Per gli asset manager l’accordo sulla Brexit dovrebbe favorire nuovi rally della sterlina e del Gilt. Ma prima bisogna superare l’ostacolo del Parlamento
Keith Wade, chief economist & strategist di Schroders
Il governo britannico e l’Unione europea hanno trovato un accordo per la Brexit. L’intesa, definita dalle due parti “equa e equilibrata”, è stata trovata dopo una lunga notte di trattative serrate fra il premier britannico, Boris Johnson, e il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker.
“Abbiamo raggiunto un nuovo grande accordo, che ci restituisce il controllo della situazione”, esulta Johnson sul suo account twitter.
Inevitabili i facili entusiasmi sui mercati: la sterlinaè immediatamente salita sino a sfiorare quota 1,30 contro il dollaro Usa, per poi stornare con il passare delle ore. “C’è ancora un certo grado di incertezza riguardo al futuro delle relazioni tra Uk e Ue ma mi aspetto che al venir meno di questo rischio di coda, ci si può aspettare che la sterlina continuerà il rally e che i rendimenti sui Gilt aumenteranno”, spiega Keith Wade, chief economist & strategist di Schroders.
Il rischio di coda citato da Wade si chiama House of Commons. Sabato 19 ottobre il testo dell’intesa sulle Brexit passerà al vaglio del Parlamento inglese, un test complicato che in passato ha ostacolato il percorso di premier dell’ex inquilina di Downing Street Theresa May.
Ludovic Colin, head of flexible bonds di Vontobel Asset Management
“Ci siamo già passati, quando Theresa May ebbe un accordo che fu poi respinto più volte nel Parlamento britannico. Già il leader del partito di opposizione, l’onorevole Corbyn, ha detto che l’accordo è peggiore di quello presentato dalla May, e il suo partito voterà contro”, commenta Ludovic Colin, head of flexible bonds di Vontobel Asset Management, ricordando che anche il Democratic Unionist Party ha detto che le loro posizioni non sono cambiate. “L’ostacolo più facile è stato superato – spiega il gestore –, ma senza l’approvazione del Parlamento britannico questo accordo è inutile”.
Accordo Brexit: cosa succede ora sui mercati?
La sterlina si era mobilitata molto la scorsa settimana, anticipando un nuovo accordo da concordare. Già dopo poche ore dalla notizia, però, i corsi della valuta britannica si sono stabilizzati e ora “avrà bisogno del voto del Parlamento per vedere un’ulteriore azione positiva in materia di prezzi”, sostiene Colin.
Per Wade di Schroders gli investitori si aspettano una situazione economica migliore e una politica monetaria più decisa. “Naturalmente, se sabato l’accordo non dovesse passare in Parlamento, torneremmo al punto di partenza – puntualizza il fund manager -. In entrambi i casi è probabile che il Primo Ministro Johnson indica nuove elezioni”.
“Oseremmo azzardare che l’Unione europea vuole che l’accordo venga concluso e sostiene il Primo Ministro nel suo desiderio di non prolungare il periodo di negoziazione. Ciò significa un non trascurabile vantaggio per la sterlina e gli asset rischiosi del Regno Unito, ma anche un significativo impulso a breve e medio termine per le azioni europee dalla Francia alla Germania e ai Paesi Bassi, poiché lo shock che attraversa l’economia britannica si dissipa”, osserva Sébastien Galy, senior macro strategist di Nordea Asset Management.
Brexit: cosa prevede l’accordo Johnson-Juncker?
I punti più importanti dell’accordo trovato fra Londra e Bruxelles sono stati esposti dal capo dei negoziati per la Brexit, Michel Barnier, e impegnano le due parti a:
– stabilire un accordo di libero scambio ad ampio raggio;
– raggiungere un accordo sui servizi che va oltre i livelli del WTO;
– concordare il mutuo riconoscimento per le società di servizi;
– consentire la libera circolazione dei capitali;
– aprire le porte ai viaggiatori senza visto per visite di breve termine;
– impegnarsi su standard condivisi in materia di aiuti di Stato, concorrenza, welfare, fiscalità e ambiente.
Barnier ha detto che nel nuovo accordo verranno garantiti i diritti di tutti i cittadini e che la Gran Bretagna rispetterà gli impegni di bilancio comunitari. Il periodo di transizione – sempre che la Camera dei Comuni sabato approvi il testo dell’accordo Brexit – durerà fino alla fine del 2020.
Il governo britannico intende presentare sabato mattina alla Camera dei Comuni britannica una mozione in cui chiedere ai deputati di votare o per il ‘deal’ raggiunto oggi sulla Brexit con Bruxelles o per un ‘no deal’.
“Non ci sono ancora i dettagli specifici, ma se l’accordo passerà in Parlamento questo sabato dovremmo assistere a una crescita più solida dell’economia britannica, al venir meno delle nubi di incertezza su Brexit. È importante ricordare che si tratta di un grande passo avanti verso l’obiettivo di evitare una Brexit senza accordo, che avrebbe spinto il Regno Unito fuori dall’Unione Europea causando potenzialmente una dannosa recessione”, spiega Wade.
Johnsons ne è convinto: “Ora il parlamento dovrebbe concretizzare la Brexit sabato, in modo da poterci poi concentrare su priorità come il costo della vita, il servizio sanitario nazionale, la criminalità e l’ambiente”, ha scritto il premier sul suo account Twitter.
Ma lo scoglio rappresentato da Westminster non lascia i mercati finanziari sereni. La reazione finora è stata positiva, ma potrebbe essere di breve durata. Gli investitori sono avvertiti.
Parla Jonathan Hill, ex commissario UE per l’Unione dei mercati dei capitali «spodestato» dal referendum che ha cambiato le sorti dell’Europa. Che, a suo dire, ha un’urgente bisogno di ripensare sé stessa. A causa della Brexit, e non solo. L’intervento al Salone del Risparmio.
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