Nel giro di trenta giorni, gli azionari dei Paesi sviluppati, hanno perso intorno al 6,6% e quelli emergenti intorno al 7%. I fattori scatenanti di questo sell off sono sia tecnici che macroeconomici
Roberto Rossignoli, portfolio manager di Moneyfarm
“Ottobre è stato complicato per i mercati azionari, abbiamo visto nel giro di un mese i mercati sviluppati perdere intorno al 6,6% e i mercati emergenti intorno al 7%. I fattori scatenanti di questo sell off a nostro avviso sono sia tecnici che macroeconomici”. Lo dichiara Roberto Rossignoli, portfolio manager di Moneyfarm, che entra nello specifico spiegando le cause che hanno portato alla volatilità che ha caratterizzato il mese scorso.
“Tra i fattori tecnici – argomenta l’analista – il più importante è senz’altro il rallentamento dell’attività di buy back da parte delle compagnie americane in vista delle Earning Season: anche per motivi legali, quando ci sono da riportare i risultati, le società tendono a rallentare un po’ sull’acquisto di azioni proprie. Dal punto di vista macroeconomico, invece, il rialzo dei treasury americani sopra il 3%, di nuovo dopo aprile-maggio, ha generato qualche tensione sull’obbligazionario, tensioni che si sono scaricate poi sull’azionario”.
“Per questo – continua l’esperto – il team di asset allocation Moneyfarm ha ribilanciato i portafogli per ridurre l’esposizione azionaria a favore di asset class più sicure come le obbligazioni a tasso variabile dell’Eurozona, preferite rispetto ai bond governativi dell’Eurozona in quanto meno soggette al rischio politico”.
L’economista “segnala due importanti benefici derivanti entrambi dalla diversificazione che guida la strategia d’investimento di Moneyfarm. Nel settore obbligazionario, infatti, sebbene i tassi siano in rialzo, nelle giornate più pesanti per l’azionario abbiamo visto tutto il mondo dei titoli governativi reggere bene”.
“Sul fronte valutario, inoltre, continuiamo a osservare con interesse le performance del dollaro che tende a rafforzarsi nei momenti di stress dei mercati azionari permettendo quindi ai nostri portafogli di performare meglio dell’andamento generale dei mercati”, conclude Rossignoli.
Lo specialista aurifero della casa di investimento britannica condivide il suo outlook sull’oro, spiegando perché tanto quello fisico quanto l’azionario delle società di estrazione aurifera potrebbero riacquistare fascino l’anno prossimo.
Dwek (Natixis Im): “Non siamo preoccupati per una significativa svendita, dati i fondamentali ancora sani, e continuiamo a vedere l'aumento dell'incertezza come un’opportunità”
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