Corcos (Assogestioni): “Dai Pir ai Pepp, il risparmio chiede incentivi alla previdenza integrativa”
10 aprile 2018
di Eugenio Montesano
3,30 min
Il presidente di Assogestioni Tommaso Corcos presenta i driver di cambiamento dell’industria del risparmio gestito in occasione della nona edizione dell’evento di punta per i professionisti della gestione del Risparmio.
Tommaso Corcos,presidente di Assogestioni
“L’industria del risparmio gestito deve guardare alle forze capaci di dare nuovo impulso alla nostra crescita, tra queste la creazione di un mercato unico europeo per il terzo pilastro previdenziale, che nel 2017 ha compiuto un passo decisivo”. È l’esortazione che il presidente di Assogestioni Tommaso Corcos ha rivolto alla platea in occasione dell’apertura dei lavori della nona edizione del Salone del Risparmio in corso al MiCo di Milano fino al 12 aprile.
Nel presentare lo stato di salute dell’industria del risparmio, Corcos ne ha sottolineato la vitalità e la crescita costante: “Nel corso degli ultimi sei anni abbiamo assistito al raddoppio delle masse gestite che hanno superato il muro dei duemila miliardi, mentre nel 2017 la raccolta netta ha messo a segno un progresso di 97 miliardi, con una decisa accelerazione rispetto ai 56 dell’anno precedente”.
Il boom dei Pir
Molto di questo successo è dovuto all’affermazione dei Pir, strumento fondamentale per supportare e canalizzare il risparmio verso l’economia reale e le Pmi. Gli effetti positivi dal loro lancio sono già evidenti come l’incremento della liquidità, il numero degli investitori attivi e le performance positive delle MidCap, ha osservato Corcos.
“Durante il loro primo anno di vita i Pir hanno raccolto circa 11 miliardi di euro di risparmio delle famiglie italiane da parte di oltre 60 fondi compliant alla normativa, contribuendo per circa l’11% alla raccolta netta dell’intera industria”, ha ricordato il presidente di Assogestioni evidenziando che l’impatto di questi prodotti è stato positivo ma graduale.
“È importante aver creato un canale parallelo al finanziamento bancario. Siamo confidenti che lo sviluppo dei Pir continuerà, sostenendo lo sviluppo delle Pmi italiane. Le ultime stime presentate a metà marzo nel report “Pir, gli effetti su domanda e offerta di capitale nel mercato borsistico italiano” parlano di un potenziale di 60 miliardi entro il 2021, con una ricaduta sul mondo delle mid-small cap di Piazza Affari pari a 11,5 miliardi di euro.
Effetto MiFID II
Ma per imprimere un’ulteriore svolta allo sviluppo dei Pir e a sua volta alla crescita diventa indispensabile “sviluppare scelte strategiche precise e coerenti, anche alla luce della crescente pressione sui margini, sottoposti alla tenaglia costi-ricavi”, ha enfatizzato Corcos.
“Se da un lato assistiamo alla compressione dei ricavi, frutto della crescita delle strategie passive e dell’inaridirsi delle fonti di performance, dall’altro dobbiamo gestire un continuo aumento dei costi indotto dagli adeguamenti normativi e dagli importanti investimenti necessari per rimanere competitivi”, dinamica che nell’analisi di Corcos “pone un tema di sostenibilità del livello commissionale”.
“Il periodo che stiamo attraversando veda una profonda trasformazione del nostro ruolo”, ha detto Corcos. “A inizio anno MiFID 2 ha trasferito in capo alle Sgr una maggiore responsabilità nel disegno dell’offerta di prodotti e servizi di investimento”. Eppure, dopo svariate edizioni del Salone trascorse a interrogarsi sugli effetti dirompenti della direttiva, “l’appuntamento è stato pienamente rispettato. Dobbiamo ora vedere come la sua applicazione farà evolvere nel concreto il modello di servizio: complessivamente credo che siano state create le premesse per migliorarlo lungo tutta la catena del valore.
All’attenzione per la MiFID 2 si sostituisce dunque la consapevolezza che l’industria sta procedendo lungo un sentiero positivo “che la porterà ancora più lontano, spinta anche dal lavoro di Assogestioni” di cui Corcos ha rimarcato “la capacità di essere protagonista della trasformazione che passa attraverso il coraggio di intercettare” e influenzare i nuovi trend. “Responsabilità, consapevolezza e coraggio”, ha riassunto Corcos, sono i punti cardinali che indicano la rotta che l’associazione seguirà per affrontare i prossimi cambiamenti.
Le sfide del futuro
Le sfide non mancano. Oltre a quella, già citata, della crescente pressione sui margini, Corcos ha posto l’accento su quella tecnologica, “particolarmente impegnativa” sia per le dinamiche occupazionali che per l’ingresso di nuovi player (società stile fintech o piattaforme come Amazon) agevolato dalla trasformazione digitale.
“Lo straordinario successo degli ultimi anni ci impone un’ulteriore responsabilità: dobbiamo interrogarci sulla tenuta del trend in corso, incidere sulla realtà che ci circonda, spingere sui trend che ci stanno a cuore. Le strade sono tante” ha detto il presidente di Assogestioni citando Kennedy: “il Pil di una nazione misura il benessere materiale, ma non coglie molti altri elementi che rendono la vita degna di essere vissuta, come individui e come comunità”.
Tematiche trattati nelle scorse edizioni del Salone, con un’attenzione particolare alla difesa del risparmio e alle ultime frontiere della gestione sostenibile. “Alle sfide si risponde con lo sviluppo dei driver di cambiamento: investimenti sostenibili e corporate governance, focus sul capitale umano. È su questo fattore che si fonda in ultima istanza la nostra capacità di vincere le sfide che ci attendono. Il cambiamento, sia come risposta a fenomeni esterni, sia come azione volta a plasmare il nostro futuro, passa dalle persone, dalla loro preparazione, dalle loro qualità” ha detto Corcos presentando la seconda edizione del programma “Il Tuo Capitale Umano”, l’’iniziativa promossa da Assogestioni che avvicina i giovani a una carriera nelle Sgr tramite momenti di formazione nelle università e stage nelle società di gestione.
Il presidente di Assogestioni ha posto l’accento anche sul tema del gender gap. “Bisogna anche dare maggiore spazio alla diversità di genere. L’industria ha ampi margini di miglioramento: dobbiamo ridurre il differenziale di remunerazione e aumentare il numero di donne che lavorano nell’industria anche in ambito dirigenziale”.
Corcos (Assogestioni): "l’industria tricolore ha superato i 2mila miliardi di euro di patrimonio e conferma la sua centralità per il Paese, con ruolo più ampio di supporto all’economia reale”
Ecco come funzioneranno i fondi pensione paneuropei: benefici fiscali, portabilità, possibilità di cambiare provider, protezione degli investitori e possibilità di sottoscrivere un prodotto in tutti i paesi dell’unione