Febbre da obbligazioni: il Btp ai tempi del Coronavirus
L’agenzia Dbrs Morningstar getta acqua sul fuoco e in uno studio pubblicato oggi scrive di ritenere improbabile un’implicazione sul rating dell'Italia del coronavirus
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Italia e Giappone potrebbero presto entrare in recessione. A lanciare l’allarme sui pesanti effetti del coronoavirus è Schroders, i cui esperti provano a fare il punto della situazione dal punto di vista macroeconomico, con l’intera economia globale in affanno, e finanziario, indicando agli investitori opportunità nell’azionario Usa e emergente.
Secondo Keith Wade, chief economist di Schroders, la ripresa dell’economia globale si è ormai arrestata in Asia a causa del virus e gli effetti si stanno ora facendo sentire anche sul resto del mondo, dato l’impatto sulle catene di approvvigionamento. “I mercati dovranno rivedere le loro aspettative sul ritorno alla normalità e, sebbene la diffusione del virus potrebbe essere contenuta nel secondo trimestre, gli effetti su spesa e attività potrebbero continuare a farsi sentire, dato che persisterà la cautela tra la popolazione – avverte -. L’impatto di breve termine sarà sufficiente per portare alla recessione alcune economie, come Giappone e Italia. Nonostante ciò via via che il virus si placherà, si creerà spazio per un rimbalzo dell’attività”.
L’economista sottolinea infatti come sia cresciuto il rischio di una pandemia globale e come i portatori del virus possano essere infettivi senza mostrare sintomi, rendendo più complicate le fasi di identificazione, isolamento e contenimento. “Chiaramente, ciò rappresenta un rischio di downside molto importante per l’attività, soprattutto se gli Stati Uniti verranno colpiti – prosegue -. La maggiore economia mondiale è relativamente meno esposta alla disruption della catena di approvvigionamento globale e potrebbe contribuire a sostenere la domanda mondiale, soprattutto se la Fed taglierà di nuovo i tassi, come da nostre attese”.
Quanto all’Asia, fare ora i conti è impossibile. “Il nostro scenario di base prevede che questo evento non rappresenterà un cambiamento strutturale per le prospettive di crescita della Cina o delle altre economie della regione, ma più che altro un breve e brusco rallentamento ciclico che durerà qualche mese – sostiene Toby Hudson, head of Asia ex Japan equities – . L’impatto economico sarà quasi immediato in alcuni settori legati a turismo, viaggi, intrattenimento offline e beni di consumo, sia in Cina che al di fuori di essa. Ci potrebbero essere anche difficoltà logistiche per il settore manifatturiero nel breve termine, dato che per i dipendenti il ritorno al lavoro dopo il Capodanno cinese è stato complicato a causa delle restrizioni sulla quarantena, e ciò potrebbe impattare sulle supply chain globali. Più in generale, la maggiore incertezza probabilmente impatterà in modo negativo sulla fiducia di consumatori e aziende, e di conseguenza anche sulle decisioni di spesa e investimento”.
Se, come per altri casi recenti, si riuscirà a contenere la diffusione del virus entro i prossimi mesi, con un ritorno graduale della fiducia, a detta di Hudson l’attività economica dovrebbe riprendersi in modo abbastanza rapido nella seconda metà dell’anno, sostenuta dal rilascio della domanda repressa. “Le previsioni sugli utili nel 2020 dovranno essere aggiustate al ribasso in alcune aree – precisa -, tuttavia l’impatto sui prossimi anni dovrebbe essere più contenuto. Di conseguenza, l’effetto sulle valutazioni dei fondamentali per i titoli che deteniamo in portafoglio dovrebbe essere modesto”.
E veniamo dunque ai portafogli. Dove trovare ora le migliori opportunità a livello globale? “Gli investitori dovrebbero prepararsi ad affrontare un percorso scosceso nelle prossime settimane, ma i mercati sono aiutati dal fatto che c’è molto denaro che potrebbe essere investito – assicura Johanna Kyrklund, group chief investment officer and global head of multi-asset investments –. Naturalmente, i rendimenti obbligazionari resteranno bassi, rendendo l’azionario molto attraente.
Un’area a cui guardare con attenzione è quella dei mercati emergenti, dove azionario e valute iniziano ad offrire valore”.
Ecco le ultime view del team multi-msset di Schroders a livello globale.
Azionario. Restiamo positivi, soprattutto sugli Stati Uniti, nonostante un potenziale aumento della volatilità nelle prossime settimane, a causa del coronavirus. Il contesto di liquidità e i bassi rendimenti offerti dai bond continuano a supportare valutazioni elevate.
Titoli di Stato. L’aumento della liquidità e la caccia al rendimento globale ci portano a favorire i bond a più lunga scadenza, soprattutto i bond inflation-linked.
Commodity. I prezzi restano contenuti, senza un aumento della domanda e un continuo rallentamento dell’offerta, tuttavia le condizioni di liquidità globali continuano ad essere di supporto.
Credito. Nonostante spread più ampi rispetto a gennaio, il quadro generale resta invariato. Siamo positivi a causa di una domanda solida e di un outlook positivo per le banche centrali globali.
