I rischi geopolitici per i Paesi emergenti
Non ci sono solo le tensioni mediorientali. M&G vede incognite pure da voto Usa, trade war e proteste di massa. E dalla "grande crisi di cui nessuno parla", lo stress idrico
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Fondamentali robusti a sostegno del debito sovrano, un quadro tecnico positivo e una solida storia di politiche macroeconomiche prudenti, riforme strutturali e miglioramento del contesto imprenditoriale. E’ questa, in sintesi, la Georgia di oggi secondo Peter Botoucharov, credit analyst di T. Rowe Price, che la vede spiccare positivamente tra gli Emergenti. “Negli ultimi 20 anni la Georgia è stata tra i Paesi che hanno mostrato i maggiori miglioramenti – spiega -. La Rivoluzione delle rose del 2003, che ha portato a un cambiamento di potere pacifico verso forze pro-occidentali, ha fatto da catalizzatore, con l’introduzione di un’agenda di riforme notevoli, che continua tuttora”.
Tra i passi avanti, Botoucharov segnala innanzitutto la lotta alla corruzione e un sistema fiscale semplificato. “Dopo la Rivoluzione delle rose, una delle prime aree di cui si è occupato il Governo è stata la corruzione – chiarisce -. Le autorità hanno adottato un approccio tolleranza zero, e a dimostrazione della loro determinazione, diversi ufficiali di alto livello sospettati di corruzione sono stati licenziati. Questa lotta alla corruzione è avvenuta in contemporanea con la revisione del sistema fiscale. Sono state eliminate le scappatoie ed è stato introdotto un nuovo e semplice codice, che ha ridotto significativamente il numero di tasse da 21 del 2004 a solo 7 l’anno successivo. Il Governo ha introdotto anche un sistema elettronico di controllo fiscale che ha facilitato non solo il pagamento delle tasse ma anche la riduzione delle possibilità di corruzione. Di conseguenza, la situazione fiscale della Georgia è migliorata. Per esempio, il gettito fiscale, che è un importante fonte di finanziamento per i servizi governativi, è più che raddoppiato, passando dal 12% rispetto al Pil del 2003 al 25% del 20082”.
A più di 15 anni di distanza da queste riforme, la Georgia continua a fare progressi a livello di standard di governance, etici e sociali. Secondo i Worldwide Governance Indicators della Banca Mondiale del 2017, la Georgia ha ottenuto il ranking nel percentile più elevato a livello a storico per il controllo della corruzione, superando gran parte delle controparti nei mercati emergenti e riducendo il gap con i Paesi sviluppati. E Botoucharov evidenzia come anche in altre aree di governance chiave valutate dalla Banca Mondiale, come la qualità del framework regolatorio e l’efficienza del governo, la Georgia ha fatto passi avanti negli ultimi anni, a testimonianza di quanto siano state efficaci le riforme.
Un’altra pietra miliare nel processo di riforme, a detta dell’analista, è l’Economic Liberty Act del 2011, che ha stabilito un framework fiscale basato su nuove regole con tre elementi principali: un tetto al debito pubblico, un tetto al deficit di bilancio consolidato e un tetto alle spese di governo. “Sebbene questo framework abbia ridotto la flessibilità fiscale, ha fornito al contempo un forte ancoraggio anticiclico e istituzionale ai bilanci pubblici. Il risultato è stato un deficit fiscale persistentemente basso e un rapporto debito/Pil stabile”, sottolinea.
Guardando al futuro, secondo Botoucharov l’ex Repubblica sovietica prospetta rischi bilanciati. “La governance è una delle aree chiave che valutiamo all’interno del nostro processo di ricerca – conclude -. Nel caso della Georgia, sono stati fatti passi avanti significativi a livello di controllo della corruzione e miglioramento del contesto per le aziende. Ciò, insieme al solido track record politiche monetarie prudenti basate su regime di target dell’inflazione, è di supporto per i fondamentali. Anche i fattori tecnici sono positivi, dato che è improbabile che il Governo della Georgia emetterà nuovi bond nel breve termine. È anche importante ricordare che persistono anche dei rischi all’orizzonte. La Georgia è un’economia piccola e aperta, ampiamente dollarizzata e vulnerabile agli shock esterni. Esistono anche rischi geopolitici legati al conflitto irrisolto con la Russia riguardo a due territori occupati”.
