Commercialisti, ecco dove investirà la Cassa previdenziale nel 2021
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Fra i settori meno coinvolti dalla pandemia quello della logistica grazie all’effetto della migrazione dei consumi dai canali fisici all’online. Basti pensare che in Italia lo shopping sulla rete prima del lockdown si attestava intorno al 13% ma, durante la fase di confinamento, è più che triplicato.
Mentre l’immobiliare o altri settori affini hanno sofferto, “il settore della logistica non è stato influenzato negativamente dalla pandemia”, sostiene Rolf Zarnekow, Head of Investment Management Real Estate di Aquila Capital, società di gestione tedesca approdata in Italia proprio l’anno scorso e leader nel settore dei real asset. Oggi Aquila Capital gestisce 12,5 miliardi di euro per investitori istituzionali in tutto il mondo (dato aggiornato al 31 dicembre 2020).
In generale, il trend di lungo periodo mostra come il commercio al dettaglio di vecchia generazione abbia davanti a sé svantaggi competitivi e che la multicanalità è ormai all’ordine del giorno. Per quanto ci riguarda, abbiamo incrementato gli investimenti nel settore della logistica molto prima della pandemia. Pensate al mondo di dieci anni fa e a quello di oggi in cui, ad esempio, i supermercati online sono diventati ormai la normalità. La tecnologia ci permette di accedere a quasi tutti i beni e servizi, ovunque e in qualsiasi momento. In questo contesto, possiamo interpretare la crisi come un vero e proprio catalizzatore in grado di accelerare i megatrend già in essere in modo sostenibile, trasformando le tendenze in vere e proprie necessità che portano a soluzioni tali da modificare le abitudini della clientela. Non crediamo che l’high street verrà meno nel giro di dieci anni ed aiutiamo i nostri clienti a far fronte all’aumento della domanda di merci in tempi brevi all’interno delle grandi aree urbane. Per quanto riguarda il futuro, i mercati anglo-americani sono molto più avanti rispetto all’Europa continentale.
In Italia lo shopping online prima del lockdown si attestava intorno al 13%, ma, durante la fase di confinamento, è più che triplicato. Gli Stati Uniti e il Regno Unito erano relativamente stabili al 25% e al 30% rispettivamente in entrambi gli scenari. C’è dunque molta strada da fare per l’Europa continentale e l’Italia è un’area importante per la nostra strategia di investimento europea. La nostra attività va dall’evoluzione della logistica verde, alle energie rinnovabili e in particolare alle misure di efficienza energetica. Per l’Italia, una delle aree più colpite dalla pandemia, sono disponibili circa 190 miliardi di euro attraverso il programma Next Generation EU. Il piano di rilancio presentato da Draghi prevede un sostegno di circa 25 miliardi per l’espansione delle infrastrutture, con particolare attenzione al trasporto sostenibile. Grazie alle integrazioni provenienti dai programmi nazionali, il Ministero per le infrastrutture e la mobilità sostenibile ha a disposizione 62 miliardi di euro e i temi chiave comprendono la digitalizzazione, la transizione ecologica della logistica e la rivoluzione verde. Inoltre, 57 miliardi del Next Generation EU sono destinati direttamente alle rinnovabili. L’accoppiamento settoriale che si va a delineare migliorerà le condizioni quadro per gli investimenti nelle energie rinnovabili e continuerà a rafforzare i fattori di localizzazione per quanto riguarda gli immobili logistici sostenibili.
Il programma Next Generation EU ha il più alto volume di investimenti esclusivamente verdi del mondo. Al fine di utilizzare questo quadro finanziario in modo efficiente, è fondamentale usarlo per rafforzare in modo sostenibile l’impegno da parte degli investitori privati. Ci aspettiamo un progressivo miglioramento delle condizioni quadro per gli investimenti indirizzati ai segmenti di efficienza energetica e rinnovabili, dato che sono proprio questi settori i pilastri principali per raggiungere gli ambiziosi obiettivi climatici. In questo contesto, l’attrattiva esercitata delle opportunità di investimento nei settori dell’efficienza energetica e delle energie rinnovabili continuerà a crescere. Un’annunciata ondata di rinnovamento mirerà in particolare alla modernizzazione energetica del settore edilizio, aumentandone così in modo sostenibile gli standard. I nuovi edifici che hanno già standard corrispondenti trarranno vantaggio da questo sviluppo. Siamo dunque soddisfatti della conferma del percorso da noi già intrapreso con il nostro impegno sul fronte della logistica verde, dell’efficienza energetica e delle rinnovabili.
L’Europa – ed anche il Piano nazionale di ripresa e resilienza in italiano – hanno alzato l’asticella degli obiettivi in materia di efficienza energetica, facendone di fatto una pietra miliare della transizione energetica. Tutto ciò aumenterà l’interesse che ruota intorno agli investimenti in efficienza energetica. Data la frammentazione del mercato, è necessaria una strategia di sourcing accurata e univoca, insieme a un processo di investimento standardizzato per costruire un portafoglio di progetti interessante e diversificato. Grazie al nostro solido track record in Italia e alla nostra consolidata rete Esco (società di servizi energetici / lato tecnico) i nostri clienti possono beneficiare di questi sviluppi. Durante il nostro processo di investimento includiamo tutti i dipartimenti – cioè risk, compliance, structuring, tax, legal, valuation – così come esperti di energie rinnovabili ed infrastrutture. Il vantaggio sta nell’efficacia dei costi delle misure di efficienza energetica, creando una situazione win-win per tutti gli operatori coinvolti. Mentre i costi più bassi creano un vantaggio competitivo per le aziende, la società beneficia di effetti positivi sul mercato del lavoro e in particolare gli investitori possono trarre vantaggio da opportunità di investimento attraenti e sostenibili. Il fondo è quindi particolarmente adatto per un investitore italiano, data la nostra posizione di mercato di fatto unica in Italia e il loro contributo per consentire investimenti energeticamente efficienti nel Paese.
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