Mercati asiatici, dominio del dollaro a rischio
La curva dei rendimenti americana si invertirà nel corso del primo semestre del 2019. Questo produrrà un netto recupero dei treasuries sulle scadenze a 10 e 30 anni e un cedimento del valuta Usa
2 min

Chi è interessato a investire in Asia non dovrebbe limitare la propria visuale a India e Cina. Anche i Paesi del Sud-Est asiatico, come Indonesia, Malesia, Singapore e Filippine, hanno elevati tassi di crescita e interessanti prospettive economiche. Ne è convinto Matthew Lobner, head of international e head of strategy & planning Asia-Pacific di Hsbc, che sottolinea: “Gli attuali nervosismi sui mercati emergenti stanno offuscando i passi in avanti compiuti dalla regione dalla fine della crisi finanziaria asiatica del 1997-1998, o addirittura dopo il Taper tantrum del 2013. Le economie della regione sono ora più resistenti agli choc finanziari esterni, le riserve di valuta estera sono aumentate, il livello del debito estero è sceso e la bilancia delle partite correnti è migliorata”.
Nel complesso, i 10 membri dell’Asean (Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico, che oltre ai Paesi già citati include anche Thailandia, Brunei, Vietnam, Birmania, Laos e Cambogia) formano una potenza economica con un Pil complessivo di quasi 2.800 miliardi di dollari nel 2017: se fosse considerata come un blocco unico occuperebbe il sesto posto a livello mondiale. Con una popolazione di 650 milioni di persone (che batte quella degli Stati Uniti 2 a 1 e quella italiana di quasi 10 a 1) destinata ad aumentare di altri 80 milioni entro il 2030.
E non c’è solo il fattore dimensionale da considerare, ma anche altre dinamiche importanti: come il fatto che l’urbanizzazione e il miglioramento delle infrastrutture hanno migliorato l’accesso a istruzione, sanità, lavori remunerativi e servizi finanziari, favorendo la nascita di una nuova classe di consumatori disposta a spendere per assicurazioni, viaggi e tecnologia. Va inoltre considerato che l’area gioca un ruolo fondamentale nelle catene di approvvigionamento di tutto il mondo e che oggi molte delle imprese del Sud-Est asiatico, sempre più tecnologiche, hanno le carte in regola per sfondare sui mercati internazionali e attrarre ingenti investimenti esteri. “Un esempio può essere la catena filippina di fast-food Jollibee, il portale e-commerce Lazada e le società Grab e Go-Jek”, elenca Lobner.
Certamente si tratta di mercati volatili, esposti alle oscillazioni nei prezzi delle commodity e del sentiment degli investitori globali, in cui c’è ancora molto da fare per migliorare le inefficienze presenti a vari livelli nelle economie dell’area. Ma le prospettive sono incoraggianti, tanto che un’indagine dell’Eu-Asean Business Council ha evidenziato che il 99% delle imprese europee nella regione prevede di mantenere o espandere i propri scambi commerciali e investimenti nell’area nei prossimi cinque anni.
Mentre la recente survey Navigator di Hsbc condotta su aziende di tutto il mondo, ha rivelato che gli intervistati del sud-est asiatico sono quelli che, nell’attuale contesto commerciale globale, hanno un atteggiamento più ottimista. “Chiunque sia anche solo lontanamente interessato all’Asia dovrebbe tenere in considerazione anche questa parte del continente, altrimenti rischia di perdersi una delle storie di crescita più dinamiche del pianeta”, conclude Lobner.
