Natixis: “Investimenti sostenibili e alternativi: ecco perché sono più simili di quanto si creda”
21 febbraio 2018
di Eugenio Montesano
4,30min
Il potenziale di diversificazione dei rischi e delle fonti di rendimento associato a queste strategie innovative ne ha aumentato considerevolmente l’appeal e la popolarità presso consulenti e risparmiatori negli ultimi anni.
Sonia Spirling, Alternative Investment sales specialist di Natixis Asset Management
A un primo sguardo, le strategie di investimento sostenibili, che seguono criteri ambientali, sociali e di governance (Esg) possano sembrare avere poco in comune con le strategie di investimento alternative. Ma secondo Clarice Avery, Investment Strategist US Distribution e Sonia Spirling, Alternative Investment sales specialist di Natixis Asset Management, questi stili di investimento condividono almeno cinque tratti distintivi. Passiamoli in rassegna:
1. Sia gli alternativi che gli Esg sono ancora in evoluzione e stanno assumendo una forma propria.
“Sia le strategie focalizzate sull’Esg che gli investimenti alternativi hanno decenni di storia alle spalle”, osservano Avery e Spirling, “ma le tecniche e i trend di adozione nei portafogli sono ancora in evoluzione mentre gli investitori continuano a scoprire queste strategie e a trovare nuovi e migliori modi per implementarle al meglio nei portafogli”.
Effettivamente, l’inclusione di criteri Esg nell’asset allocation è relativamente recente e può essere fatta risalire agli anni ‘80. Analogamente, il primo hedge fund è stato lanciato nel 1949, ma le strategie alternative che ne replicano il funzionamento all’interno di fondi comuni di tipo Ucits hanno trovato maggior spazio nei portafogli dei risparmiatori solo da 10 anni a questa parte.
“A causa della relativa novità nell’utilizzo di entrambe le categorie nello spazio dei fondi comuni, l’educazione degli investitori verso questi asset è probabilmente ancora nelle fasi iniziali rispetto a investimenti tradizionali come quello azionario e obbligazionario, che sono molto più conosciuti, accettati e compresi”.
2. I termini «Alternative Ucits» e «Esg» possono assumere significati diversi a seconda dei diversi investitori.
“Ci sono persone che vengono attratte dagli investimenti Esg perché si avvicinano ai loro valori personali, mentre altri possono gravitare verso di loro spinti dalle prospettive di profitti maggiori”, argomentano le esperte. Allo stesso modo, i professionisti finanziari e i loro clienti possono decidere di prendere in considerazione l’utilizzo di strategie alternative per motivi molto diversi tra loro.
Ad esempio, i fondi gestiti con le cosiddette managed-future strategies (basate sull’utilizzo di contratti derivati per aumentare la diversificazione tra stili e ridurre il rischio, con modalità non realizzabili attraverso l’investimento diretto in titoli, ndr) “possono aiutare a compensare il rischio azionario durante le repentine ed estreme flessioni del mercato agendo da diversificatori di portafoglio”, spiegano Avery e Spirling. Tuttavia, solo il 29% degli investitori intervistati da Natixis in un sondaggio sulle strategie alternative riferisce di utilizzarli ai fini della diversificazione, mentre un numero simile di intervistati afferma di sceglierli per il loro potenziale di rendimento.
3. Alternativi e Esg offrono agli investitori nuovi modi per diversificare il potenziale di rischio-rendimento del portafoglio.
Il dibattito sulla convenienza, in termini di performance, dell’inclusione di fondi sostenibili nel portafoglio dei risparmiatori è sempre aperto, e sono ancora molti gli investitori che ritengono di sacrificare un rendimento potenzialmente maggiore implementando principi Esg nel processo decisionale, o prediligendo società dai forti contorni Sri (Socially responsible investment, ndr). Eppure il grafico sottostante mostra con chiarezza che l’indice MSCI World ESG Leaders ha tenuto il passo dell’MSCI World negli otto anni compresi tra dicembre 2009-2017.
“Le strategie Esg non sottoperformano necessariamente il mercato più ampio”, sottolineano Avery e Spirling. “Al contrario, coinvolgendo il management delle aziende in cui investono sui temi della sostenibilità, i gestori Esg possono identificare tanto i rischi quanto opportunità potenziali di crescita che potevano altrimenti rimanere inesplorate”, ottenendo una visione più completa del valore di un titolo. Qualcosa di particolarmente importante in ottica di estrazione di valore aggiunto, soprattutto per un gestore attivo.
Allo stesso modo, agli investimenti alternativi sono spesso associate idee scorrette in merito alla presunta rinuncia al potenziale di rendimento quando i mercati virano verso l’upside.
A tal proposito Natixis propone un modello ipotetico illustrato nella seguente tabella, in cui l’aggiunta di un 15% di allocazione a fonti di rendimento alternative in un portafoglio azionario e obbligazionario tra gennaio 2000 e settembre 2017 ha aumentato tanto i rendimenti (dal 4,97% al 5,28%) quanto il coefficiente di Sharpe, che misura la redditività corretta per il rischio.
Negli ultimi anni i fondi alternativi hanno attraversato un periodo difficile, ma come dimostra la tabella anche solo tra il 2014 e il 2017 l’aggiunta di una quota del 15% di fondi alternativi a un portafoglio azionario e obbligazionario ha aumentato i rendimenti dal 5,19% al 5,22%.
4. Sia le strategie di investimento alternative che quelle sostenibili possono essere implementate con una serie di approcci diversi, ciascuno con diversi obiettivi, rischi e risultati potenziali.
Esistono molti modi diversi di implementare i criteri Esg, che possono condurre a un paniere di società del tutto eterogeneo per ciascun portafoglio. “Mentre una strategia può semplicemente escludere le aziende coinvolte in determinate aree di attività, come alcol e tabacco, un’altra può integrare maggiormente i criteri di sostenibilità valutando approfonditamente rischi e opportunità, mentre un’altra ancora potrebbe ricercare un impatto ambientale o sociale più significativo, attraverso l’investimento tematico in settori quali le energie rinnovabili”, argomentano le esperte.
Analogamente, alcuni investitori potrebbero erroneamente ritenere che i fondi alternativi possano fornire allo stesso tempo tanto un maggior potenziale di rendimento in tutti gli ambienti di mercato quanto una maggiore diversificazione del portafoglio. “È probabilmente impossibile trovare questo rarissimo «unicorno» tra le strategie di investimento alternative, che possono però effettivamente spaziare dai beni reali, come immobili e materie prime, al private equity, passando per strategie a rendimento assoluto che replicano il funzionamento dei fondi hedge”, spiegano Avery e Spirling.
5. Le strategie di investimento alternative e Esg sono molto reattive ai principali cambiamenti dell’economia globale.
Poiché sia la Banca centrale europea che la Federal Reserve statunitense stanno gradualmente rimuovendo gli stimoli monetari, rispetto alla calma piatta del 2017 la volatilità è in aumento sia nei mercati azionari che in quelli degli investimenti a reddito fisso.
Come mostra il grafico sottostante, i rendimenti medi dei Treasury a 10 anni tra aprile 1953 e agosto 1981 – periodo in cui si è registrato un marcato aumento dei tassi di interesse – sono stati negativi del -2,48%.
“Una varietà di strategie alternative potrebbe essere in grado di sopportare questi cambiamenti nell’economia globale poiché molti di essi, pur non essendo privi di rischi, hanno il potenziale per aiutare a tamponare i portafogli dalla volatilità e sono in grado allo stesso tempo di fornire ulteriori fonti di rendimento”, affermano le specialiste.
Allo stesso modo, molte strategie Esg cercano di identificare le opportunità di investimento che possono derivare da tendenze di lungo termine, come l’invecchiamento della popolazione e l’affermazione della classe media nei mercati emergenti. I fondi socialmente responsabili possono dunque scegliere di investire in aziende che forniscono soluzioni sostenibili ad alcune delle conseguenze negative di queste tendenze.
In conclusione, uno dei punti di forza dei gestori di strategie Esg e alternative è quello di poter fare stock e bond picking da un punto di osservazione diverso rispetto ai gestori tradizionali. “Gli investitori che desiderano andare oltre le tradizionali allocazioni di portafoglio devono prendere in considerazione strategie di investimento alternative e Esg”, concludono Avery e Spirling. “Come tutti gli investimenti, ogni approccio comporta dei rischi specifici e l’idoneità per un determinato investitore deve essere ben considerata prima di prendere una decisione finale. Tuttavia, entrambi i criteri di investimento possono rappresentare ulteriori opzioni da valutare per i consulenti finanziari e gli investitori alla ricerca di ulteriori fonti di diversificazione e rendimento nell’odierno scenario di investimento”.
Le raccomandazioni degli esperti dell’High-Level Expert Group on Sustainable Finance alzano l’asticella dei requisiti di sostenibilità degli investimenti, uno dei pilastri della Capital Market Union. La Commissione le recepirà in un piano d’azione da presentare entro fine marzo.
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