Draghi ha salvato l’euro. Lagarde dovrà salvare l’Europa
Per De Berranger (LFDE), l’italiano ha fatto un ottimo lavoro. Alla nuova presidentessa della Bce, tocca ora conciliare le leve fiscali e monetarie
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Stanotte la Banca Centrale Europea ha deliberato il lancio di un nuovo programma di acquisti di titoli per spegnere l’emergenza Covid-19 che sta mettendo a dura prova la tenuta del sistema economico europeo.
Il Pandemic Emergency Purchase Program – così è stato definito dalla stessa presidentessa Christine Lagarde – prevede un intervento straordinario sui mercati finanziari da 750 miliardi di euro da subito e almeno fino alla fine dell’anno.

“Con le misure adottate stanotte dalla Bce pare si sia iniziato ad usare il famoso bazooka atteso da tutti durante la riunione della scorsa settimana e che invece aveva pesantemente deluso” , fa notare Antonio Amendola, co-gestore di Italia ed Europa AcomeA Sgr.
“Non escludiamo misure ancora più grandi della Bce nelle settimane e nei mesi a venire, compresa la collaborazione con il Meccanismo europeo di stabilità per fornire un sostegno fiscale essenzialmente monetizzato, e persino l’ancoraggio dei rendimenti e degli spread dei titoli sovrani in tutto il blocco”, commenta a caldo Paul Diggle, Senior Economist di Aberdeen Standard Investments.
La reazione iniziale dei mercati è positiva questa mattina, soprattutto per Piazza Affari.
“La misura messa in campo è potente, ma lo è anche il wording usato: flessibilità nell’ammontare e nella percentuale di debito per Paese da comprare (la possibilità di deviare dalle capital keys), impegno ad andare avanti per tutta la crisi ma comunque per tutto il 2020 e impegno nel fare qualsiasi cosa per difendere l’euro. Questa volta la politica monetaria si è fatta trovare pronta, anche se c’è ancora molto da fare (specialmente sul piano fiscale e qui la palla passa ai Governi). Sarebbe quindi il momento migliore per iniziare a sperimentare i tanto dibattuti eurobond, strumenti emessi dall’Unione Europea per finanziare i Paesi in crisi. Così facendo non solo si interverrebbe in modo deciso per prevenire una recessione, ma si salverebbe il ‘progetto Europa’ messo a dura prova in questi giorni”, spiega i gestore di AcomeA Sgr.
I mercati azionari europei aprono bene la seduta. Il rimbalzo di Piazza Affari è – almeno fino al momento di stesura dell’articolo – il più corposo grazie al rialzo dei titoli dei settori più ciclici, in primis, e delle utilities. Ma la reazione più forte si vede sull’obbligazionario: lo spread Btp-Bund crolla di quasi 80 punti a 187 punti base, con il rendimento del decennale italiano che torna all’1,51%, grazie al provvedimento d’emergenza della Bce.
“L’incisività di questo programma è in primo luogo una risposta all’aumento dei rendimenti del debito sovrano nell’Eurozona, e in particolare una risposta all’aumento degli spread dei paesi periferici”, spiega Diggle.
I dettagli del maxi-piano Bce
Con i 750 miliardi di euro di Qe aggiuntivi annunciati stanotte, gli sforzi dell’Eurotower arrivano in prossimità dei mille miliardi di euro, in quanto l’ultima misura è in aggiunta a quelle della scorsa settimana. Da qui alla fine dell’anno, gli acquisti dovrebbero essere di circa 100 miliardi di euro al mese.
Nel mondo, fino ad oggi, tenendo in considerazione solo gli stimoli già operativi, siamo a 1.900 miliardi di dollari, calcola Bloomberg.
Per il momento non sembrano esserci indicazioni vincolanti sulle modalità dell’intervento se non quello della flessibilità: “si compra quando c’è bisogno e nella quantità che serve”. Nel dettaglio, gli acquisti riguarderanno sia titoli emessi da stati ed enti pubblici, sia da soggetti privati, come per il primo Qe di Mario Daghi, in più ci sono le commercial papers (pagherò) emessi da aziende non finanziarie.
“Guardando alla crisi del debito europeo nel 2011 e al crash finanziario del 2008, la Banca Centrale Europea ha oggi timori analoghi sull’indebitamento e, soprattutto nel breve termine, sulla liquidità. Questo programma di acquisti potrebbe aiutare la BCE a calmare i mercati obbligazionari europei e aumentare la fiducia degli investitori, che si dimostrerà cruciale soprattutto quando si parla di Paesi come l’Italia che ha visto i rendimenti dei titoli governativi e i costi di rimborso del debito spinti al rialzo”, ragiona Paul Markham, gestore azionario globale di Newton IM (BNY Mellon Investment Management).
Ieri fra l’altro una serie di banche europee ha iniziato un massiccio approvvigionamento di liquidità in valuta statunitense, quelle della zona euro hanno attinto per 112 miliardi alla linea speciale da 130 miliardi, messa a disposizione dalla Federal Reserve. L’operazione è avvenuta sotto la regia di Francoforte.
Per questo motivo al termine della riunione d’emergenza di questa notte, sono state deliberate anche delle misure per rendere più fluido il mercato dei capitali, come per esempio, una riduzione del collaterale nelle transazioni sul circuito Euronext. La Bce avverte che è intenzionata a perseguire fino in fondo quel che è previsto dal mandato ricevuto, ma anche oltre, in quanto, se dovessero esserci dei problemi, posti dallo statuto, si valuterà immediatamente l’opportunità di rivedere le norme che rischiano di ostacolare l’azione a sostegno delle economie della zona euro.
Chistine Lagarde, a meno di una settimana dalla sua gaffe “non siamo qui per chiudere gli spread” che l’ha esposta a una valanga di critiche, nel comunicato odierno afferma in modo chiaro che “non c’è limite all’impegno”.
