Fari soprattutto sulle azioni value. Ma Mondani (Gam) ammonisce: “Stime di consensus troppo ottimiste, sarà essenziale la selettività. Opportunità anche sull’Italia”
Gianmarco Mondani, Cio del team azionario non direzionale di Gam
È l’ora delle azioni europee? Secondo alcuni esperti sì, per varie ragioni. Gli esperti di Ubs, per esempio, si aspettano nell’Eurozona delle politiche di stimolo che potrebbero dare slancio a questa asset class e renderla più attraente rispetto al reddito fisso dell’area. Allianz Global Investors ritiene che il 2020 vedrà sulle azioni del Vecchio Continente dei dividendi record, e Schroders sottolinea che per cercare rendimento si può guardare l’azionario, e in particolare in Europa si trovano ottimi dividend yield.
L’Europa sembra l’area ideale soprattutto per andare a caccia di azioni con un approccio value. “Notiamo che l’investimento value è reduce da un rally da settembre 2019”, scrive in una nota Franklin Templeton”. “E l’Europa, che ha una forte leva su titoli value e ciclici, è una delle principali beneficiarie di questo fenomeno”. Ma nonostante i rialzi, l’equity europeo è rimasto a sconto rispetto a quello statunitense. Su base geografica Franklin Templeton predilige Francia e Germania, su base settoriale invece punta su banche, farmaceutici, tlc ed energia.
“Ci aspettiamo un rinnovato interese sulle azioni europee. Le ampie incertezze legate alla guerra commerciale Usa-Cina e alla Brexit sono temporaneamente diminuite, e le banche centrali continuano ad assecondare l’appetito degli investitori per gli asset più rischiosi”, si legge in una nota di K2 Advisors, dove si ribadisce la generosità di certi payout azionari, ritenuti comunque sostenibili.
Gianmarco Mondani, Cio del team azionario non direzionale di Gam, osserva che i titoli azionari europei hanno registrato una forte performance nel 2019 nonostante la revisione al ribasso degli utili, l’indebolimento degli indicatori macroeconomici nel corso dell’anno e la presenza di molti rischi, quali la guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti e Brexit. Ma se pure “alcuni indicatori prospettici fanno sperare in un’accelerazione delle economie Europee, la diffusione del Coronavirus potrebbe provocare sensibili ricadute”, aggiunge Mondani.
“Le stime sul consenso degli analisti indicano una crescita media del 10% per le società del Vecchio Continente nel 2020. A nostro avviso si tratta di un valore troppo elevato, come si è visto nel 2019, quando le aspettative sono state gradualmente ridotte nel corso dell’anno da un +10% al -1%. Di conseguenza, è probabile che la maggior parte dei risultati finanziari delle società europee deluderà quest’anno”, spiega Mondani. Aggiungendo che, pertanto, la selettività sarà quindi fondamentale. “Continuiamo ad essere lunghi con titoli di società che abbiano un’ampia visibilità sui propri utili e la capacità di crescere favorevolmente anche in assenza di un’accelerazione dell’economia (lusso, tecnologia, difesa, energie rinnovabili). Sul fronte short, ci concentriamo ancora sulle aziende che devono far fronte a pressioni sia strutturali che cicliche”, prosegue.
Secondo Mondani, in tal senso anche l’Italia offre “buone opportunità per differenziare tra le buone prospettive di alcune società del lusso, delle energie rinnovabili, e dei servizi finanziari, e le difficoltà che dovranno affrontare talune banche o società industriali”.
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