Azionario, un aiuto dalle strategie non direzionali
12 novembre 2018
di la Redazione
1 min
Si trovano opportunità in aree come i premi per il rischio alternativi, il roll-down della curva, il credito e le materie prime
Larry Hatheway, capo economista di Gam Investments
“Ottobre è stato un mese difficile, con brusche battute d’arresto nei mercati azionari globali e l’aumento di volatilità per tutte le categorie di investimento. A nostro giudizio, questo riflette la percezione che abbiamo ormai superato il livello massimo della crescita economica globale e degli utili negli Stati Uniti e che si intravedono pochi catalizzatori positivi all’orizzonte”. Larry Hatheway, capo economista di Gam Investments, fa il punto sulla situazione del mercato azionario.
E spiega che “la recente turbolenza segna un cambio di direzione rispetto all’andamento dei primi nove mesi del 2018. Prevediamo un periodo di transizione abbastanza difficile. Non crediamo, però, che la fase rialzista sia giunta al termine. I mercati si stanno semplicemente prendendo il tempo necessario a stabilizzarsi. Per assistere all’inizio della ripresa, i segmenti che finora hanno faticato di più, per esempio i titoli value o i mercati come l’Europa, il Giappone e i Paesi Emergenti, dovranno assumere la leadership che gli Stati Uniti non sono più in grado di mantenere. Sostanzialmente, crediamo che i mercati azionari miglioreranno ma ci vorrà un po’ di tempo”.
“Indubbiamente – argomenta l’economista – è diventato più difficile produrre rendimento sui mercati; pertanto nell’ambito della costruzione del portafoglio e in una prospettiva multi-asset ci si concentra sulla riduzione del rischio di perdita. Secondo noi bisogna, quindi, fare ricorso a strumenti alternativi e a strategie non direzionali in abbinamento alle posizioni direzionali tradizionali in azioni e obbligazioni”.
“Si trovano opportunità in aree come i premi per il rischio alternativi, il roll-down della curva, il credito e le materie prime. Crediamo che ci saranno ancora opportunità di generazione di alpha nei mercati azionari, grazie a una maggiore dispersione dei rendimenti. Per questa ragione stiamo tornando a investire negli Emergenti e nei titoli finanziari in Europa, anche se su scala ridotta”, conclude Hatheway.
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