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Le divisioni dedicate ai clienti facoltosi di quattro banche d’affari ai raggi X: “scarsi impatti a causa della pandemia”, dice l’agenzia di rating Dbrs
Le divisioni di wealth management (wm) e private banking (pb) delle grandi banche d’affari internazionali non risentono degli sviluppi della crisi Covid.
Lo dice Dbrs in un report di recente pubblicazione (“Wealth management franchises resilient despite the highly uncertain covid-19 environment”) dove prende ad esempio un ristretto peer group di banche d’affari che comprende Ubs, Morgan Stanley, Bank of America e Credit Suisse.
Secondo l’agenzia di rating da poco entrata nella galassia Morningstar, le divisioni wm e pb di queste quattro banche contano sul beneficio di diversi elementi. Per primo le opportunità di cross-business derivanti dalla forte relazione e dalle sinergie con le attività di investment banking; secondo dalla diversificazione geografica e di prodotto di cui gode il business e terzo della resilienza dei patrimoni della clientela, che tende a essere meno influenzata da sviluppi congiunturali negativi dell’economia globale.
A meno di un altro calo significativo nei mercati finanziari – analizza il report – i ricavi delle divisioni wm delle quattro realtà studiate da Dbrs dovrebbero mostrarsi resilienti anche nella seconda parte di anno.
Banche d’affari europee meglio delle americane
Detto questo Dbrs analizza le performance delle quattro banche. Nel dettaglio estratto dal report la rappresentazione grafica che sintetizza l’andamento dei ricavi per le quattro realtà.

In termini di raccolta netta, Ubs ha registrato il dato più alto: 72,7 miliardi di dollari nel primo semestre 2020 a fronte dei 5,7 miliardi di dollari dell’anno precedente. Gli afflussi sono stati di 52,4 miliardi se si escludono i flussi relativi ai mercati monetari, tuttavia ancora molto superiori ai 4,4 miliardi registrati nel primo semestre 2019, che includevano un significativo deflusso netto afferente al primo semestre del 2019.
Per tutte, infine, c’è stato un sensibile aumento dei depositi, tendenza dovuta agli effetti della pandemia sugli umori degli investitori. I clienti più prudenti, in tal senso, sono stati quelli di Morgan Stanley, il cui stock di depositi nei primi sei mesi di quest’anno è salito del 24%.