Metalli industriali, il Dragone ha appetito
L'incrollabile sostegno del governo cinese, oltre agli sgravi fiscali per un totale di circa l'1% del Pil per il prossimo anno, dovrebbero sostenere la domanda
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Il 2019 registrerà un aumento significativo dei prezzi delle materie prime. Questo nonostante le guerre commerciali in corso che hanno rallentato o ritardato l’avvio della fase rialzista. Ne è convinto David Donora, responsabile materie prime di Columbia Threadneedle Investments.
“Il primo scorcio del 2019 – argomenta l’economista – si preannuncia all’insegna della cautela. Riteniamo che Stati Uniti e Cina risolveranno le proprie divergenze, possibilmente nel primo semestre, innescando una ripresa della domanda e dell’attività economica che è rimasta in sospeso tanto nelle economie emergenti quanto in quelle sviluppate. Fino ad allora, il mercato sarà altamente instabile, in balia delle notizie provenienti dai vari bracci di ferro ancora in corso sul fronte geopolitico ed economico”.
“Se le tensioni geopolitiche si allentassero e l’attività e lo sviluppo economico non venissero frenati – prosegue l’esperto – si avrebbe un notevole rally dei metalli di base e un impatto positivo per l’energia, sia gas che petrolio; entrambi questi sviluppi favorirebbero anche alcuni segmenti agricoli, in particolare semi oleosi, merci deperibili e bestiame. Le materie prime sono cicliche. Hanno attraversato una fase ribassista e rimbalzato per qualche anno dal punto minimo, pertanto l’inizio della prossima fase rialzista è solo una questione di tempo”.
Come si dovranno muovere gli investitori? “La sfida è restare pazienti fino a che non emergeranno chiari segnali di tale avvio, come ad esempio la rigidità delle scorte di materie prime sottostanti, un’attività economica reale sostenibile, un dollaro Usa stabile o in calo, una significativa crescita salariale e il rialzo dei tassi d’interesse”.
“In tutti i mercati delle materie prime, vi sono delle onerose giacenze da smaltire prima che possa verificarsi un apprezzamento significativo. A nostro parere, le guerre commerciali e altri fattori negativi hanno solo ritardato l’inevitabile”, conclude Donora.
