Azionario cinese, approfittare del sell-off in vista degli stimoli
Janus Henderson Investors ha iniziato a ridurre le posizioni in alcune imprese di consumo e ad orientarsi verso l'edilizia e i settori beneficiari del piano d’investimenti di Pechino
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Il sali e scendi delle Borse di questo inizio anno innescato dal diffondersi del Coronavirus ha riportato preoccupazione fra gli investitori ma i mercati in realtà non sembrano curarsene molto.
Nonostante il propagarsi dell’epidemia, i listini azionari Usa hanno segnato un ennesimo record storico (mercoledì 12 febbraio) palesando un paradosso che potrebbe ancora continuare.
“L’umore di fondo continua a seguire le consuete direttrici: di fronte al peggioramento derivante da un evento imprevisto come il coronavirus, i mercati azionari reagiscono spaventandosi. Successivamente lo spavento si traduce in un aumento dell’attesa di ulteriori misure di iniezioni di liquidità delle banche centrali e il tutto si traduce in un recupero dei listini”, spiega Antonio Cesarano, Chief global strategist di Intermonte Sim.
In estrema sintesi, Cesarano ritiene che le penalizzazioni dei mercati azionari siano conseguenza del primo impatto emotivo di fronte al peggioramento del quadro macro indotto dai dati sul coronavirus. “Ma in modo altrettanto veloce si assiste nel giro di qualche giorno ad un recupero. Il quadro migliora rapidamente ma altrettanto rapidamente mutano le attese sulle banche centrali e, di conseguenza, sulla liquidità. Così come muta l’umore degli operatori”, puntualizza lo strategist.
Il tutto in un contesto in cui la liquidità mondiale ha raggiunto gli 80.000 miliardi di dollari, ossia un livello molto vicino al Pil mondiale: “Diventa sempre più palese come il driver principale dei mercati sia la liquidità nel sistema che, per quanto in forte ascesa, continua a non produrre inflazione”.
In questo contesto il peggioramento del quadro macro derivante dal Coronavirus potrebbe essere motivo di preoccupazione e penalizzazione dei mercati nel breve e successivamente motivo di attesa di supporto dalle banche centrali. Occhi puntati, dunque, sui prossimi appuntamenti per le riunioni del 12 e 18 marzo di Bce e Fed.
