Il private equity archivia il Covid e punta a un 2021 record
Nel primo semestre il mercato è tornato ai livelli pre-pandemia con 79 operazioni, per un totale di di 26 miliardi. E la fiducia degli operatori raggiunge il picco. I settori nel mirino
3 min
Il 2021 potrebbe essere ricordato come l’anno record del private equity, con un valore complessivo dei deal che potrebbe raggiungere i mille miliardi entro la fine dell’anno. Se ciò dovesse verificarsi, vorrebbe dire che il settore avrebbe essenzialmente triplicato le sue dimensioni in 10 anni. “Il sovradimensionamento del mercato ha generato fondi sempre più grandi, che chiudono operazioni sempre più significative – commenta Hugh MacArthur, responsabile a livello globale dell’attività di private equity di Bain & Company – E dato che al 30 giugno la potenza di fuoco ancora inespressa del settore ha toccato un nuovo record a 3.300 miliardi di dollari (di cui circa 1.000 solo nei fondi di buyout), è evidente che ci sia ancora molto margine di crescita per le attività di Private Equity”.
Sei mesi bollenti
Nel primo semestre 2021, a livello globale, il private equity ha generato deal da 539 miliardi, contro una media dell’intero periodo 2016-2020 che invece si è attestata a 543 miliardi. Se il trend dovesse continuare e il valore, sull’intero 2021, dovesse toccare quota 1.000 miliardi di dollari, il mercato supererebbe nettamente il precedente record di 804 miliardi di dollari, stabilito nel 2006, quando il settore ha raggiunto il picco, prima della crisi finanziaria globale.
“Un altro elemento interessante da sottolineare in questo scenario è che il boom del mercato è dovuto non tanto al numero delle singole operazioni, che è comunque in crescita, quanto al valore medio dei deal – argomenta MacArthur – La dimensione media degli accordi, infatti, è aumentata del 48%, passando da 718 milioni a 1,1 miliardi”.
La forza del mercato è stata evidente su tutti i settori merceologici, ma il comparto tecnologico ha continuato a essere protagonista. In particolare, un accordo di buyout su tre ha coinvolto nella prima metà dell’anno un’azienda tech (soprattutto nel software). Questo numero, già significativo, tende comunque a sottostimare l’appetito degli investitori di private equity per la tecnologia, dato che non comprende sottosettori come il fintech, i servizi tech enabled e l’IT sanitario.
Le Spac sono ancora importanti
L’appetito del mercato statunitense per le offerte pubbliche delle Spac ha subìto una brusca frenata ad aprile per via dei maggiori controlli normativi su questo tipo di veicoli. Tuttavia, anche se il volume di nuove Spac rimanesse a livelli più bassi per il resto dell’anno, i 207 miliardi di dollari di capitale raccolti da gennaio 2019 hanno segnato in maniera profonda l’ecosistema del Private Equity.
Al 30 giugno, le Spac avevano speso o impegnato solo 97 miliardi di dollari tra accordi di fusione e M&A annunciate. Ciò significa che 419 Spac che detengono 133 miliardi di dollari sono ancora alla ricerca di aziende da quotare sul mercato. Questo capitale rappresenta tanto un’opportunità quanto una sfida per i general partners, dato che renderà ancora più agguerrita la competizione per un numero limitato di obiettivi di acquisizione di qualità. Un particolarmente degno di nota visto che il potere d’acquisto di quei 133 miliardi di dollari è in realtà superiore a questa cifra.
La corsa ai mercati pubblici
Nei primi sei mesi dell’anno si è registrato un significativo incremento delle public exit, fenomeno registrato prevalentemente in Nord America grazie a mercati pubblici eccezionalmente robusti negli Stati Uniti. Se il trend dovesse proseguire a questo ritmo nella seconda metà dell’anno il valore delle exit globali potrebbe avvicinarsi a quota 1.000 miliardi di dollari, raddoppiando essenzialmente il precedente picco di 521 miliardi di dollari registrato nel 2014.
Vuoi ricevere ogni mattina le notizie di FocusRisparmio? Iscriviti alla newsletter!
Registrati sul sito, entra nell’area riservata e richiedila selezionando la voce “Voglio ricevere la newsletter” nella sezione “I MIEI SERVIZI”.
