Opec, la vera sfida non è l’uscita del Qatar
Gli Stati Uniti hanno rinnovato la minaccia di varare una legge che permetterebbe loro di citare in giudizio l’Opec e rendono difficile comprendere il reale impatto delle nuove sanzioni contro l’Iran
1 min

“Nel complesso ci aspettiamo un lieve miglioramento del mercato nel primo semestre del 2019 e, dal punto di vista tecnico, potremmo assistere a una correzione positiva del 5-10%”. Fabien Weber, portfolio manager, valute e materie prime di GAM Investments, si sofferma sulle prospettive del petrolio e delle principali materie prime al di fuori del segmento energia nei primi mesi dell’anno.
“Queste dinamiche – argomenta l’analista – sono state favorite dall’annuncio, a inizio dicembre, di tagli alla produzione per 1,2 milioni di barili al giorno da parte dell’Opec e dei Paesi alleati (Opec+), guidati dall’Arabia Saudita. Il 2019 potrebbe però ripetere le sorti del 2014, alla luce del costante aumento dell’offerta proveniente dagli Stati Uniti e del rallentamento della domanda. Molto dipenderà da quale decisione prenderà l’Arabia Saudita in merito all’intervento sulla quota di mercato o sul livello dei prezzi”.
Al di fuori del settore dell’energia, “in questo momento le materie prime sono influenzate da fattori geopolitici e macroeconomici, come la guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti. Questo influisce in particolare sui prodotti agricoli e industriali. Se si riuscirà a risolvere la situazione, gli effetti saranno molto positivi per le materie prime e torneremo a concentrarci di nuovo sui fondamentali, che per i metalli industriali sono assai meno negativi di quanto attualmente scontato dal mercato, soprattutto alla luce delle scorte generalmente basse”.
“Metalli preziosi e oro, in particolare – continua l’economista – dovrebbero iniziare a beneficare della percezione che la Federal Reserve non sia poi così lontana da una politica monetaria neutrale. Infine, il settore agricolo ha avuto un 2018 difficile a causa dell’offerta elevata”.
“A nostro giudizio, il 2019 probabilmente non sarà tanto diverso, e molto dipenderà dal clima”, conclude Weber.
