Raddoppia la propensione al risparmio degli italiani
Nel 2020 al 15,8% dall’8,2% del 2019. Il reddito delle famiglie si è ridotto di 32 miliardi, ko i consumi. Nel quarto trimestre il tasso di risparmio Ue è volato al 19,8%
4 min
Accelerare sui vaccini, mantenere le misure di stimolo, smuovere l’enorme quantità di risparmio precauzionale accantonato a causa del Covid e utilizzare in maniera efficiente i soldi del Recovery Fund. Il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, dà la sua ricetta per l’economia italiana con l’obiettivo di non perdersi proprio ora che finalmente inizia a profilarsi la fine dell’incubo. “Vediamo la luce in fondo al tunnel ma dobbiamo trovare una maniera per accelerare l’uscita”, avverte infatti nel corso di un’intervista a Bloomberg tv, sottolineando come i ritardi della campagna di vaccinazione siano la causa principale di un “recupero lento”
Tra le tante questioni da risolvere, per Visco c’è anche quella del risparmio precauzionale, accumulato dalle famiglie italiane a fronte della crisi scatenata dalla pandemia Covid. Accantonamenti che confermano i timori dei consumatori e che, a suo avviso, rappresentano una tendenza da correggere, perché le “cicatrici” della crisi “possono rendere le difficoltà di lungo termine”.
Importantissimo in questo senso è ovviamente il Recovery Fund-Next Generation EU. Per il governatore si tratta di uno strumento “cruciale” per la ripresa europea, ma ricorda che “è orientato al medio termine” e che “nel frattempo abbiamo una vasta una serie di misure fiscali prese da tutti i governi in Europa”. A questo proposito Visco nota che si enfatizzano le differenze con gli Stati Uniti e “il piano di rilancio di Biden che è certamente impressionante” ma in Europa “la cosa più importate è assicurare che nei prossimi mesi e anni saremo capaci di accompagnare e mantenere una ripresa stabile attraverso investimenti in infrastrutture e riforme che sono il tema del Recovery fund”.
Inevitabile, dunque, che il governatore italiano e membro del Consiglio direttivo della Bce ritenga che le misure straordinarie messe in campo da Francoforte per contrastare gli effetti della pandemia sull’economia debbano essere mantenute “per tutto il tempo necessario, visto che rinviarne leggermente l’uscita è meno pericoloso che allentarle troppo in anticipo”. “Abbiamo molte pmi duramente colpite – sottolinea -, ma molte di loro saranno profittevoli una volta che si ritornerà a una sorta di normalità, quello che dobbiamo evitare sono i fallimenti a catena. Ma al momento le cose sono positive, c’è un numero molto limitato di insolvenze”. Anche il rischio di zombification, di un aumento di aziende zombie, è limitato, osserva Visco, che si dice “positivo” su questo aspetto.
Insomma, il messaggio di Visco è chiaro e sulla stessa lunghezza d’oda di quelli arrivati nelle ultime ore da molti altri esponenti della banche centrali: il treno della ripresa non aspetta ed è urgente avviare subito i Recovery Plan, accelerando contemporaneamente sulle campagne di vaccinazione.
Oggi ad esempio è intervenuto proprio in questo senso anche il vicepresidente dell’Eurotower, Luis de Guindos, promettendo di proseguire una politica accomodante sui tassi ma spronando le economie dell’Eurozona ad accelerare sulle campagne di vaccinazione e ad agganciare il treno della ripresa nella seconda metà dell’anno, che potrebbe essere “robusta”.
Un altro membro del board di Francoforte è stato ancora più esplicito: un’erogazione ritardata del Recovery Fund sarebbe “un disastro economico per l’Europa”, sostiene Isabel Schnabel. “Non spetta a me commentare la Corte costituzionale tedesca ma sarebbe un disastro economico per l’Europa se l’erogazione dei fondi fosse ritardata a tempo indeterminato”, sottolinea ricordando la recente pronuncia della corte costituzionale tedesca che ha sospeso il processo di ratifica del Recovery Fund a fronte di ricorsi contro il programma di investimenti finanziato in deficit. Per questo motivo, aggiunge, oltre che accelerare sulle campagne di vaccinazione, “è importante che l’Europa dia una forte risposta fiscale, sotto forma di un fondo Ue per la ripresa che ammonta a 750 miliardi di euro”.
Nel frattempo come già assicurato da de Guindos e nei giorni scorsi dalla stessa presidente Christine Lagarde, la Bce continuerà a fare la sua parte: “E’ troppo presto perché si discuta di ridurre i suoi acquisti pandemici di obbligazioni di emergenza dal terzo trimestre” osserva dal canto suo il capo della banca centrale greca Yannis Stournaras, respingendo i suggerimenti dei politici più conservatori. Il policymaker olandese Klaas Knot e il suo omologo austriaco Robert Holzmann sono infatti del parere che un miglioramento delle prospettive potrebbe consentire alla Bce di iniziare a ridurre il suo programma di acquisto pandemico di emergenza. Ma ribatte oggi Stournaras: “Non abbiamo alcuna prova che le prospettive economiche diventeranno cosìfavorevoli nel terzo trimestre”.
.
Vuoi ricevere ogni mattina le notizie di FocusRisparmio? Iscriviti alla newsletter!
Registrati sul sito, entra nell’area riservata e richiedila selezionando la voce “Voglio ricevere la newsletter” nella sezione “I MIEI SERVIZI”.
