(Quasi) tutti pazzi per i coronabond
L’emissione di eurobond per far fronte al disorientamento dei mercati è sulla bocca di tutti, ma i leader UE non trovano l’accordo. Il Mes potrebbe essere una soluzione, anche se non l’unica
4 min

Se in una situazione di normalità il medtech, che comprende le tecnologie e i servizi medicali, era ritenuto un settore difensivo interessante, nell’era del post Covid-19 diventa un ambito imprescindibile da tenere ancora di più sotto stretta sorveglianza con numerose occasioni di acquisto. “Con la crisi del coronavirus l’investment case nel settore delle tecnologie medicali e dei servizi sanitari è addirittura divenuto ancora più interessante perché in seguito all’emergenza verranno effettuati investimenti molto più cospicui nel settore sanitario”, dichiarano Marcel Fritsch e Stefan Blum, portfolio manager BB Adamant Medtech & Services Fund in Bellevue Asset Management, sottolineando come “negli ultimi 20 anni la crescita dell’utile per azione nel comparto Medtech & Services sia stata pari in media al +11% annuo (rispetto al +5% dell’Msci World) e, nei prossimi cinque anni, il trend si dovrebbe mantenere su una crescita ad alta singola cifra o a bassa doppia cifra”.

“Le società medtech hanno generalmente un’elevata redditività, buone prospettive di crescita e stabili flussi di ricavi. Questo le rende aziende di alta qualità che tendono a crescere di valore nel tempo”, aggiunge Dries Dury, International & Sustainable Equity Fund Manager di DPAM. FocusRisparmio ha interpellato gli esperti del settore per individuale la direzione del mercato e le possibili occasioni di acquisto.
Ma cos’è nello specifico il medtech? “Il settore comprende la totalità del mercato sanitario, al netto dei produttori di farmaci e vale 7500 miliardi di dollari (di cui 7000 nei servizi), pari al 10% del prodotto interno lordo globale. Il comparto comprende assicuratori malattie, ospedali e cliniche, laboratori di diagnostica, catene di farmacie e distributori healthcare, ma anche ambiti orientati al futuro come la telemedicina” spiegano i portfolio manager di Bellevue.
“Il medtech è un sotto-settore del settore sanitario. Per medtech si intendono generalmente due tipi di aziende: le aziende del settore bioscientifico che producono apparecchiature diagnostiche per i laboratori e i reagenti necessari per effettuare test e le società attive nell’area della strumentazione medicale di varia natura (dagli apparecchi acustici, ai dispositivi chirurgici, agli strumenti per dentisti). Il settore sanitario ha un peso del 12% nel Msci World Index. Secondo le nostre stime, il MedTech ne rappresenta circa un terzo”, spiega Dries Dury, International & Sustainable Equity Fund Manager di DPAM.
L’era del Covid-19 può rivelarsi complessa per il medtech tra valutazioni stellari e titoli dimenticati a causa della pandemia, ma anche per questo vale la pena studiare il settore, “Abbiamo visto che le aziende del settore bioscientifico hanno resistito bene durante il crollo del mercato azionario. Alcune. Alcune società hanno ottenuto rendimenti stellari grazie alle prospettive di successo dei test per il rilevamento del Covid-19 (sebbene sulla società citata sia scoppiata una polemica per le modalità di assegnazione di un appalto con un ospedale lombardo, appena annullato dal Tar, ndr); altre produttrici di strumentazione medica come Amplifon hanno registrato un forte sell-off”, commenta Dury. Eppure “i fattori fondamentali appaiono influenzati dalla crisi del coronavirus solo in una prospettiva di breve periodo, sebbene la pandemia abbia intaccato anche i mercati di sbocco delle aziende di tecnologia medicale. Questo andamento dipende in ampia parte dalla ciclicità molto bassa del settore sanitario, che deve funzionare anche durante una crisi. Numerosi problemi sanitari, come ad esempio patologie cardiache o fratture ossee, devono essere infatti trattati a prescindere dalla situazione generale. Le operazioni non urgenti, come l’impianto di protesi all’anca o al ginocchio, sono peraltro destinate a essere recuperate in un momento successivo, con una conseguente accelerazione della domanda”, spiegano gli esperti di Bellevue.

Quanto ai trend nel medtech, Huub van der Riet, lead portfolio Manager di NN Investment Partners, evidenzia l’ambito degli operatori di assistenza sanitaria gestita “ben posizionati e a basse valutazioni”. A giudizio di Fritsch e Blum invece “le aziende di tecnologia medicale vedranno progressi più marcati grazie alla forte innovazione dei prodotti nei settori di terapia del diabete, nella sostituzione e riparazione di valvole cardiache con invasività minima nonché nella robotica per interventi chirurgici. Nel segmento dei fornitori di servizi sanitari vediamo il maggiore potenziale di crescita per gli assicuratori sanitari statunitensi (20% del portafoglio) grazie alla progressiva privatizzazione del settore sanitario nel Medicare Advantage (assicurazioni sanitarie con prestazioni complementari per ultra-65enni e persone con disabilità) e Medicaid (assicurazioni sanitarie per persone con basso reddito)”. Secondo poi i portfolio manager di Bellevue è particolarmente promettente la nicchia dei prodotti e servizi digitali in campo sanitario (digital health), basati su tecnologie già affermate come sensori, smartphone o cloud computing e in grado di apportare valore aggiunto sotto il profilo clinico e risparmi di costi urgentemente necessari nel settore sanitario.
Non mancano infine singole storie particolarmente interessanti, a giudizio degli esperti del settore. Van Der Riet di NN Investment Partners suggerisce di guardare con attenzione a Thermo Fisher Scientific, uno dei maggiori produttori di kit di preparazione del campione, un elemento cruciale nei test diagnostici per il virus e Danaher che fornisce kit di test Covid-19 ai laboratori di riferimento statunitensi. Dury sostiene di avere sfruttato le opportunità d’investimento create dal Covid-19 con Boston-Scientific e Edwards Lifesciences, “aziende con un’esposizione agli ospedali le cui azioni hanno subito un pesante sell-off”. Secondo il gestore di DPAM “le procedure chirurgiche su cui si basa il loro fatturato possono essere rinviate solo per un periodo di tempo limitato. Ecco perché crediamo che il crollo del prezzo delle loro azioni abbia fornito una buona opportunità d’ investimento in queste aziende di prima qualità. Sono entrambe esperte in chirurgia non invasiva”. Un’altra occasione di acquisto per Dury è stata Align Technology, il cui prezzo delle azioni è crollato quando le persone hanno momentaneamente rinunciato ad andare dal dentista, ma le prospettive a lungo termine rimangono eccellenti: “Align Technology ha creato il mercato degli allineatori dentali trasparenti oltre 20 anni fa”.
Fritsch e Blum rivolgono infine uno sguardo a Piazza Affari: “In Italia sono presenti numerose aziende di tecnologia medicale di sicuro interesse, tra cui in particolare il produttore di apparecchi acustici Amplifon e l’operatore di diagnostica DiaSorin”.
