Berlino rischia di spuntare tutte le armi della Bce (e di spaccare l’Ue)
La sentenza tedesca non minaccia solo il Pspp, ma anche la flessibilità del Pepp. E pesa sui titoli italiani. I commenti dei gestori
2,30 min
Il peggio deve ancora venire e non è chiaro quando e come l’Eurozona ripartirà, ma la Bce farà il possibile per proteggerla da una crisi senza precedenti, aumentando gli acquisti e non solo. È questo in sintesi il contenuto dell’ultimo bollettino economico dell’Eurotower che, dopo un calo del Pil dell’Eurozona del 3,8% nel primo trimestre, interessato solo in parte dalla diffusione del virus, segnala come indicatori e indagini congiunturali lascino prevedere “una contrazione senza precedenti”. In particolare, scrivono i tecnici di Francoforte, i dati di aprile suggeriscono che “tale effetto sarà probabilmente persino più grave nel secondo trimestre”.
Per gli esperti, l’arresto di gran parte dell’attività economica provocherà una caduta del Pil della zona euro compresa fra -5 e -12%. Mentre, fatto ancora più preoccupante, resta forte l’incertezza su tempi e portata della ripresa. “Con la graduale rimozione delle misure di contenimento, si verificherà una ripresa dell’attività economica, la cui rapidità e portata restano tuttavia fortemente incerte”.
“Al di là dei disagi derivanti nell’immediato dalla pandemia di coronavirus – proseguono gli eurotecnici – con la graduale sospensione delle misure di contenimento la crescita dell’area dell’euro dovrebbe riprendere, sostenuta da condizioni di finanziamento favorevoli, dalle politiche di bilancio nell’area e dalla ripresa dell’attività mondiale. Tuttavia, l’entità della contrazione e della ripresa dipenderà in modo decisivo dalla durata e dal buon esito delle misure di contenimento, da quanto la capacità produttiva e la domanda interna verranno intaccate in maniera permanente e dal successo delle politiche adottate nel mitigare l’impatto avverso sui redditi e sull’occupazione”.
Ecco perché, rassicurano Lagarde e colleghi, l’istituto centrale è pronto a fare quanto necessario. Gli acquisti di debito con il programma per l’emergenza pandemica “continueranno ad essere effettuati in maniera flessibile nel corso del tempo” e “finché il Consiglio direttivo non avrà ritenuto conclusa la fase critica legata al coronavirus”. Consiglio che si definisce “assolutamente preparato a incrementare l’entità del Pepp e ad adeguarne la composizione, nella misura necessaria e finché le circostanze lo richiederanno”. Non solo: la banca centrale ribadisce anche il “massimo impegno a fare tutto ciò che sarà necessario nell’ambito del proprio mandato per sostenere tutti i cittadini dell’area dell’euro in questo momento di estrema difficoltà”.
Inoltre, nel bollettino si conferma che è ancora necessario un ampio grado di accomodamento monetario affinché l’inflazione continui stabilmente a convergere su livelli inferiori ma prossimi al 2% nel medio termine. Pertanto l’istituto è determinato a continuare a sostenere l’economia dell’area euro di fronte alle attuali disfunzioni economiche e all’accresciuta incertezza.
Ma le rassicurazioni non bastano per i mercati, preoccupati soprattutto dalla forte incertezza su tempi e la portata della ripresa. E così le Borse del Vecchio Continente peggiorano tutte dopo la diffusione del bollettino Bce, con Londra maglia nera che lascia sul terreno l’1,9%. In forte calo anche Parigi, -1,7%, mentre Francoforte, Milano e Madrid perdono l’1,5%.
