Streaming, cloud e gaming: chi vince contro l’epidemia (e nel lungo periodo)
La quarantena globale accelera la domanda di nuove tecnologie e premia le aziende che credono in questo trend secolare. Ecco cosa pensano i gestori
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Il periodo di pubblicazione dei risultati trimestrali negli Stati Uniti entra nel vivo questa settimana.
Una fase particolarmente interessante per analisti e investitori che vogliono capire e valutare gli effetti del lockdown causato dal propagarsi dell’epidemia di coronavirus sui bilanci delle grandi corporation americane.
Dopo le trimestrali delle grandi banche d’affari, questa settimana è la volta dei big della tecnologia. Complessivamente, quasi 150 società dell’S&P500 e 12 del Dow Jones, pubblicano i risultati e tra queste emergono Facebook, Tesla e Boeing.
Fino ad oggi la stagione delle trimestrali ha confermato gli effetti della pandemia: le 122 società che hanno pubblicato, hanno registrato un calo degli utili di quasi un quarto; rispetto ad un anno fa, solo il 65% ha battuto le attese (fonte: Bloomberg). Un dato in netta controtendenza rispetto a quanto emerso negli ultimi 10 anni quando, in media, circa tre quarti degli utili per azione andava oltre il consensus degli analisti.
In questo quadro due fra le grandi società di Wall Street hanno alzato il velo sui conti del primo trimestre: Netflix e Amazon, due titoli che hanno recentemente aggiornato i loro massimi storici.
“Gli investitori sono pronti a scommettere che le misure restrittive imposte su oltre 4,5 miliardi di persone nel mondo abbiano favorito le due aziende”, spiega l’Advisory di Cassa Lombarda.
In questo contesto, nei tre mesi da gennaio a marzo che hanno visto l’esplosione dell’epidemia di coronavirus a livello globale i ricavi di Alphabet – controllante di Google – sono saliti del 14% a 41,2 miliardi di dollari, meglio delle aspettative degli analisti, per effetto del +33% di YouTube e del +52% dell’area cloud.
“Nonostante il rallentamento degli introiti pubblicitari, i ricavi del primo trimestre hanno superato le aspettative degli analisti e questo sarà ben accolto dal mercato. Ci attende senza dubbio un secondo trimestre difficile, come indica la crescita su base annua del fatturato di Google Search inferiore al 9%, ma i driver di crescita a lungo termine per il business – YouTube e Google Cloud – continueranno sulle loro traiettorie stellari”, spiega Lewis Grant, senior global equities portfolio manager di Federated Hermes.
Secondo l’esperto quel che ha impressionato di più i mercati, oltre ai dati sull’andamento del business, è la conferma del programma di riacquisto titoli. Nel primo trimestre Alphabet ha comprato titoli proprio per 8,5 miliardi d dollari, in forte aumento dai tre miliardi di dollari dello stesso periodo di un anno fa.
Netflix ha chiuso il primo trimestre 2020 con ricavi a a 5,77 miliardi di dollari (+27,6% su base annua), leggermente sopra le previsioni di consenso. La corsa del fatturato è stata propiziata dal boom di nuovi abbonati che si è verificato nel period corrispondente al lockdown globale: in tre mesi grazie ai nuovi abbonati paganti la piattaforma di Netflix ha raggiunto 15,77 milioni di unità. Si tratta del risultato massimo di sempre per la società e soprattutto superiore ai 7 milioni indicati dal management e agli 8,22 milioni stimati dagli analisti.
La bottom line della società di streaming chiude con un utile per azione a 1,57 dollari per azione, più del doppio rispetto a 0,76 dollari del primo trimestre del 2019, ma al di sotto dei 1,65 dollari pronosticati in media dagli analisti.
