari: il 40% delle società ha realizzato un punteggio di oltre 7,5, per uno score medio pari a 6,78.
L’insieme di queste due dimensioni analizzate ha portato a individuare quanto complessivamente l’identità degli asset manager sia affine ai criteri Esg e i risultati finali sono stati espressi con un punteggio da 0 a 100. Dall’analisi emerge un quadro sostanzialmente positivo: il 26% delle Sgr analizzate ha fatto registrare un punteggio da 80 a 100, posizionandosi nel range più elevato. Un ulteriore 30% si posiziona al livello subito successivo, compreso tra 60 e 80, portando complessivamente a oltre il 50% la quota di società con un punteggio superiore a 60. Al livello inferiore invece, il 29% delle società ha realizzato un punteggio tra 0 e 40, mostrando un’insufficiente Esg Identity. Il restante 15% si trova in un range intermedio, registrando un punteggio tra 40 e 60. Il punteggio medio fatto registrare dalle case di gestione analizzate è stato pari a circa 60. Complessivamente il livello è migliorato, sono diminuite le eccellenze rispetto alle rilevazioni passate ma si nota un miglioramento globale della maggior parte delle società analizzate.
“Nel mondo finanziario, sempre più attento alle tematiche Esg, si nota un sorpasso, molto significativo: ‘essere sostenibili’ ha infatti ormai superato, in importanza, il ‘vendere sostenibile’ – osserva Luca Testoni, fondatore del salone.SRI -. Al giorno d’oggi, gli occhi degli investitori sono puntati su quanto sia Esg il soggetto finanziario (la sua identità) e non solo i prodotti che quest’ultimo vende. Ecco perché un’analisi come quella relativa all’Esg Identity delle Sgr attive in Italia non è mai stata così attuale, perché permette di distinguere le case di gestione che applicano la sostenibilità a 360° al loro modello, da quelle che lo fanno solo parzialmente o in chiave opportunistica con finalità di greenwashing”.
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