2020 nel segno del risparmio gestito. Tutti i numeri di un anno da ricordare
Dalla Mappa trimestrale di Assogestioni i dati definitivi: sottoscrizioni per oltre 30 miliardi per le gestioni collettive e record per il patrimonio dell’industria
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Poste Italiane è la società che ha chiuso il 2020 con la raccolta netta nel risparmio gestito più alta. Attraverso la sgr del gruppo – BancoPosta Fondi – sono stati raccolti oltre 11 miliardi di euro, afferenti prevalentemente al mondo dei mandati istituzionali (la fonte è la Mappa trimestrale del risparmio gestito stilata dall’ufficio studi Assogestioni).
Dal punto di vista del patrimonio, su un totale di oltre 119 miliardi di euro di masse in gestione, quelle relative alla gestione dei mandati istituzionali sono pari a 109 miliardi di euro. Questi numeri, come indicato da Assogestioni nella sua mappa, fanno di Poste Italiane il terzo gruppo di gestione nel mercato italiano delle gestioni individuali.
Un business che ha permesso la crescita negli ultimi dieci anni e che fa da equilibratore della raccolta in anni difficili caratterizzati da shock sui mercati come quello visto fra febbraio e marzo dell’anno scorso.
“Forse ci aspettano anni difficili per i mercati, e quindi anche per la raccolta del gestito dal canale retail, tuttavia notiamo almeno rispetto ai nostri clienti una certa stabilità delle masse. E questo si verifica anche per la raccolta formalmente attribuita al business istituzionale del gruppo ma relativa a prodotti destinati alla clientela retail, come per esempio fondi assicurativi collegati a polizze multi-ramo”, spiega a FocusRisparmio Stefano Giuliani (in foto), amministratore delegato di BancoPosta Fondi Sgr.
BancoPosta Fondi Sgr è la società di gestione del risparmio di Poste Italiane che negli ultimi 15 anni ha visto crescere l’orientamento del suo business verso la gestione di portafogli individuali captive/riferibili al gruppo. A fine 2020, infatti, su un totale di oltre 119 miliardi di euro di masse in gestione, il patrimonio relativo alla gestione dei mandati istituzionali è risultato pari a 109 miliardi di euro. Questi numeri, come indicato da Assogestioni nella sua mappa del risparmio gestito, ci hanno consentito di diventare il terzo gruppo di gestione nel mercato italiano delle gestioni individuali, dietro solo a soggetti che operano in questo mercato da molti più anni.
Il 2021 sarà probabilmente un anno in cui gli investitori si approcceranno con cautela a causa dell’incertezza sui tempi di uscita dall’emergenza sanitaria e in ragione delle valutazioni dei mercati, cresciute molto dai minimi dello scorso anno. In questo quadro, la raccolta istituzionale, soprattutto quella derivante da intermediari assicurativi, potrà beneficiare di una maggiore stabilità grazie alle caratteristiche dei prodotti: ci riferiamo non solo alle garanzie della componente di Ramo I, ma anche al fatto che il gruppo Poste Italiane offre una modalità di investimento che prevede una crescita graduale del rischio nel tempo. Questo ci aiuta a gestire l’emotività dei clienti nelle fasi negative dei mercati finanziari e contribuisce alla stabilità della raccolta.
Pur condizionata dall’emergenza sanitaria, la nostra raccolta del 2020 si è concentrata sui prodotti bilanciati anche in virtù del fatto che in un mondo a tassi “zero” i rendimenti dei prodotti più prudenti, obbligazionari investment grade in primis, non offrono più rendimenti appetibili mentre in passato erano i prediletti dalla nostra clientela.
Poste Investo Sostenibile, il primo fondo di Poste Italiane con politica di investimento Esg, appartenente alla categoria dei bilanciati, è stato lanciato a inizio 2020 ed è il prodotto della gamma che ha raccolto di più lo scorso anno. C’è stato un notevole gradimento da parte della nostra rete commerciale e della clientela verso soluzioni d’investimento sostenibili. Anche il nostro primo fondo Pir compliant, BancoPosta Rinascimento, pur essendo partito verso la fine dell’anno, ha ottenuto una positiva accoglienza da parte dei risparmiatori. Per quanto riguarda il 2021 abbiamo iniziato con il lancio di un nuovo fondo tematico rivolto alla clientela retail, BancoPosta Focus Rilancio 2026, che consente di partecipare ai megatrend mondiali in atto e al rilancio economico post pandemia. Inoltre, abbiamo in cantiere una nuova famiglia di fondi dedicata al segmento affluent che avrà come punti di forza la gestione flessibile, l’approccio multimanager e la sostenibilità.
L’esposizione Esg ora avviene tipicamente mediante strumenti passivi che permettono di prendere una esposizione specifica ai diversi criteri e approcci dell’investimento sostenibile, come ad esempio gli indici SRI o i low carbon emission, ma prevediamo di ampliare anche la selezione di fondi a gestione attiva. L’evoluzione e il rafforzamento del profilo “Esg” sono tra gli aspetti fondamentali del piano d’impresa della nostra sgr. In particolare, puntiamo sull’evoluzione dell’integrazione dei fattori Esg in tutti i processi di investimento – coerentemente con il commitment di medio-lungo termine preso in occasione della firma dei Pri (Principles for Responsible Investments) in ambito Onu – e sull’evoluzione della gamma prodotti: trasformazione graduale degli attuali fondi in chiave Esg e nuove soluzioni “native” Esg.
Una delle direttrici di sviluppo di BancoPosta Fondi Sgr sarà proprio il rafforzamento della capacità di analisi e di selezione di fondi ed Etf quali componenti per la costruzione di portafogli multiasset. In linea generale attuiamo una combinazione di strategie passive e attive in funzione dei prodotti e dei processi di investimento. Per i prodotti multiasset a benchmark, dove la ricerca della creazione dell’alpha è prevalentemente derivante dall’asset allocation, l’esposizione tattica ad asset class non presenti nel benchmark avviene prevalentemente tramite Etf. Le componenti core sono tipicamente una combinazione di strumenti passivi e strumenti a gestione attiva in modo da poter calibrare l’esposizione al beta e all’alpha di portafoglio.
Il futuro è digitale. Potremmo sintetizzare così l’impatto della tecnologia nel risparmio gestito, soprattutto nella relazione tra il cliente e l’intermediario finanziario. Nell’ambito del gruppo Poste Italiane, la Sgr contribuisce allo sviluppo di nuovi strumenti per la gestione multicanale degli investitori, dall’offerta a distanza, alla dematerializzazione delle comunicazioni, all’arricchimento delle piattaforme multimediali per la formazione e l’informativa sui mercati finanziari e l’andamento dei prodotti. La trasformazione digitale riguarderà anche l’organizzazione ed i processi interni della Sgr, dove gli investimenti tecnologici punteranno ad aumentare il valore verso il cliente finale attraverso la maggiore efficienza dei processi d’investimento e di quelli operativi volti al miglioramento della customer experience.
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