Le reti iniziano il 2021 con il piede giusto
I dati del primo mese dell’anno fanno il paio con la raccolta di sistema che nel 2020 è andata oltre le aspettative. Continua la luna di miele fra consulenti e prodotti di risparmio gestito
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Nell’anno dei record di raccolta netta (qui la notizia), le reti di consulenza raggiungono il nuovo primato anche in termini patrimoniali.
Assoreti fa sapere che il 2020 si chiude con una valorizzazione dei prodotti finanziari e dei servizi di investimento pari a 667,4 miliardi di euro, con una crescita del 7,7% sul 2019 (+47,6 miliardi in valore assoluto).
A livello di consistenze patrimoniali totali si conferma in testa il gruppo Fideuram con un patrimonio di 258 miliardi di euro (dato dalla somma di Intesa Sanpaolo Private Banking, Fideuram-Ispb, Sanpaolo Invest Sim e IwBank). Al 30 giugno 2020 il patrimonio del gruppo guidato da Tommaso Corcos era pari a 239 miliardi.
A condividere il podio con il gruppo Fideuram ci sono Banca Mediolanum con 83,3 miliardi e Finecobank con 79,6 miliardi, seguite al quarto e quinto posto da Banca Generali (73,3 miliardi) e Allianz Bank Financial Advisors (56,3 miliardi).
Se le due principali reti di consulenti e banker del gruppo Fideuram detengono la leadership naturale nel mondo delle gestioni patrimoniali, nel settore della distribuzione di fondi e sicav sono Banca Mediolanum e Fineco ad occupare la fetta più grande del mercato. Per i prodotti assicurativi e previdenziali sono Allianz Bank Financial Advisors e Fideuram Ispb a spartirsi il podio.
Tornando ai dati generali diffusi da Assoreti, la componente di portafoglio investita in strumenti finanziari e prodotti assicurativi/previdenziali rappresenta, nel suo complesso, l’83,7% del patrimonio, raggiungendo i 558,9 miliardi di euro; di questi, 470,3 miliardi sono investiti in prodotti del risparmio gestito (il 70,5% del portafoglio; era il 71% a dicembre 2019) e 88,6 miliardi in strumenti finanziari amministrati (il 13,3% nel 2020 vs il 13,5% nel 2019). Il dato definitivo vede la liquidità sostanzialmente stabile al 16,2% in termini di incidenza (+0,7%), attestandosi a 108,5 miliardi di euro.
“L’asset allocation di portafoglio non ha subito stravolgimenti, continuando a basarsi su scelte impostate sulla diversificazione degli investimenti in una prospettiva temporale di medio-lungo periodo”, spiega Paolo Molesini, presidente Assoreti.

La componente di portafoglio rappresentata dai prodotti del risparmio gestito aumenta del 6,9% rispetto all’anno precedente. La valorizzazione degli Oicr, sottoscritti direttamente, risulta pari a 217,5 miliardi di euro, con un incremento del 5,5% a/a e un’incidenza complessiva sul portafoglio pari al 32,6%; le gestioni collettive aperte domiciliate all’estero raggiungono 191,8 miliardi (+6,3%), i fondi aperti di diritto italiano scendono a 22,6 miliardi (-3,3%) mentre i fondi chiusi mobiliari segnano un aumento del 37,3% raggiungendo i 2,9 miliardi di euro.
Il comparto assicurativo/previdenziale vale 182,8 miliardi di euro, con una crescita del 7,6% a/a e un’incidenza in portafoglio del 27,4%. Le unit linked raggiungono 94,4 miliardi di euro (+7,5%), le polizze vita tradizionali 44 miliardi (+3,2%), i prodotti multi-ramo 28,9 miliardi (+15,5%), mentre la componente prettamente previdenziale sale a 15,5 miliardi (+7,9%).
La valorizzazione delle gestioni individuali aumenta del 9% a/a e raggiunge i 70 miliardi, con un’incidenza in portafoglio del 10,5%; la crescita è trainata dalle Gpf (+19,1%), pari a 32,9 miliardi, mentre le Gpm salgono a 37,1 miliardi (+1,4%).
A fine mese, il contributo complessivo delle reti al patrimonio investito in Oicr aperti, attraverso la distribuzione diretta e indiretta di quote, si attesta a 384,4 miliardi di euro, con un’incidenza del 34,4% sul patrimonio totale investito in fondi (patrimonio gestito pari a 1.116,5 miliardi di euro – dato provvisorio). Nel 2019 l’incidenza era del 33,3%.
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