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Record negativo di manifatturiero e servizi. Ed è allarme per il Pil: “E’ probabile la contrazione più violenta che la regione abbia mai osservato”
Mentre la politica tergiversa, l’Eurozona è moribonda. I numeri del bollettino medico diffuso oggi mostrano infatti un trionfo di record negativi: 134 mesi, 22 anni… Ecco da quanto il Vecchio Continente non vedeva indici Pmi tanto neri, peggiori persino delle già pessime attese degli analisti.
La stima preliminare di aprile del Markit Pmi manifatturiero si è fissata a 33,6 punti, contro un’attesa di 38 punti. Il dato di marzo era pari a 44,5 punti. Si tratta del risultato più basso da 34 mesi a questa parte.

L’indice relativo ai servizi è sceso a 11,7 punti, anche in questo caso nettamente al di sotto delle stime (22,8 punti) e del dato di marzo (26,4 punti). Per i servizi, un dato tanto negativo non si vedeva dal luglio 1998.
Infine, l’indice composito si è attestato a 13,5 punti, ben al di sotto del consensus di 25 punti, dopo i 29,7 punti di marzo. Anche qui il precedente record negativo risale al luglio di 22 anni fa.
Crolli così non si erano registrati neppure durante la grande crisi finanziaria del 2008-2009. “L’indagine di aprile ha osservato un deterioramento senza precedenti dell’economia dell’Eurozona causato dalle misure di restrizione per contrastare il virus, dal crollo della domanda globale e dalla carenza di personale e di fattori produttivi”, spiega Chris Williamson, chief business economist presso IHS Markit.
Naturalmente indici Pmi tanto negativi preannunciano un tracollo del Pil. “Il nostro modello, che mette a confronto il Pmi con il Pil, suggerisce che l’indagine di aprile è stata indicativa di una contrazione dell’economia dell’Eurozona al tasso trimestrale di circa il 7.5% – evidenzia l’economista -. Con il possibile proseguimento delle restrizioni per parecchi settori dell’economia nelle prossime settimane, nell’intento di contenere la diffusione del Covid-19, è probabile che il secondo trimestre testimonierà la contrazione più violenta che la regione abbia mai osservato nella storia recente”.
Inevitabile l’allarme disoccupazione. “Di fronte ad un tale prolungato crollo della domanda, i tagli occupazionali potrebbero intensificarsi rispetto al livello attuale e verranno sollevati nuovi timori sui costi economici legati al contenimento del virus”, conclude Williamson.