Mifid II e pandemia non hanno scalfito il lavoro delle sei maggiori banche reti italiane che quasi raddoppiano la raccolta in cinque anni. L’indagine che lo attesta è a firma di Excellence Consulting
Il patrimonio amministrato dalle prime sei banche reti (ovvero Fideuram, Mediolanum, Fineco, Banca Generali, Allianz Bank e Azimut) cresce, dal 2016 al 2021, passando da 432 a 700 miliardi di euro. Ad affermarlo è la ricerca “Banche reti/ Oltre Mifid II e pandemia, come crescono le big six” di Excellence Consulting, che ha analizzato l’andamento dei sei più grandi istituti italiani tenendo conto dell’influenza della Mifid II prima, e della pandemia dopo.
“Le banche reti” afferma Maurizio Primanni, ceo di Excellence Consulting “riescono a superare gli ostacoli di Mifid II, la direttiva che ha imposto costi di riorganizzazione e compliance significativi, e la pandemia, che ha avuto e continua ad avere conseguenze negative sulla finanza e il risparmio”.
Le masse crescono
Maurizio Primanni, ceo di Excellence Consulting
“Nei cinque anni a spiccare, sia per raccolta netta complessiva che per raccolta netta per consulente” si legge nel report, “sono Fideuram (rispettivamente +15 e +13% annuo) e Fineco (+18 e +16% annuo)”. Il rapporto sottolinea poi come sia la qualità del portafoglio amministrato a fare la differenza. Circa la percentuale dell’Aum sul totale delle masse, specifica l’indagine “dal 2016 al 2021, Fideuram perde 2 punti percentuali (dal 70% al 68%), mentre ne guadagnano Mediolanum 2 (dal 71% al 73%) e Fineco 1 (dal 55% al 56%)”.
“Le prime sei reti che raddoppiano quasi la raccolta” spiega Primanni, “confermano la tendenza alla concentrazione, con l’89% del totale del patrimonio delle reti, una condizione che sembra irreversibile anche a seguito del risiko delle banche italiane”.
I consulenti pure
L’indagine compie inoltre un confronto tra i risultati netti totali e quelli per singolo consulente. “Campeggiano Fideuram” si legge, “la cui raccolta netta dal 2016 al 2021 lievita da 7,8 a 16,0 mld (+15% annuo), mentre quella per consulente da 1,3 a 2,5 milioni (+13% annuo), Fineco da 4,3 a 9,8 mld (+18% annuo) per consulente da 1,6 a 3,5 mln (+16% annuo), Mediolanum da 5,6 a 7,8 mld (+7% annuo) per consulente da 1,3 a 1,8 mln (+7% annuo), Banca Generali da 5,6 a 7,6 mld (+6% annuo) per consulente da 3,0 a 3,5 mln (+3% annuo), Allianz Bank da 3,3 a 5,5 mld (+10% annuo) per consulente da 1,7 a 2,6 mln (+9% annuo)”. Unico movimento al contrario è quello di Azimut, che passa “da 3,2 a 2,8 mld (-2% annuo) per consulente da 1,9 a 1,5 mln (-5% annuo)”.
Risultati accompagnati da una view degli ingressi e degli spostamenti dei consulenti. Fineco ha compiuto, tra il 2020 e il 2021, 239 nuove acquisizioni di consulenti, Banca Generali 133, Azimut 93, Mediolanum 142 e Allianz 70. “Per Fideuram saldo pressoché stazionario nel 2020 con dieci consulenti in meno (0%) e 139 in più nel 2021 (+2%)”, a causa del peso delle dinamiche societarie di M&A.
Il report arriva comunque a una conclusione ottimistica riguardo la salute dei sei protagonisti del risparmio e ipotizza “un conseguente miglioramento della redditività per tutti gli attori (clienti, consulenti e banche)”.
“Le principali banche reti” conclude Primanni, “hanno anche un’opportunità importante di creazione di valore che deriverebbe dall’aumento della componente gestita nei portafogli amministrati dei clienti”.
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