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Presentata al Salone del Risparmio 2018 la ricerca “New climate for growth: cultivating asset intelligence to thrive”
Il 66% degli asset manager globali e dei fondi pensione ritiene che sarà più difficile raggiungere i propri target di crescita nell’attuale contesto di mercato, mentre solo il 43% pensa di essere in grado di adattare la tecnologia a supporto delle proprie esigenze di crescita e quindi di avere le competenze tecnologiche per adattarsi al cambiamento. Questo quanto emerge dalla ricerca “New climate for growth: cultivating asset intelligence to thrive”, che è stata illustrata da Riccardo Lamanna, country head Italy di State Street Global Services, durante la conferenza “Modelli di crescita nella disruption: il futuro dei servizi finanziari”, che si è tenuta il 10 aprile 2018 al Salone del risparmio 2018.
Lo scenario di fondo risulta però meno drammatico di quanto si possa immaginare: il 75% degli intervistati si è detto, infatti, ottimista rispetto alla propria capacità di raggiungere gli obiettivi a 5 anni, mentre il 78% è addirittura fiducioso di raggiungerli a un anno, a fronte solo di un 15% di pessimisti.
Questo ottimismo si basa però sul fatto che l’economic outlook è positivo: questo significa che gli operatori ritengono di riuscire a raggiungere i propri risultati perché i mercati vanno bene. Ma la verità è che sul mercato ci sono molti più competitor di una volta, c’è una maggiore regolamentazione e il tasso di cambiamento tecnologico è molto più elevato di prima. “In questo scenario, il solo pensare che l’economic outlook possa essere l’elemento che farà raggiungere agli operatori i propri risultati potrebbe essere fuorviante e quindi deve essere valutato e rivalutato”, dichiara Lamanna, che poi spiega che questo ha portato State Street a elaborare una serie di indicazioni fondamentali per navigare in questo nuovo ambiente e raggiungere i propri obiettivi, “identificando tre principali aree a cui le istituzioni devono dare la priorità: la competizione in termini di scala operativa, l’allineamento della tecnologia con le proprie ambizioni e la possibilità di lavorare molto di più sul mondo dei dati e sul mondo dell’asset intelligence”.
Analizzando la prima area, il 61% degli intervistati crede, per esempio, che la propria crescita avvenga per il tramite di un allargamento della propria offerta di prodotti, mentre solo il 30% pensa che si debba specializzare, diventando un operatore più di nicchia, focalizzato su specifiche asset class, prodotti etc. Ecco quindi che la “scala” gioca un ruolo fondamentale nello sviluppo di crescita di un operatore.
Altro elemento importante è legato alla distribuzione: per il 48% degli intervistati la priorità va sulla necessità di aumentare la conoscenza dei propri clienti e sulla possibilità di potergli vendere più prodotti, mentre per un altro 37% di asset manager globali e fondi pensione la priorità è rivolta alla necessità di attirare nuovi clienti retail dalle generazioni più giovani.
L’argomento dei Millennials è stato sviluppato da David Pagliaro, senior vice president and head of State Street Global Exchange, area Emea. All’interno di un mondo in cui tutto sta cambiando anche i clienti sono profondamente diversi rispetto al passato. Ma come invogliare i Millennials agli investimenti? Pagliaro ha citato, per esempio, delle piattaforme di raccolta di piccole somme, che permettono di catturare i pochi centesimi dei vari resti (come nel caso del pagamento di un caffè o di un biglietto della metro, etc) per poi spostarli su sistemi di investimento, con caratteristiche di rischio diverse.
“Si tratta di una nicchia di clientela che è difficile da catturare perché ha pochi soldi e in genere li spende e non li investe”, spiega Pagliaro, che poi conclude dicendo: “Mai come in questo caso, la tecnologia gioca un ruolo così fondamentale, visto che realizzare prodotti semplici, a bassissimo costo, con una visione di lungo periodo è una sfida molto complicata”.