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Pietribiasi (Mediolanum International Funds) sottolinea il ruolo che l’industria può ricoprire nella ripresa post-covid
La rimessa in moto dell’economia dopo la crisi-lampo derivante dalla diffusione dell’epidemia Covid-19 in Europa può rappresentare un’opportunità per l’industria dell’asset management.
Ne è convinto Furio Pietribiasi, amministratore delegato di Mediolanum International Funds, intervenuto nel Ceo panel “How the pandemic is changing asset management” organizzato da Ignites Europe (gruppo Financial Times).
Il ceo della filiale irlandese della banca ritiene vi sia “valore da estrarre sul mercato. È in questo contesto che gli asset manager possono far valere il valore aggiunto della gestione attiva”.
“Gli stati non sono del tutto pronti a far fronte alle spese sociali della crisi da soli”, sostiene il manager di Mediolanum International Funds, che sottolinea il ruolo che l’industria della gestione del risparmio può ricoprire in questo scenario sostenendo l’economia reale fatta “non solo di società quotate ma anche di grandi e piccole aziende” fuori dal perimetro dei mercati regolamentati.
È sul segmento illiquido del mercato che gli asset manager possono generare margini nei prossimi anni ed estrarre valore per i clienti: le soluzioni proposte da Pietribiasi spaziano dal venture capital al private equity, a patto però che la bussola rimanga orientata “sul lungo periodo”.
Flessibilità e costi
Benché l’industria abbia risposto con prontezza alle sfide durante il periodo del lockdown, ora “c’è bisogno di trovare il giusto equilibrio fra i nuovi paradigmi dello smart working e la corporate culture”, sostiene Naim Abou-Jaoudé, ceo di Candriam, che propone due vie per contenere la pressione sui costi che “inevitabilmente sarà avvertita dalle società nel settore”.
“Continuare a investire oppure intervenire sui costi”, sostiene il manager. “Noi preferiamo l’investimento perché consente di mantenere visibilità sulle head lines; viceversa, tagliare i costi senza investire crea pressioni sul fatturato”.
Del resto – spiega Jeremy Soutter, ceo di Carne Global Fund Managers Uk – abbassare i costi di produzione può essere più facile in questa fase grazie a “un minor utilizzo degli spazi fisici e alla maggior digitalizzazione imposta dal distanziamento sociale del lockdown”.
“L’insieme di questi elementi farà la sua parte per ridurre i costi dei prodotti al cliente finale”, chiosa Soutter.