Semestre record per le Reti. Fideuram, Fineco e Mediolanum in testa
Raddoppiati gli investimenti nel risparmio gestito (+136,6%) e il patrimonio segna un nuovo record a 745 miliardi. In forte aumento raccolta (28,3%) e clienti (+29,8%)
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È morto Ennio Doris, fondatore e presidente onorario di Banca Mediolanum e tra i precursori del mondo del risparmio gestito in Italia. La notizia della sua scomparsa, avvenuta alle 2 del mattino del 24 novembre, è stata data dalla moglie Lina Tombolato e dai figli Sara e Massimo, che hanno chiesto di rispettare il loro stretto riserbo in questo momento di lutto e dolore.
Doris aveva 81 anni e la sua scomparsa ha provocato enorme commozione in tutta la rete dei family banker, dei dipendenti e dei collaboratori di Banca Mediolanum che, come recita una nota “si stringono uniti e partecipi attorno alla famiglia Doris” e “rendono omaggio a un grande uomo e uno straordinario imprenditore”. Tra i primi a ricordarlo, Silvio Berlusconi, amico e socio di una vira, che in una nota lo definisce “un grande uomo, un grande imprenditore, un grande patriota, un grande italiano. Un uomo generoso, altruista, sempre attento agli altri, sempre vicino a chi aveva bisogno”. “Ci mancherà molto – scrive alla famiglia -, mi mancherà moltissimo. A Massimo, a Sara, a Lina la mia vicinanza e tutto il mio affetto”.
Lo scorso settembre Doris si era dimesso dalla carica di presidente di Banca Mediolanum, cedendo la guida al figlio Massimo e la sua poltrona a Giovanni Pirovano, già vice presidente. “Superando la soglia degli 80 anni penso sia venuto il momento di ridurre almeno in parte il mio impegno quotidiano nella Banca”, aveva detto.
Classe 1940, Doris muove i primi passi nella sua Tombolo, in provincia di Padova, per arrivare ad essere tra i protagonisti, per oltre quarant’anni, della grande finanza italiana. Imprenditore, banchiere e fondatore di Banca Mediolanum, una delle più importanti realtà del panorama bancario nazionale presente anche in Spagna, Germania e Irlanda, Doris ha fondato la prima rete di consulenti globali nel settore del risparmio, con l’obiettivo di diventare il punto di riferimento della famiglia italiana per il risparmio.
Inizia la sua carriera lavorativa alla Banca Antoniana di Padova nella filiale di San Martino di Lupari, per poi diventare direttore generale delle officine meccaniche Talin di Cittadella insieme all’industriale Dino Marchiorello, personaggio chiave nella sua vita. Nel 1969 comincia l’attività nel campo della consulenza finanziaria prima in Fideuram, occupandosi di gestione dei risparmi delle famiglie, e poi in Dival (Gruppo Ras) dove in pochi anni arriva a gestire oltre 700 professionisti. Durante quei primi importanti anni di esperienza sono innumerevoli gli incontri con clienti che gli affidano il loro “denaro che viene dal sudore e dal sacrificio”, come ha sempre ricordato.
Decisivo fu nel febbraio 1982 l’incontro a Portofino con Berlusconi, che diventerà poi suo socio e amico. Grazie al supporto imprenditoriale e logistico del Gruppo Fininvest, Doris fonda infatti Programma Italia, la prima rete di consulenti globali nel settore del risparmio e inventa un nuovo modo di fare banca, avvicinando la finanza alle persone. Nei primi anni Novanta “importa” poi dal Regno Unito l’idea di una banca senza sportelli, quando internet inizia a muovere i primi passi anche in Italia. “Ma non sparirà la presenza umana”, avrà modo di commentante negli anni successivi. Nella sua visione, infatti, questo innovativo modello di banca assegna un ruolo ancor più cruciale alle persone: “Consulenti che guidano il cliente nelle scelte fondamentali della loro vita, in un mondo sempre più complesso”.
Nel 1995 nasce Mediolanum S.p.A., la holding a cui fanno capo tutte le società del conglomerato del Gruppo, e questa riorganizzazione permette la quotazione in Borsa nel 1996 e, nel 1998, l’ingresso nel listino Mib30. Nel 1997 Programma Italia si trasforma in Banca Mediolanum, nata senza sportelli, la prima a dare il servizio di home banking con telefono e il teletext con il televisore di casa, fondendo così le potenzialità dell’approccio tecnologico con la professionalità del consulente finanziario. Nello stesso anno nasce in Irlanda Mediolanum International Funds Limited, società di gestione del risparmio. Nel 2000 Banca Mediolanum dà il via al processo di espansione all’estero approdando dapprima in Spagna attraverso l’acquisizione del Gruppo Bancario Fibanc e proseguendo poi, l’anno successivo, con l’acquisto di Gamax Holding AG e di Bankhaus August Lenz & Co in Germania.
Sempre nel 2000 Ennio Doris ed Enrico Cuccia siglano un’alleanza che si concretizza in un accordo di joint venture e di scambio azionario fino al 2% tra Mediolanum e Mediobanca. E sempre in quell’anno il fondatore di Banca Mediolanum traccia un cerchio sulla sabbia di un lago salato per spiegare il suo nuovo modello di banca: quella “costruita intorno a te”. Rompe quindi anche gli schemi canonici della comunicazione e si mette in gioco in prima persona divenendo testimonial della campagna pubblicitaria della banca affinché i clienti conoscano e vedano il volto del banchiere a cui affidano i loro risparmi.
Nel 2008 il testimone aziendale passa al figlio Massimo, che da allora è alla guida di Banca Mediolanum, e nel settembre di quell’anno, con il fallimento Lehman Brothers, per volontà di Ennio Doris, Banca Mediolanum decide di agire tempestivamente per tutelare gli 11 mila clienti che hanno subìto perdite con le polizze index linked collegate ai titoli Lehman. I due azionisti di maggioranza, la famiglia Doris e il gruppo Fininvest, scelgono così di intervenire a proprie spese rimborsando con 120 milioni di euro gli 11mila clienti impattati, senza esporre in alcun modo gli azionisti di minoranza della banca. È un segnale concreto di vicinanza alle persone. Per Ennio Doris, “un’occasione per dimostrare che siamo diversi” dagli altri e “il miglior investimento della mia vita” come avrà modo di ricordare in più occasioni. L’anno dopo, infatti, i risultati commerciali toccano 5,8 miliardi di raccolta netta, quasi il doppio del 2007. Da lì, numerose iniziative solidali messe in campo in occasione di catastrofi naturali, calamità finanziarie, alluvioni, terremoti.
La sua idea di sradicare il sistema bancocentrico e di creare collegamenti diretti tra il risparmio privato e l’economia reale gli fa individuare nei Piani Individuali di Risparmio uno strumento prezioso, una rivoluzione su cui decide di scommettere con decisione ed energia nel 2017 facendosi apripista e portavoce verso l’intero sistema del risparmio gestito italiano. Con tenacia, continua a difendere la sua scelta sui Pir, chiedendo ancora nel 2021 la loro ripartenza, sempre con lo stesso importante obiettivo: “Canalizzare l’enorme risparmio privato italiano verso l’economia reale, perché se tutti si lanciano su questo nuovo strumento la creazione di un mercato finanziario in Italia sarà più rapida, a beneficio della modernizzazione del Paese”.
Anche nel periodo più difficile della storia recente dell’Italia, con il Paese alle prese con l’emergenza sanitaria causata dal Covid-19, Ennio Doris non ha mai smesso di guardare al futuro con il suo ottimismo concreto e pragmatico. Nel marzo del 2021 ha definito i vaccini “le nostre Forze Alleate, che progressivamente stanno liberando le popolazioni dall’oppressione pandemica” invitando tutti a guardare con fiducia al momento in cui saremo liberi dalla pandemia per ripartire di slancio.
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