Risparmio gestito, i fondi azionari spingono la raccolta di febbraio
Dalla Mappa mensile Assogestioni emerge un atteggiamento degli investitori proattivo al rischio. Le masse dei fondi aperti aggiornano un nuovo massimo storico
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A marzo le Borse globali hanno esteso i guadagni registrati da inizio anno e gli investitori hanno risposto presente. Lo scorso mese, secondo i dati diffusi da Assogestioni, i sottoscrittori di fondi comuni italiani confermano la netta preferenza ad investire nei prodotti azionari che raccolgono – nel 2021 – 8,5 miliardi e chiudono il miglior mese da giugno 2017.
Dalla Mappa mensile dell’associazione del risparmio gestito emerge che il primo trimestre del 2021 si chiude con una raccolta netta totale a doppia cifra. Il dato di marzo conferma flussi mensili totali in entrata per 8,9 miliardi che portano il saldo provvisorio della raccolta da inizio anno a 23,5 miliardi.
Con questi numeri viene aggiornato un nuovo massimo storico per il patrimonio gestito che ammonta alla fine del terzo mese del 2021 a 2.445 miliardi.
Così la tendenza del mercato dei prodotti del risparmio gestito segue la dinamica dei mercati finanziari che già prima della fine del 2020 avevano recuperato o superato i livelli pre-Covid.
Lo scorso anno, nel pieno dell’emergenza sanitaria, il sistema aveva registrato riscatti per 12 miliardi nel trimestre (il dato è quello della Mappa trimestrale), di cui circa 8,7 miliardi riferiti a marzo 2020.
Come emerge dalla Mappa Assogestioni, a marzo sono ancora i fondi aperti azionari a guidare le performance di raccolta dell’industria del risparmio gestito in Italia. Secondo i dati diffusi dall’ufficio studi dell’associazione, le gestioni collettive ed in particolare i fondi aperti chiudono il dodicesimo mese consecutivo di crescita grazie a flussi netti positivi pari a 7,5 miliardi: è il miglior dato da giugno 2017. Da inizio anno il saldo dei fondi aperti è di 14,1 miliardi.
Fonte dati: Ufficio studi Assogestioni
Le statistiche mensili dell’associazione dei gestori rilevano un atteggiamento degli investitori propenso al rischio. Tra i fondi di lungo termine si confermano, infatti, al primo posto per raccolta gli azionari (+2,9 miliardi), seguiti dai bilanciati (+1,8 miliardi) e dagli obbligazionari (+1,3 miliardi). Una tendenza riscontrabile in simili proporzioni anche da inizio anno, con la raccolta netta sui fondi azionari che si avvicina agli 8,5 miliardi.
Si attenua il ritmo delle fuoriuscite sul comparto dei flessibili (-30 milioni a marzo) che mostra il dato peggiore nel 2021 (-2,7 miliardi). Gli asset investiti in fondi aperti e chiusi salgono così complessivamente a 1.230 miliardi e aggiornano il proprio massimo assoluto.
Fra i gruppi con la raccolta mensile migliore si distinguono Amundi (circa 2 miliardi di cui 1,5 miliardi nei fondi aperti), Intesa Sanpaolo (1,5 miliardi di flussi di cui 1,3 nei fondi aperti) e JPMorgan AM (601 milioni afferenti alle gestioni collettive aperte). Il gruppo Poste Italiane chiude con 844 milioni, afferenti prevalentemente mandati istituzionali.
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