Fondi pensione, i rendimenti tornano positivi e battono il Tfr
Nei primi nove mesi del 2020 rendimenti medi dello 0,2%. Il patrimonio cresce e supera quota 119 miliardi. Aumentano anche le posizioni:+1,9%. Il report Covip
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Sempre più italiani stanno riconsiderando i propri accantonamenti in vista della pensione. Per una volta il Covid c’entra solo in minima parte, in quanto elemento che ha peggiorato un quadro già molto incerto: il punto è che il 60% degli investitori del nostro Paese ritiene che i contributi previsti dagli schemi statali non saranno sufficienti a garantire una vita dignitosa nel periodo post-lavorativo. Ma tra la preoccupazione e la decisone di accantonare e investire meglio, ci sono una normativa nazionale e un’offerta giudicate poco chiare.
A rivelarlo è lo Schroders Global Investor Study 2020, che ha coinvolto oltre 23.000 persone a livello globale in 32 Paesi, da cui emerge che tale percentuale ci regala un triste primato, quello della nazione più preoccupata in Europa, dal momento che la media globale si attesta al 55%.
A confermare una rinnovata attenzione per i versamenti e gli accantonamenti ai fini della pensione è anche il fatto che il 31% degli investitori italiani (41% il dato globale) si è detto preoccupato che il proprio reddito durante la pensione possa risultare insufficiente per mantenere un uguale stile di vita.
In risposta a questi timori, gli italiani, in linea con quelli globali, hanno già attuato dei comportamenti concreti: ad esempio oggi il 26% (25% a livello globale) utilizza il reddito a disposizione per accrescere i risparmi ai fini della pensione, una percentuale nettamente più elevata rispetto al 12% (10% a livello globale) di tre anni fa. E continuano a destinare ai risparmi accantonati specificamente per la pensione il 13% del reddito disponibile, una percentuale solida, sebbene inferiore al 15,2% della media globale.
Non solo: lo studio evidenzia che solo il 6% degli investitori italiani indica come prima priorità di spesa per il proprio reddito disponibile le spese voluttuarie come vacanze o automobili, in calo rispetto al 10% di tre anni fa. A livello globale questa tendenza è ancora più esasperata, con le percentuali passate dall’11% nel 2017 al 6% di quest’anno.
Tra la voglia di accantonare meglio e una reale pianificazione, ci sono però due ostacoli. Persiste infatti un ampio margine di miglioramento della pianificazione finanziaria ai fini previdenziali e dal quadro complessivo emerge il bisogno, da parte degli investitori, di ricevere un indirizzo più chiaro su come accedere e abbracciare soluzioni integrative.
In particolare, a preoccupare sono due aspetti. Il primo riguarda una fetta consistente di investitori italiani, pari al 36% (41% il dato globale), per la quale i continui cambiamenti normativi da parte del governo su come le persone dovrebbero risparmiare per finanziare la propria pensione li induce a non accantonare specificamente in vista di questo periodo di vita. Il secondo dato riguarda coloro che dichiarano di non capire quali opzioni hanno a disposizione per arricchire il loro reddito in età pensionistica, pari al 38% degli investitori italiani (identico il dato globale).
C’è quindi spazio affinché una maggiore consapevolezza delle proprie necessità induca gli investitori a programmare in modo più mirato l’accantonamento e l’investimento dei propri risparmi ai fini pensionistici, considerando anche che le aspettative di rendimento per i prossimi dodici mesi si attestano in media al 6,4% per gli italiani e all’8,8% per la media globale.

“Dopo un anno di notevole incertezza sia sul fronte degli investimenti che su quello geopolitico, non sorprende che i pensionati scelgano di incanalare i loro redditi disponibili verso gli accantonamenti per la pensione”, osserva Rupert Rucker, head of income solutions di Schroders secondo cui si tratta di approccio razionale e saggio, soprattutto considerando che il 41% delle persone teme che il proprio reddito in pensione sarà insufficiente.
“Ciò non è agevolato dal fatto che molti investitori a livello globale affermano che i continui cambiamenti da parte dei governi del quadro normativo sui risparmi porti a non accantonare in modo specifico per la pensione. Non esiste una formula magica per accantonare un ammontare sufficiente per la pensione, se non impegno, pazienza e tempo sul mercato. Per questo è rassicurante vedere che in media a livello globale il tasso di risparmio è del 15,2%”, conclude Rucker.
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